Giro shock di pedopornografia, violenze su bambini di 2 anni: arresti a Reggio Calabria e Trento, tutti i DETTAGLI dell’operazione

Sei indagati per traffico internazionale di materiale pedopornografico, con vittime tra i 2 e i 12 anni. Le violenze avvenivano in diretta e venivano diffuse online, coinvolgendo famiglie asiatiche compiacenti

Un’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano e dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, ha portato all’arresto di due uomini e all’indagine di altri quattro per violenza sessuale online su minori. I due arresti, avvenuti a Trento e Reggio Calabria, riguardano il possesso e la divulgazione di materiale pedopornografico. Sequestrati anche ingenti quantitativi di materiale informatico, che verranno analizzati per identificare ulteriori minori coinvolti.

Sono “minori schiavizzati e mercificati” le vittime degli indagati nell’ambito dell’inchiesta su un presunto traffico di Pedopornografia tra l’Asia e l’Italia. Lo ha spiegato in una conferenza stampa il procuratore capo, Marcello Viola, che insieme ai pm Giovanni Tarzia e Letizia Mannella e agli investigatori della Polizia Postale, ha illustrato i dettagli dell’inchiesta che rientra in un “fenomeno in costante incremento“.

I minori, tra cui anche bambini di “2 anni” sarebbero stati messi a disposizione da famiglie asiatiche ai sei indagati, di cui due arrestati in flagranza di reato, responsabili di “violenze sessuali in diretta” che poi venivano diffuse attraverso piattaforme sul web. “Dietro pagamento di piccole somme di denaro – ha detto Tarzia – e con la complicità di famiglie dei Paesi del sud est asiatico i bambini, in un caso anche uno di soli due anni, venivano filmati e poi le immagini erano messe a disposizione di utenti di tutte le età. Per questo, sono accusati di detenzione ma anche di produzione di materiale pedopornografico. Spesso erano figure femminile a portare avanti le trattative per i bambini di età per lo più compresa tra i sei e i dodici anni e inseriti in ‘cataloghi‘”.

I sei indagati, compresi gli arrestati, non hanno precedenti penali. I pagamenti sarebbero avvenuti con strumenti sofisticati e le somme versate erano modeste per evitare di attirare l’attenzione delle transazioni e insospettire. “E’ un’indagine importante perché intercetta un fenomeno che e’ difficile intercettare – ha dichiarato Ivano Gabrielli, Direttore del Sevizio Polizia Postale e delle comunicazioni -. Il fenomeno del live streaming e’ conosciuto ma e’ difficile identificare i responsabili. Questa indagine rappresenta un risultato straordinario a livello internazionale“.

Violenze sessuali su commissione di clienti italiani anche su bambini di “2 anni” del “Sud Est asiatico“, che vengono filmate e vendute in rete per “15 dollari” con la “complicità dei familiari delle vittime“, in quella che appare come una “industria dell’abuso minorile“. Secondo quando riferito, l’indagine partita da uno scambio di informazioni con la Homeland Security Investigation, la struttura delle forze di polizia americane che si dedicano al contrasto della Pedopornografia, presente in Italia con un ufficiale di collegamento, ha svelato l’esistenza di un “mercato con dimensione internazionale” delle violenze sessuali su minori riprese con le telecamere e vendute online che, in alcuni casi, possono evolvere anche in “turismo sessuale” con i clienti occidentali che si “recano sul posto” o immaginano di farlo.