L’immagine indecorosa del Ponte Calopinace e la denuncia di Azzarà: “nessuno lavora, i ponteggi stanno per finire in mare” | VIDEO

Non usa mezzi termini Nuccio Azzarà nel denunciare, in un video, lo stato indecoroso in cui versa il cantiere del Ponte Calopinace a Reggio Calabria: "hanno sbagliato clamorosamente il progetto"

“Alla fine decideremo che tipo di nome dare a questo ponte, il ponte dimenticato. Anche il mese di febbraio sta scorrendo inutilmente, nessuno che lavora, i ponteggi stanno per essere trascinati definitivamente a mare, le due spalle del ponte sono tamponate e nessuno lavora da 10-15 giorni. Anche la promessa fatta da qualche super tecnico che diceva urbi et orbi che nel mese di marzo il ponte sarebbe stato terminato, mi sembra destinata anche questa per la centesima volta a finire a mare assieme al ponteggio e all’acqua della fiumara”. Non usa mezzi termini Nuccio Azzarà nel denunciare, in un video, lo stato indecoroso in cui versa il cantiere del Ponte Calopinace a Reggio Calabria. I ponteggi che sostengono il ponte, già pericolanti da settimane per via del maltempo, dopo il vento e la pioggia di ieri rischiano definitivamente di crollare. In tutto ciò, il cantiere è fermo e anche l’ennesima scadenza verrà bucata.

“Immagino che nel momento in cui si dovrà collegare il piano viario che proviene dalla via Marina, dal lato nord della città con il parco lineare sud, quindi dal Tempietto al parco lineare, si dovrà rabboccare. Io desidero sapere se per alzare la strada e per collegarla anche al sottopasso ferroviario ci sarà la necessità di soldi o comunque di risorse economiche che esulano dal progetto del ponte” aggiunge Azzarà.

“Perché se il ponte fosse stato fatto per come si pensava, il collegamento doveva essere collegato al progetto. Se invece necessiteranno delle risorse economiche suppletive, vorrà dire che c’è qualcosa che non va e sarà la certificazione definitiva di quello che ogni reggino sospetta: hanno sbagliato clamorosamente un progetto. Un progetto di un ponticello di 30 metri. E’ la verità che ci rende liberi e noi la ricerchiamo sempre” conclude.