La nomina di Nino Castorina a Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Reggio Calabria ha scosso la città. O, perlomeno, pensavamo fosse così. Qualche timida reazione immediata immaginavamo potesse essere l’inizio di tante altre. Poco altro, in realtà. Qualche riflessione sulla stampa, qualche intervento sparuto. Anzi, oggi, addirittura un comunicato che esalta Carmelo Versace, proprio colui che ha scelto Castorina. Politicamente, solo oggi (due giorni dopo) il Centro Destra si è mosso compatto con una nota che risulta sembrare poca roba, nonché tardivo.
Dove non si muovono gli altri, è la redazione di StrettoWeb a provare a suscitare reazioni, anche in personaggi che ormai da anni sono fuori dalla scena politica, ma che presto ci torneranno. Uno di questi è Daniele Romeo, storica figura della Destra reggina. Presidente Provinciale e poi Regionale di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, è stato consigliere comunale AN al Comune nel 2007 a 27 anni, poi riconfermato prima dello scioglimento del 2012. Da lì, niente più politica per lui, anche se alle prossime Comunali si ricandiderà.
Su StrettoWeb lo abbiamo intervistato per parlare soprattutto della vicenda Castorina. Romeo, infatti, ha più o meno la stessa età del neo Capo di Gabinetto. Politicamente diversi (“e grazie a Dio”, ci tiene a ribadire), ma accomunati dall’ascesa in politica già dalla giovane età, dai tempi della scuola e poi dell’Università.
Che giudizio dai a questa vicenda della nomina?
“La città è ormai talmente tanto distante dalle logiche della politica, si è talmente tanto disaffezionata, che non si stupisce più di niente. Questo Governo Falcomatà, del Centro Sinistra, ha lavorato per allontanare la gente dalla politica e queste azioni a pochi mesi dal voto contribuiscono ad alimentare questo clima. Ti fanno dire ‘che schifo, non cambia nulla’. E non solo Castorina. Vogliamo parlare delle 36 nomine in Città Metropolitana, dopo che per 12 anni non è stato fatto un fico secco; ma a che pro? Capisco che è tutto legittimo, che ci sta, ma moralmente alla gente come lo spiegate?”.
Quindi è un problema etico e morale, considerando il passato di Castorina e la vicenda brogli?
“Per quanto sia convinto che a quel giro le elezioni siano state taroccate, mi riservo sempre di dire che sono garantista. Se io però fossi stato il Sindaco, all’epoca, gli avrei chiesto di mettersi da parte, non l’avrei più voluto, visto che non ha avuto la decenza di dimettersi da Consigliere. Sicuramente non l’avrei nominato Capo di Gabinetto. Mi auguro che saprà venire fuori dalle vicende, però ci sono ancora e ci sono state tante situazioni in cui non ha brillato. La città cosa ha fatto di male per meritarsi questo? Avrebbero potuto trovare chiunque per il ruolo di Capo di Gabinetto, ma perché questa scelta logorante?”.
Castorina ha iniziato a fare politica già da scuola? Che tipo era?
“Ha iniziato attività politica al Liceo “da Vinci” e poi all’Università Mediterranea, alla Facoltà di Giurisprudenza. Già all’epoca però si muoveva attraverso azioni che potessero ‘pompare’ il voto”.
Cioè?
“Saranno passati più o meno 15 anni, erano le elezioni provinciali in cui poi ha vinto Morabito. Castorina era candidato, all’epoca funzionava coi vecchi collegi, e andava dai ragazzi di Fiamma Tricolore per poter chiedere i rappresentanti di lista affinché potesse portarsi degli elettori da una parte all’altra della città, così da aumentare il bacino d’utenza. Su un bacino di 10 mila votanti, lui portava i rappresentanti di lista di altri collegi, magari residenti a Sbarre, Roccella, Brancaleone, che potevano votare altri collegi, drogando così il voto. I ragazzi della Fiamma, insieme al loro che segretario provinciale Giuseppe Minnella, hanno pubblicato anche i messaggi in cui Castorina chiedeva questo. Chiariamo: non è un reato, però cercava sempre di pompare il voto, sin da allora. Questo fa capire tanto”.
Poi da lì lo spazio per la politica reggina.
“Lui è sempre stato legato alla DC, la sua è una famiglia di vecchi democristiani. Ha iniziato coi primi passi nella Margherita, poi confluito nel PD. Ai tempi in cui io ero Presidente di Azione Giovani movimento giovanile di AN, però, non vedevamo gli altri. In città c’eravamo solo noi e noi soltanto, gli altri erano accozzaglie di persone”.
E fuori dalla politica com’era?
“Nino Castorina faceva l’arbitro di basket, non so se lo fa ancora. Se chiedete a chi giocava a basket, vi diranno che era arrogante e litigioso anche lì. Non lo dico con cattiveria e odio, eh, a me non ha fatto nulla, però poi quel modo di fare lo si vede anche in politica. Ad esempio, pontificava di cifre che non esistevano – sul rendiconto di bilancio – venendo poi sbugiardato. I documenti parlavano di disavanzo di 85 milioni, lui parlava di 850! Poi glielo si faceva notare e lui bloccava su Facebook. Poi però magari se Castorina si trova davanti uno Scopelliti, per esempio, lo bacia, lo abbraccia. Sui social e sui giornali, invece, fanno i leoni”.
Con Falcomatà che rapporto c’era?
“Non mi pare che Falcomatà lo coinvolgesse più di tanto, anzi sembrava ai margini. Politicamente non erano vicini. Avesse potuto levarselo dalle scatole, lo avrebbe fatto, infatti in Giunta non c’è mai entrato”.
Restando in tema politico, parliamo di te. Rimani ancora fuori?
“No, mi candido. Con Reggio Futura”.
Che ne pensi del possibile risultato?
“Le condizioni per vincere ci sono tutte, lo sfascio lasciato dal Centro Sinistra è evidente, la gente se ne è resa conto. E’ facile capire che si vincerà. Mi preoccupa però il ritardo sulla scelta del candidato e sulla presentazione del programma. Tutti tendono a dire: ‘siamo tutti uguali in politica’. No, grazie a Dio non è così. Io faccio politica da quando ero ragazzino, non siamo tutti uguali”.
Cannizzaro può essere il candidato ideale?
“Io sono tra quelli che dice che la disponibilità di Cannizzaro è una ricchezza per la coalizione. Se davvero avrà voglia di candidarsi, per noi sarà positivo. Però non mi pare che si sciolgano le riserve. A questo punto i partiti hanno l’obbligo di doversi sedere per trovare la quadra. Non va presa la cosa sottogamba, altrimenti ci si arriva logorati come 6 anni fa”.
E su questi undici anni di Falcomatà?
“Ciò che è successo a Scopelliti è servito per portare questa classe dirigente al potere. Avevano parlato di Primavera, Rinascita, Rinascimento, purtroppo è stata la peggiore classe politica degli ultimi anni. Ricordate le bestemmie in aula, il pugno comunista in aula, i brogli, l’assumificio, la vicenda Miramare, gli amici nei posti di comando? Bisogna che la gente ricordi, si tende a dimenticare e il compito della stampa e della politica è ricordare, non far dimenticare. Cose inenarrabili, la città è in ginocchio, non riesce a spendere i soldi presenti in cassa, le risorse, paghiamo le aliquoti maggiori, le strade sono bombardate. E la narrazione è sempre la stessa: colpa delle passate amministrazioni”.


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