La favola olimpica di Federico, da Taverna a Milano-Cortina con 2 ermellini: il legame con Brignone e l’aneddoto su Allevi

La storia da film di Federico Barra: un bozzetto, realizzato in 3ª media con i compagni di classe, si è trasformato nelle mascotte delle Olimpiadi e l'ha portato da Taverna a Milano-Cortina 2026, passando per Sanremo. L'intervista ai microfoni di StrettoWeb

  • Federico Barra Mascotte Milano-Cortina
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    Foto Ansa
  • Federico Barra Mascotte Milano-Cortina
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  • Federico Barra Mascotte Milano-Cortina
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Due ermellini disegnati su un foglio bianco, in terza media, sono stati un biglietto di sola andata verso un viaggio da sogno, lungo 4 anni, partito da Taverna, piccolo paese del catanzarese di circa 3000 anime, e arrivato fino alle Olimpiadi, con tappa intermedia a Sanremo. Se qualcuno gli avesse prospettato cosa gli sarebbe successo una volta posata la matita, Federico Barra lo avrebbe preso per pazzo. Eppure, il giovane studente di Taverna, autore insieme a Tommaso Pascuzzi, Sara Godino, Aurora Munizza e Francesco Angotti, delle mascotte di Milano-Cortina 2026, ha vissuto una storia che sembra uscita da un film.

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Intervistato ai microfoni di StrettoWeb, Federico, oggi studente 17enne del Liceo Scientifico, ha raccontato come tutto è iniziato… “abbastanza per caso. La professoressa ci ha presentato la possibilità di partecipare a questo contest e noi abbiamo accolto questa proposta a braccia aperte. Abbiamo cercato qualcosa che potesse rappresentare al meglio, innanzitutto, i territori di Milano-Cortina, ma anche i valori dello sport come ad esempio la lealtà e la sana competizione”.

E hanno trovato l’ermellino… “È un animale tipico delle zone di Milano-Cortina, inoltre abbiamo voluto lanciare un messaggio: l’ermellino, al cambio di stagione, cambia il colore del proprio manto da bianco a marrone e con questo abbiamo voluto mandare il messaggio che nella diversità lo sport unisce. Le mascotte di Milano-Cortina sono 2: la bianca per le Olimpiadi, quella marrone per le Paralimpiadi, alla quale manca una zampetta ma cammina aiutandosi con la coda“.

Federico Barra Mascotte Milano-Cortina

Il loro bozzetto ha battuto la concorrenza di migliaia di proposte arrivate da diverse centinaia di scuole da tutta Italia. “È stato incredibile – racconta Federico emozionato – Abbiamo imparato che col duro lavoro, l’impegno e anche solo con il fatto di crederci, cogliere tutte le occasioni al volo, si possono fare veramente grandi cose“.

Oggi quelle mascotte sono introvabili. “Sono stato nello store di Piazza Duomo a Milano – spiega Federico – Ho chiesto dove fossero, mi hanno detto che ne hanno vendute a migliaia e che quella mattina hanno esaurito una scorta, appena arrivata, in appena 20 minuti“.

L’annuncio a Sanremo 2023: Federico sul palco con Amadeus

A Sanremo 2023 sono stati annunciati i due bozzetti arrivati in finale: la proposta dei ragazzi di Taverna e una di una scuola di Segrate (i fiorellini poi consegnati come pupazzi agli atleti, insieme agli ermellini, ndr). “Eravamo davanti alla tv, pensavamo fosse impossibile. – racconta Federico – E poi ci siamo ritrovati il nostro bozzetto a Sanremo. È stato incredibile. Io ho urlato di gioia correndo per tutta casa (ride). Nei giorni successivi ci siamo adoperati per far votare tutti il più possibile e la solidarietà del Sud ha vinto“.

L’anno successivo, Federico è salito sul palco dell’Ariston, a soli 16 anni, per presentare le mascotte a tutta Italia. “Tremavo fino al midollo – confessa – Ero emozionatissimo, avevo tanta ansia, ma ero felicissimo. Mi è dispiaciuto che i miei compagni non siano potuti essere con me. È stato incredibile, tutto nato da un progetto in terza media. Lo racconterò ai miei figli!“.

L’orgoglio più grande? “Abbiamo portato in alto il nome della Calabria, territorio troppo spesso sottovalutato. Ma, soprattutto, abbiamo portato in alto il nome di Taverna, piccolo paesino di neanche 3000 abitanti, nominato in diretta tv, all’Ariston, sui giornali, è stato un grande orgoglio“.

L’incontro con Giovanni Allevi a Sanremo

Federico ci ha svelato un aneddoto particolare che lo lega a Giovanni Allevi, il famoso pianista italiano ospite nella stessa serata in cui il giovane calabrese è salito sul palco del Festival. Nel backstage, una volta terminata la presentazione delle mascotte, Federico ha incontrato Allevi:si è avvicinato a me per complimentarsi, non me lo aspettavo. Mi ha detto che, nonostante avessi solo 16 anni, ho retto bene l’emozione. È stato un bel momento“.

Le Olimpiadi e l’orgoglio della Brignone

Federico, chiaramente, ha seguito le Olimpiadi con un’occhio di riguardo. “Mi sono appassionato del curling, ho seguito sci, pattinaggio artistico e di velocità, un po’ tutte le gare“. Nell’Olimpiade con più medagliati della storia d’Italia, per 30 volte gli azzurri hanno tenuto in mano la mascotte realizzata da Federico in forma di peluche, dato come premio ai medagliati. Di un’atleta va particolarmente orgoglioso. “Vado fiero di tutti gli atleti italiani, hanno fatto un’Olimpiade da record. Ma la Brignone ha vinto 2 ori, veniva da un brutto infortunio… e poi è milanista come me!“, racconta.

La sensibilità di Giusi Princi e la cerimonia di chiusura

Dopo 4 anni sulla cresta dell’onda, le Olimpiadi si sono ‘dimenticate’ dei ragazzi calabresi nel momento più importante: proprio durante i Giochi! Niente invito per la Cerimonia d’apertura. Un gran peccato che ha toccato la sensibilità di Giusi Princi, eurodeputato reggino a Bruxelles che ha, per prima, sostenuto il progetto fin dagli albori. L’ex preside del Liceo “L. da Vinci” di Reggio Calabria si è adoperata affinchè i ragazzi potessero essere presenti almeno alla Cerimonia di chiusura, scrivendo una lettera direttamente al presidente Malagò che è corso immediatamente ai ripari.

Giusi Princi ha avuto una grandissima sensibilità nei confronti di noi ragazzi, la ringraziamo con tutto il cuore“, ha concluso Federico ringraziando anche l’assessore Micheli che ha accompagnato i ragazzi e il presidente Malagò per l’invito.