“Sono passati quattro anni dal 24 febbraio 2022, quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Da allora l’Europa ha rivisto ciò che credeva archiviato dalla storia: vite spezzate, città cancellate, famiglie disperse, milioni di persone costrette alla fuga. E bambini sottratti con la forza, trasferiti oltreconfine, privati di lingua, nome, radici. Questa guerra non riguarda soltanto l’Ucraina, ma l’idea stessa di Europa. Mette alla prova il primato del diritto internazionale sulla forza, l’inviolabilità della sovranità e dell’integrità territoriale, la non negoziabilità della dignità umana“. È quanto dichiarato dall’eurodeputato reggino a Bruxelles Giusi Princi in sostegno dell’Ucraina.
“Il monito di Papa Leone ci richiama a un criterio che non ammette scorciatoie: la pace è giusta oppure non è. Non una tregua che congela l’ingiustizia, non un accordo che legittima l’aggressione. Piuttosto, un percorso fondato su verità, diritto, responsabilità, riparazione. – prosegue Princi – Per questo non basta la partecipazione emotiva. Serve una scelta morale e politica: stare accanto a un popolo che resiste significa affermare che la forza non crea diritto, che l’identità non è bottino di guerra, che la libertà non è una concessione, ma una responsabilità da custodire.
L’Europa è chiamata a essere all’altezza di sé stessa: più unita, più lucida, più coraggiosa. Capace di proteggere chi ha diritto di vivere senza paura, senza aggressioni, senza ricatti. L’Europa è chiamata anche a proteggere sé stessa: i propri confini e le proprie frontiere e, prima ancora, il confine essenziale tra diritto e arbitrio. Nel ricordo delle vittime innocenti. Senza indifferenza, senza ambiguità“, ha concluso Princi.



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