Una confessione. Che poi in realtà è una dichiarazione pubblica. Anche a tanti colleghi calabresi, il modo di fare di Gratteri non piace. Federico Moleti, sostituto procuratore a Palmi, non si è nascosto – sul tema – nel corso di una intervista a Il Tempo. “Il No non è il pensiero comune tra i magistrati. Anche in Calabria ci sono alcuni colleghi che, pur non facendo rumore, si esprimeranno a favore del Sì” ha affermato.
Su Gratteri, rivela: “non ho un rapporto personale” con lui, “se non per mezzo della stampa. Detto ciò, non condivido affatto le sue parole. Non so se la sua intenzione fosse offendere i sostenitori del Sì, oppure dire che solo una parte di loro erano catalogabili come persone non perbene, ma certamente parliamo di dichiarazioni inappropriate o poco felici“ è il riferimento all’intervista di qualche settimana fa, che tanto ha fatto discutere.
“Diversi colleghi hanno criticato un metodo che in Calabria non sempre si è rivelato un successo? Non ho mai avuto la possibilità di vedere le carte relative ai processi di Gratteri, così come ritengo non serio esprimere un giudizio su come un collega conduca le inchieste. Le posso dire, però, che alcuni, anche tra magistrati e tecnici, sono contrari a quesiti proposti, così come moltissimi non condividono i toni e le parole utilizzate da Gratteri. Ho partecipato a diversi convegni in Calabria e le posso assicurare che numerosi conoscitori del diritto sono favorevoli alla riforma proposta dal governo. Parliamo di una Regione che abbonda di riformisti” ha aggiunto.
“A queste latitudini, però, spesso è prevalsa una linea “manettara”, per cui tanti innocenti finiscono nella mannaia giudiziaria per fatti che non sussistono…” la domanda del giornalista. “Se ci troviamo in una situazione, nella quale ci sono molte accuse mosse in maniera disinvolta e la percentuale di assoluzioni risulta fuori dalla norma, una domanda dovremmo porcela. Detto ciò, non faccio statistiche o meglio non effettuo giudizi sul lavoro altrui. Dico solo che in una regione, con un’alta percentuale di criminalità, la cosiddetta ‘strada manettara’ non è sempre è quella giusta. Bisogna essere un po’ garantisti” ha detto Moleti.


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