Può, un dato, renderti orgoglioso e, allo stesso tempo, farti “disperare”? Sì, se ti chiami Filippo Inzaghi e guidi il Palermo nella stagione di Serie B 2025-2026. Superpippo si sta comportando egregiamente, nell’isola, conducendo un campionato di vertice e confermando, per l’ennesima volta, quanto sia garanzia di successo quando si vuole vincere la Serie B. Che non ha ancora vinto, sia chiaro. Anche perché non è primo e neanche secondo. Eppure ha conquistato 51 punti, in linea con i campionati da lui condotti in cadetteria. Oggi, a fine febbraio e a tre mesi dalla fine, è quarto, seppur a tre punti dal secondo posto, a cinque dal primo e a due dal terzo.
Nonostante abbia superato quota 50, e nonostante non perda da inizio novembre, centrando la bellezza di 14 risultati utili consecutivi (solo cinque pari e poi tutte vittorie), ci sono squadre che stanno facendo ancora meglio. E la differenza è tutta lì. Quest’anno, il campionato di Serie B è livellato verso l’alto. Monza, Frosinone e Venezia stanno tenendo un passo veramente competitivo, anche di più di chi è garanzia in cadetteria e possiede una rosa di tutto rispetto.
Con il Pisa lo scorso anno, ad esempio, Inzaghi viaggiava a 54 punti dopo 26 giornate, appena tre in più di ora, e volava a vele spiegate verso la Serie A, poi conquistata. L’unica annata fuori categoria, ma in generale un po’ per tutte, nella storia della cadetteria, è il suo Benevento, che nel 2019-2020 salì in A a suon di record e dopo 26 giornate aveva la bellezza di 63 punti. Poi il tecnico si è mantenuto anche dietro questo Palermo: dai 48 punti col Brescia ai 42 con la Reggina, con situazioni extracampo complesse.
Non c’è dubbio, invece, che sia il migliore in Serie B in panchina da quando i rosanero sono tornati in cadetteria: L’anno scorso, infatti, Dionisi aveva appena 32 punti, l’anno prima Corini viaggiava a 46 e, ancora prima, a 36, nel primo anno dopo il ritorno in B.
Tornando ai confronti col passato, e al livellamento verso l’alto del campionato di Serie B attuale, c’è un dato che – come detto nel titolo e a inizio articolo – fa sorridere e allo stesso tempo disperare Inzaghi: il Palermo di Iachini che nel 2014-2015 ritornò in Serie A, infatti, dopo 26 giornate aveva 47 punti, addirittura quattro in meno di quello di quest’anno, eppure si trovava saldamente in vetta. E infatti, a fine anno, festeggiò la Serie A.
Ovviamente non è – questa – occasione per piangersi addosso o pensare alla sfortuna. Inzaghi stesso, di recente, lo ha detto: “stiamo facendo benissimo ma non basta”. La squadra ha gli strumenti per fare ancora meglio, ben consapevole che – comunque – ha già ampiamente fatto meglio dei predecessori, almeno fino al momento.


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