Le frittole di maiale come patrimonio identitario: incontro a Melia di Scilla

Incontro di studio e convivialità organizzato dalla delegazione Area dello Stretto “Costa Viola”

Presso la Trattoria A’ Luara di Melia di Scilla si è svolto un incontro conviviale e culturale promosso dalla Delegazione dell’Area dello Stretto “Costa Viola”, dedicato allo studio e alla valorizzazione delle frittole di maiale quali espressione identitaria della tradizione gastronomica reggina. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di ricerca e riflessione sul patrimonio alimentare locale, inteso come elemento costitutivo dell’identità culturale dei territori.

La giornata ha registrato una partecipazione significativa di Accademiche e Accademici, affiancati da ospiti di qualificato profilo culturale e professionale, a conferma dell’interesse verso i temi della memoria gastronomica, della trasmissione dei saperi e della dimensione simbolica del cibo. L’incontro è stato organizzato sotto la guida del Simposiarca, Giuseppe Muritano, e ha rappresentato anche un momento di rilievo istituzionale grazie alla presentazione degli aspiranti Accademici, evidenziando il valore della continuità e del rinnovamento generazionale all’interno dell’Accademia. Nel corso dei lavori è stato ribadito il ruolo dell’Accademia nello studio, nella tutela e nella diffusione del patrimonio gastronomico italiano, concepito non soltanto come ambito di ricerca scientifica e documentazione delle tradizioni, ma anche come spazio privilegiato di confronto culturale e di dialogo con il mondo dell’informazione e della comunicazione.

All’iniziativa hanno preso parte il Segretario generale della FIGEC, Carlo Parisi, e Federica Morabito responsabile provinciale FIGEC, la cui presenza ha contribuito a rafforzare il valore istituzionale dell’evento, sottolineando il legame tra cultura gastronomica, narrazione giornalistica e valorizzazione dei territori. Elemento centrale dell’incontro è stata la Gran Frittolata di maiale, proposta dallo chef Giovanni Surace nel rispetto dei canoni della tradizione reggina e accompagnata da prodotti del territorio. La preparazione ha offerto lo spunto per una riflessione di carattere antropologico e culturale sul significato delle frittole, interpretate non soltanto come piatto tradizionale, ma come sintesi di una cucina fondata sull’utilizzo integrale dell’animale, sul rispetto dei tempi di lavorazione e su una concezione comunitaria e rituale del cibo.

In tale prospettiva, Sandro Borruto, Delegato dell’Area dello Stretto “Costa Viola”, ha sottolineato come le frittole di maiale rappresentino una delle manifestazioni più autentiche della cultura gastronomica locale, espressione di un patrimonio di conoscenze, pratiche e valori legati alla sobrietà, al rispetto delle risorse e all’identità collettiva.
Nel suo intervento, il Delegato ha inoltre evidenziato il significato particolarmente attuale di iniziative di questo tipo alla luce del recente riconoscimento della cucina come patrimonio culturale dell’UNESCO, richiamando il ruolo della gastronomia quale forma di espressione identitaria, culturale e sociale dei contesti territoriali.

Sul tema è intervenuto anche Carlo Parisi, che ha posto l’accento sul valore del lavoro giornalistico nel racconto del cibo e delle tradizioni locali, sottolineando come la narrazione gastronomica costituisca oggi un ambito centrale dell’informazione, capace di integrare dimensioni culturali, sociali ed economiche. L’incontro si è concluso in un clima di partecipazione consapevole e condivisione, confermando il successo dell’iniziativa e riaffermando il ruolo della cucina tradizionale quale elemento fondamentale di identità culturale, memoria storica e coesione sociale del territorio.