Limbadi, studenti e istituzioni uniti contro bullismo e cyberbullismo

In sala consiliare un incontro di riflessione e prevenzione con esperti, forze dell’ordine e testimonianze toccanti per promuovere la cultura del rispetto

  • convegno bullismo limbadi
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Il giorno 9 febbraio, presso la Sala Convegni del Comune di Limbadi, si è tenuto un importante momento di riflessione sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo alla presenza degli studenti della scuola secondaria di primo grado di Limbadi, dei loro docenti, della cittadinanza. L’evento, promosso dagli Assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali, ha offerto un’analisi multidisciplinare del fenomeno, integrando profili legali, operativi e psicologici.

​Il Sindaco ed il Vicesindaco hanno sottolineato la priorità dell’Amministrazione nel tutelare la sicurezza e il benessere dei nostri minori. L’Avv. Rosalia Staropoli ha illustrato il quadro normativo vigente e, particolarmente significativo è stato il momento in cui ha portato ai ragazzi il messaggio del padre di Paolo Mendico, giovane vittima di suicidio. Una testimonianza che ha richiamato tutti i presenti alla responsabilità collettiva nel prevenire simili tragedie.

Compiuto è stato l’intervento dell’Ispettrice della Polizia di Stato Lucia Saitta, responsabile della sezione operativa per la Sicurezza Cibernetica di Vibo Valentia, che ha analizzato le dinamiche del bullismo online, evidenziando le strategie di prevenzione e le modalità di intervento tecnico e legale a tutela delle vittime. L’ assistente Sociale Domenico Boninsegna ha approfondito il ruolo dei servizi sociali nella costruzione di una rete di supporto per le famiglie e i giovani coinvolti.

​La conclusione degli interventi è stata affidata alla psicologa Giovanna Iannello, che ha condotto un’attività pratica-laboratoriale che ha condotto all’elaborazione emotiva del fenomeno e suscitato lo sviluppo dell’empatia. Momenti che hanno profondamente colpito gli studenti sono infine stati caratterizzati dalla proiezione di video di storie vere che hanno sottolineato come essere oggetto di condotte di scherno e soprusi possa condurre alle conseguenze più tragiche.

L’iniziativa, in fase di accreditamento con l’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, ha confermato la necessità di una cooperazione tra Istituzioni, Forze dell’Ordine e Professionisti per promuovere la cultura del rispetto.