Come un fulmine a ciel sereno. In mezzo al nervosismo e alla confusione di questi giorni, tra dietrofront tecnici (Parisi è durato meno di un mese e a febbraio c’è già il terzo allenatore), frecciate social (a Munaò e Romano) e pesanti sconfitte in campo, una pagina del Sole 24 Ore viene dedicata all’ACR Messina. Non si parla specificatamente di calcio, nel senso più integro di tattica, giocatori e gol segnati, ma – in piena linea editoriale del noto quotidiano – di un progetto che il Presidente Justin Davis avrebbe in mente per la città dello Stretto. “Un’area da 200 mila metri quadrati per il nuovo centro sportivo dell’Acr Messina, una International Football Academy collegata all’Università, un investimento stimato in circa 20 milioni di euro e una previsione di 200-300 posti di lavoro diretti a regime, oltre all’indotto” si legge nell’articolo a firma Nino Amadore.
Progetto futuristico e ambizioso, senza dubbio. Tutto, però, da dimostrare, se è vero come è vero che gli stessi nuovi proprietari – in fase di insediamento – avevano detto di aver bisogno del supporto di altri imprenditori e sponsor, nel medio-lungo periodo, per la progettualità societaria, sportiva e tecnica. Quest’anno, ma lo si sapeva già, è andata com’è andata, anche se serve necessariamente salvarsi sul campo onde evitare quella che sarebbe l’ennesima catastrofe, calcisticamente parlando.
La storia di Justin Davis e i dettagli del nuovo progetto per l’ACR Messina
Davis “ha costruito il proprio percorso imprenditoriale tra edilizia, sviluppo immobiliare e investimenti, maturando oltre vent’anni di esperienza manageriale in ambito internazionale: in Australia è coinvolto in attività legate allo sviluppo industriale e immobiliare e nella gestione di progetti collegati anche al settore hospitality, mentre attraverso il Racing City Group guida iniziative nel mondo sportivo e delle academy calcistiche. L’ingresso nel calcio italiano avviene attraverso l’acquisizione dell’Acr Messina, operazione che nel 2025 porta alla nascita della nuova società Acr Messina 1900 e all’avvio di un percorso di riorganizzazione economica e strutturale” si legge ancora nel quotidiano.
“Stiamo finalizzando l’acquisizione di un’area di 200.000 metri quadrati che diventerà il nuovo centro sportivo dell’ACR Messina. Non si tratterà di una semplice struttura di allenamento, ma di una vera e propria International Football Academy”, ammette Davis.
Il progetto prevede un accordo strategico con l’Università di Messina per offrire ai giovani talenti provenienti da diversi continenti un percorso integrato tra formazione sportiva e percorso accademico. “Questo modello genera un ecosistema economico virtuoso: non arrivano solo i ragazzi, ma le loro famiglie, che soggiornano settimane o mesi”, sottolinea l’imprenditore. “Il cronoprogramma indicato prevede l’avvio del cantiere nel 2026 e l’apertura delle prime strutture nel 2027, con il coinvolgimento di advisor internazionali e studi di architettura specializzati”.
L’investimento complessivo nella prima fase, pari a circa 20 milioni, comprende acquisizione del terreno, infrastrutture sportive, foresteria e spazi didattici, oltre alla possibilità di acquisire o riqualificare strutture alberghiere dedicate all’accoglienza di famiglie e delegazioni sportive. Il progetto potrebbe generare “almeno 200-300 posti di lavoro diretti a regime”, tra tecnici sportivi, staff medico, personale amministrativo, docenti e operatori turistici, oltre all’indotto collegato a servizi, forniture, trasporti e commercio locale.


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