Sono passati quattordici giorni dalla grande mareggiata che ha colpito Reggio Calabria, una delle città più belle e storicamente significative d’Italia. La tempesta del 13 febbraio ha lasciato segni profondi sul lungomare, definito da molti “il chilometro più bello d’Italia“. Ma, contro ogni aspettativa, il risultato è stato un abbandono totale. Quattordici giorni dopo il disastro, il lungomare è ancora un triste monumento all’incuria e alla mancanza di responsabilità. E la cosa che più sconvolge è che, nonostante il flusso costante di turisti che affollano la città, non è stato fatto neanche il minimo intervento per ripristinare la bellezza di un’area che dovrebbe essere il cuore pulsante della città.
Sampietrini sollevati, sabbia e detriti portati dalle onde ancora sparsi lungo la passeggiata, rifiuti lasciati indisturbati. È questo lo spettacolo che i turisti, attratti dai voli Ryanair e dalle splendide giornate di sole, si trovano davanti ogni giorno, mentre passeggiano per un lungomare che dovrebbe essere un fiore all’occhiello. La vergogna è doppia quando si confrontano le condizioni del lungomare di Reggio Calabria con quelle di altre città e paesini, che, purtroppo, hanno affrontato danni analoghi a causa del maltempo. La differenza è sconvolgente. In molti luoghi, anche quelli più piccoli e remoti, sono in corso i lavori di ripristino, i marciapiedi sono stati ripuliti, e anche i lungomari che sembravano distrutti sono già stati sistemati.
Ma Reggio Calabria, che ha sempre vantato il suo lungomare come simbolo di bellezza e orgoglio, sembra non curarsene affatto. Il comune, invece di farsi carico della propria responsabilità e della cura del territorio, sembra abbandonare il proprio patrimonio. L’assenza di qualsiasi tipo di intervento è un atto di disinteresse che va oltre il danno fisico causato dalla tempesta. È un esempio lampante di quanto la politica dell’incuria possa nuocere molto più dei fenomeni atmosferici. La città non sta solo perdendo la sua bellezza, ma sta dimostrando a tutti che non è capace di proteggere ciò che di più prezioso ha: il suo patrimonio storico, naturale e turistico.
Un dato ancora più allarmante è che, mentre il lungomare di Reggio Calabria rimane in questo stato indecoroso, altre località, come Merito Porto Salvo, nonostante le gravi perdite dovute al mare, sono state più veloci ed efficienti nel ripristinare la fruibilità e la dignità dei luoghi. È paradossale che un piccolo paese, con meno risorse, riesca a far fronte alle difficoltà in modo molto più efficiente di una città come Reggio Calabria, che dovrebbe essere un faro di sviluppo per l’intera regione.
La sensazione che si respira è quella di un disprezzo totale verso la città e verso i suoi cittadini. I turisti, con aria perplessa, si chiedono come sia possibile che una città così bella possa essere lasciata al degrado senza nemmeno un intervento minimo da parte delle autorità competenti. Reggio Calabria sta vivendo un degrado che non dipende dalla furia del mare, ma da un’amministrazione che sembra non avere interesse a difendere le proprie ricchezze. Non è solo la natura a fare danni, ma è la totale assenza di una gestione responsabile e sensibile.
È una vergogna che non può essere ignorata, un segno di inciviltà che non può essere tollerato. Il lungomare di Reggio Calabria, simbolo di bellezza e orgoglio, non merita di essere trattato con tanto disprezzo. La città merita rispetto, i suoi cittadini meritano risposte concrete, e i turisti meritano di poter godere di una città pulita e accogliente. È tempo di agire, perché non si può più tollerare che un luogo così simbolico sia lasciato all’incuria per quattordici giorni, mentre tutto intorno, anche nei piccoli paesi, la riparazione dei danni è già realtà. L’indifferenza politica è il vero nemico della città, molto più del maltempo.














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