Giorno del Ricordo, per le vittime delle Foibe. Meloni: “l’Italia non permetterà mai più che questa storia venga cancellata”

Le parole di alcuni esponenti del Governo in occasione delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle Foibe

  • Giorno del ricordo vittime foibe cerimonia 10 febbraio 2026 Meloni La Russa Mattarella Fontana Tajani
    Foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica
  • Giorno del ricordo vittime foibe cerimonia 10 febbraio 2026
    Foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica
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    Foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica
  • Giorno del ricordo vittime foibe cerimonia 10 febbraio 2026
    Foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica
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“Oggi si celebra il Giorno del Ricordo. Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia”. L’ha scritto, sui social, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle Foibe.

“È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi. Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere.  Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest’anno, come il “Treno del Ricordo” che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all’Italia intera. Ad ognuno di noi” conclude.

Cos’è il Giorno del Ricordo

Istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra. In quelle zone, dopo l’oppressione fascista e l’occupazione nazista, si instaurò la dittatura comunista di Tito che inaugurò una spietata stagione di violenza nei confronti di uomini, donne, anziani e bambini italiani.

Le parole di Fontana, Salvini e Piantedosi

“Quella drammatica vicenda è ancora un costante monito contro l’odio tra i popoli e le nefaste conseguenze dei conflitti armati”. Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana nel suo discorso in Aula per il Giorno del Ricordo. “Confrontarci con le tragedie del passato – ha aggiunto – ci aiuta ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide presenti e future. Siamo tutti chiamati alla responsabilità di costruire una società dove non ci sia posto per alcuna discriminazione e intolleranza, da consegnare in eredità alle giovani generazioni. Mi auguro dunque che questa giornata contribuisca a rinnovare e rafforzare la memoria collettiva di un dramma che ci riguarda da vicino, e che non può più essere taciuto”.

“Le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall’odio e dalla violenza dei comunisti di Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani. Ricordare è un dovere: per la verità, per rispetto alle vittime, per non dimenticare”. Lo scrive su X il leader della Lega Matteo Salvini.

“Oggi l’Italia rinnova il dovere della memoria per onorare tutti coloro che persero la vita nei massacri delle foibe e per ricordare il grande dolore dell’esodo giuliano-dalmata. Celebrare il Giorno del Ricordo significa spazzare via un lungo silenzio, restituendo verità e dignità a migliaia di nostri connazionali che furono vittime di una cieca violenza e di una persecuzione sistematica”. Lo scrive su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Ricordare il loro destino, la lunga scia di uccisioni, torture e saccheggi subìta lungo il confine orientale, è prima di tutto un atto di giustizia – aggiunge – È questo l’impegno che assumiamo, in particolare verso le giovani generazioni, perché la consapevolezza delle tragedie del passato diventi fondamento di verità e di un’autentica cultura della pace”.