“Siamo di fronte a un utilizzo della violenza immotivato e ricercato. Non è come poteva avvenire in altre epoche che la polizia ti impediva qualcosa e si apriva lo scontro. Qui c’è una decisione preventiva di attaccare lo Stato colpendo la polizia. Una decisione politica. E quindi di attaccare i figli del popolo che vestono la divisa“. È quanto dichiarato dal presidente del Senato Ignazio La Russa intervistato da “Il Giornale”. Ci sono responsabilità politiche? “Sì. Da parte di quelli che dicono ogni volta la stessa cosa: “la manifestazione era pacifica poi si è inserita una frangia violenta…”. Non è così.
Quando organizzi una manifestazione che ha l’obiettivo dichiarato di solidarizzare con un centro sociale illegale, e sai che arrivano manifestanti da tutt’Italia e anche dall’estero, sai anche che ci sarà un epilogo violento. Li conosci benissimo quelli che chiamano black bloc“.
E puoi prevedere quello che succederà. Ma il corteo non era violento. “il corteo era la conditio sine qua non perché i black bloc potessero esercitare la violenza. Il corteo è l’acqua dentro la quale si muovono i pesci. Entrano ed escono dall’acqua molto velocemente. L’acqua li protegge. E quelli che fanno l’acqua sanno che stanno alimentando i pesci. In particolare quelli che rappresentano le istituzioni, ma non solo loro, non possono scrollarsi di dosso questa responsabilità“.
Sono responsabili anche loro? “Chi organizza e chi aderisce alla manifestazione lo sa. Allora, o è capace di buttare fuori dal corteo i violenti prima che il corteo si muova, oppure non fa partire il corteo. Fa una manifestazione senza corteo“.


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