Legge elettorale, il centrodestra deposita il testo della riforma ma le opposizioni insorgono

Legge elettorale, il centrodestra deposita il testo della riforma: provvedimento in tre articoli. Il premio non può superare il 15%, non oltre i 230 seggi

La coalizione di Governo ha depositato in Parlamento il testo di riforma della nuova legge elettorale. Il provvedimento di 3 articoli è stato già presentato al Senato ed è in corso di presentazione alla Camera. La riforma elettorale presentata dal centrodestra introduce “un meccanismo di premio di governabilità che sarà attribuito alla lista o coalizione che abbia conseguito il maggior numero di voti validi e raggiunto la soglia stabilita dalla legge, individuata nel quaranta per cento quale soglia minima che ne sancisce l’adeguatezza in termini di ragionevolezza e proporzionalità“. E’ quanto si legge nella premessa al testo depositato in Parlamento, in cui si prevede che “la distribuzione dei seggi derivanti dal premio al Senato sia a carattere regionale”.

“La coerenza tra governabilità e rappresentatività è assicurata dai vincoli posti all’entità del premio medesimo: quest’ultimo, sia alla Camera che al Senato, non può infatti superare il quindici per cento dei seggi, rimanendo comunque ancorato alla soglia massima di 230 seggi conseguibili alla Camera dei deputati e 114 seggi conseguibili al Senato della Repubblica”, c’è scritto nella norma. La proposta di riforma della legge elettorale prevede “l’indicazione obbligatoria del nominativo da proporre per l’incarico di Presidente del Consiglio in sede di presentazione delle liste, quale elemento di trasparenza dell’offerta politica fatte salve le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica”, si legge nella premessa del testo. “Ciascuna coalizione – spiega il centrodestra in un comunicato – dovrà depositare unitamente al programma anche un unico nome da proporre al Presidente della Repubblica come incaricato alla Presidenza del Consiglio”.

Shlein: “è inaccettabile”

“Questa accelerazione è il frutto della preoccupazione per l’esito referendario”, ha detto il leader del Pd Elly Schlein a margine di un evento a Roma parlando di legge elettorale. “La fretta e la paura di perdere non sono buone consigliere. Dalle indiscrezioni il testo pare molto distorsivo della rappresentanza. Ha degli elementi che sarebbero per noi inaccettabili”, evidenzia.

Pd: “proposta irricevibile”

“Apprendiamo da giornali e agenzie di un vertice notturno di maggioranza. In un paese normale, un paese attraversato da tante emergenze economiche e sociali, ci saremmo aspettati, da un governo e una maggioranza seri, un vertice notturno per reperire più risorse per Niscemi, per approvare magari il salario minimo, per affrontare la questione del congedo paritario dopo che la ministra Calderone ha affermato, in una intervista, di volerlo e che invece Giorgia Meloni ha affossato. Invece no, la loro priorità oggi, la loro unica preoccupazione, è solo quella di garantire se stessi, cambiando la legge elettorale in modo irricevibile”. E’ quanto affermano i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Senato e Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti.

FdI: “pronti al dialogo con tutti”

“Sorrido a leggere le opposizioni che criticano la legge elettorale prima ancora che sia depositata, come quando a luglio criticano la finanziaria che viene depositata a ottobre. Questo dimostra che è una critica preconcetta”. Così il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, risponde alle domande dei cronisti alla Camera sull’accordo di maggioranza sulla legge elettorale. “Dopo che avremo depositato il testo, saremo pronti a dialogare con chiunque per migliorarlo”, rimarca.

Le altre reazioni

Giuseppe Conte ha affermato che ci sarebbero altre priorità, come il salario minimo, lo stesso fa Matteo Renzi mentre da Azione l’unica voce è quella di Osvaldo Napoli che punta il dito contro l’assenza delle preferenze.