Il furto d’identità è l’incubo ricorrente di tre italiani su cinque, ma quello che è successo ad un pensionato romano, derubato a bordo della metro linea B di Roma dagli ormai noti borseggiatori della metro capitolina, ha davvero dell’ incredibile. Ad un 76enne incensurato, residente a Roma, è stato notificato un decreto penale, emesso, senza aver mai interrogato l’anziano uomo, dal Giudice per le Indagini Preliminari di Cosenza, con il quale veniva condannato alla pena di 6 mesi di reclusione convertiti in 4.600,00 euro di multa per il reato di truffa ai danni di una vittima residente in provincia di Cosenza.
Secondo l’ipotesi accusatoria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, l’anziano, presentandosi falsamente come incaricato di una nota agenzia assicurativa online, avrebbe indebitamente ricevuto sul proprio conto corrente un bonifico da 429,16 euro, quale corrispettivo per una polizza assicurativa r.c. a., venduta telefonicamente, prima di sparire senza consegnare nulla alla vittima della truffa.
L’avvocato Mario Alberelli del Foro di Cosenza ha impugnato la condanna per decreto e nel processo penale ha dimostrato con successo l’ innocenza dell’ anziano condannato ingiustamente, producendo la prova documentale, frutto di una precisa e laboriosa ricerca investigativa. Infatti il numero di telefono usato per la truffa è stato attivato da un Internet Point di Forcella (NA) e intestato ad un cittadino del Pakistan residente a Napoli e non all’imputato.
Il conto corrente bancario è stato invece attivato on-line, all’ insaputa dell’anziano imputato, utilizzando la vera tessera sanitaria dotata di codice fiscale rubata dai borseggiatori ed una carta d’identità n. AB8232443 che risultava emessa dal Comune di Taranto, ma in realtà era contraffatta. L’avvocato Alberelli ha dimostrato che la carta d’identità era falsa producendo la documentazione con la quale il comune di Taranto ha certificato di non aver mai rilasciato la carta d’identità n. AB8232443.
Agli atti investigativi della Procura della Repubblica risultava che l’anziano imputato non aveva mai sporto denuncia per furto o smarrimento dei documenti di riconoscimento, ma in realtà il difensore dell’uomo ha depositato la querela sporta più di un anno prima della contestata truffa per furto dei documenti avvenuto a bordo della metro linea B di Roma, precisamente da Roma Termini in direzione Eur Palasport.
Alla luce delle nuove prove documentali introdotte in dibattimento dal difensore, il Giudice Togato Dott. Claudio Curtò del Tribunale di Cosenza, ha stabilito che “il reato è stato commesso da un soggetto ignoto, il quale ha utilizzato il nome, l’immagine e i dati personali dell’imputato al fine di ottenere, all’insaputa del medesimo, l’emissione della carta successivamente utilizzata per l’accredito delle somme provento del delitto” e, accogliendo la richiesta dell’avvocato Alberelli, ha assolto l’imputato dal reato a lui ascritto perché non lo ha commesso.


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