I progetti eTwinning all’I.C. “Radice Alighieri” tra orientamento e buone pratiche

Gli studenti e le studentesse partecipanti al progetto eTwinning hanno organizzato l'evento "Meet & Greet", per diffondere in modo significativo il progetto "Proverbs Across Cultures"

  • Etwinning Radice Alighieri
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Grande fermento alla Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Radice Alighieri” di Catona. Protagonisti gli studenti e le studentesse partecipanti al progetto eTwinning che, nell’ambito del percorso formativo della scuola, hanno organizzato l’evento “Meet & Greet”, per diffondere in modo significativo il progetto “PROVERBS ACROSS CULTURES”, realizzato in partnership con studenti e studentesse della Turchia, della Croazia, della Romania e della Grecia.

L’obiettivo è stato promuovere la conoscenza dei progetti eTwinning e  la consapevolezza interculturale di essere cittadini europei. Gli studenti della secondaria hanno incontrato quelli di altre classi dell’Istituto, soprattutto, della scuola primaria e le loro famiglie, a cui hanno descritto l’argomento del progetto: sperimentare e godere di diverse culture attraverso i proverbi.

Gli etwinner hanno spiegato che i proverbi sono importanti perché trasmettono valori culturali, morali e lezioni di vita pratiche attraverso le generazioni, perché aiutano le persone a prendere decisioni migliori, a comprendere verità complesse, a rafforzare le argomentazioni e arricchire il linguaggio, diventando fondamentali per l’identità culturale di ogni popolo.

In seguito, gli stessi eTwinner hanno mostrato molti proverbi di origine turca, rumena, croata e italiana, esposti in una “bacheca dei proverbi” allestita precedentemente; hanno letto, spiegato e riflettuto sui significati rappresentati dalla saggezza popolare, hanno trovato analogie e somiglianze tra proverbi di culture diverse.

I ragazzi-spettatori sono rimasti piacevolmente colpiti da questa attività, hanno mostrato interesse e curiosità, ponendo molte domande su come siano stati realizzati i lavori multimediali. La docente Modesta Canale, coordinatrice del progetto, ha affermato: “che “i detti popolari” sono il mezzo col quale si trasferiscono valori comuni ed elementi identitari delle società da generazione a generazione, ma hanno anche un ruolo educativo perché offrono l’opportunità di acquisire consapevolezza culturale e migliorare le capacità di comprensione degli studenti”.

La Dirigente Scolastica, avv. Simona Sapone, ha molto apprezzato l’iniziativa, affermando: “che nel complesso mondo odierno i valori europei della diversità culturale creano un legame universale, poiché la cultura popolare è alla base di verità che spesso risuonano universalmente e promuovono la coesione sociale attraverso la condivisione di esperienze e valori comuni“.