“Oggi, all’incontro con il ministro Tajani e il presidente Occhiuto che si è tenuto al Consiglio Regionale, per ciò che concerne i danni subiti nel reggino dovuti al ciclone Harry, riconoscendo l’utilità delle misure già adottate, come Confesercenti Reggio Calabria, abbiamo consegnato al presidente della Regione un documento che contiene ulteriori richieste rispetto le misure presentate, per il supporto e la tutela delle imprese e dei territori colpiti”. Così in una nota Confesercenti Reggio Calabria.
Di seguito, uno stralcio piuttosto lungo com’è normale che sia per un documento di analisi e di proposta in relazione a una situazione complessa come quella costiera reggina”.
Quadro dei danni nel Reggino (stime preliminari)
“Le principali criticità rilevate lungo le coste reggine riguardano:
- crolli e danneggiamenti di lungomari, passeggiate e opere di protezione costiera (circa 250 metri di lungomare distrutti a Melito Porto Salvo);
- arretramento della linea di costa e perdita di arenili (oltre 20 metri di spiaggia “mangiati” a Cannitello);
- danni diretti a strutture balneari, chioschi, pertinenze e impianti;
- compromissione della viabilità costiera e dell’accessibilità alle attività economiche;
- rischio di mancata apertura o grave ritardo della stagione balneare 2026.
In numerosi casi si è reso necessario intervenire in somma urgenza, a conferma del fatto che la protezione strutturale preventiva non era adeguata o non era stata completata”.
Impatto sulle imprese costiere e bisogni emergenti
“Il ciclone Harry ha colpito in modo trasversale l’insieme delle imprese che operano lungo la fascia costiera della provincia di Reggio Calabria: attività turistiche, commerciali, di somministrazione, servizi, imprese stagionali e filiere collegate.
Le criticità emerse riguardano in particolare:
- la perdita o il grave danneggiamento di strutture e attrezzature;
- l’interruzione dell’attività economica e il rischio di mancata apertura o ritardo della stagione 2026;
- la difficoltà di sostenere costi di ripristino in assenza di liquidità immediata;
- l’incertezza amministrativa e concessoria che blocca gli investimenti;
- l’impatto diretto sull’occupazione stagionale e sull’indotto.
In questo quadro, le richieste avanzate dalle rappresentanze di settore confluiscono in un insieme coerente di esigenze condivise dal tessuto imprenditoriale costiero nel suo complesso e vengono integrate nel presente documento come parte organica delle proposte di intervento”.
Polizze catastrofali: criticità emerse con il ciclone Harry
“L’evento Harry ha messo in evidenza un grave scollamento tra il sistema delle polizze catastrofali obbligatorie e i rischi reali che colpiscono le imprese costiere. Il quadro normativo vigente prevede l’obbligo assicurativo per eventi quali terremoti, alluvioni, esondazioni e frane, ma esclude esplicitamente:
- le mareggiate;
- l’ingressione di acqua marina;
- i danni causati dal moto ondoso.
Ne consegue che numerose imprese, pur in regola con gli obblighi assicurativi, non risultano indennizzabili per i danni subiti durante il ciclone Harry. Parallelamente, imprese non ancora assicurate rischiano di essere penalizzate nell’accesso agli aiuti pubblici, pur essendo state colpite da eventi non coperti dalle polizze obbligatorie. Questo scenario determina un evidente cortocircuito normativo e una disparità di trattamento non giustificabile”.
Interventi di difesa costiera nel Reggino: stato e criticità
“Nel territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria risultano programmati e finanziati diversi interventi di difesa costiera (tra cui Bocale, Pellaro, Pentimele, Melito di Porto Salvo e Motta San Giovanni), inseriti in atti integrativi e programmi regionali contro il dissesto idrogeologico. Tuttavia, all’inizio del 2026:
- molti di questi interventi risultano ancora in fase di progettazione, affidamento o avvio;
- a titolo esemplificativo, a Bocale è stato stanziato un finanziamento di circa €800.000 (novembre 2025) limitato alla sola manutenzione delle barriere esistenti, non alla realizzazione di nuove opere di difesa strutturale;
- a Cannitello opere iniziate 25 anni fa risultano mai completate;
- la mancata realizzazione preventiva di interventi specifici ha amplificato gli effetti delle mareggiate.
La situazione del Reggino evidenzia un divario significativo tra la programmazione degli interventi di difesa costiera e la loro effettiva attuazione sul territorio. Nonostante la presenza di opere inserite in piani e atti regionali, in diversi tratti della costa reggina si continua a operare prevalentemente in condizioni di emergenza e somma urgenza, con interventi reattivi anziché preventivi.
Questa criticità strutturale ha contribuito ad amplificare gli effetti del ciclone Harry e rende necessario un cambio di passo nell’attuazione concreta delle opere già previste, con particolare attenzione alla tempistica, al coordinamento istituzionale e all’adeguatezza tecnica degli interventi”.
Proposte operative -Misure urgenti
“A. Supporto immediato alle imprese
- riconoscimento del diritto agli aiuti pubblici sulla base del danno subito, indipendentemente dall’adesione o meno alle polizze catastrofali, quando l’evento rientra tra quelli esclusi dalla copertura;
- attivazione di un pacchetto straordinario di sostegno economico che preveda:
– una quota di contributo a fondo perduto pari ad almeno il 50% del danno riconosciuto;
– una quota complementare di finanziamento agevolato a tasso zero, con periodo di preammortamento adeguato ai tempi di ripartenza delle attività; - moratoria su mutui, leasing e tributi per le imprese delle aree colpite;
- misure straordinarie sul costo del lavoro per garantire l’occupazione stagionale 2026-2027;
- procedure amministrative semplificate e accelerate per la ricostruzione delle strutture balneari”.
Proposte operative – Interventi sistemici
“A. Riforma del sistema assicurativo
- estensione normativa del perimetro delle polizze catastrofali alle mareggiate e all’ingressione marina;
- introduzione di meccanismi parametrici per il rischio costiero, con indennizzi automatici al superamento di soglie oggettive;
- previsione obbligatoria di coperture per l’interruzione dell’attività (business interruption) nelle aree costiere. Secondo dati di settore, in Italia solo il 15% delle imprese dispone di tale copertura, contro circa il 90% in Germania.
La copertura dovrebbe includere: indennizzo per mancato guadagno, copertura delle spese fisse durante il fermo forzato e rimborso delle spese straordinarie per la ripresa anticipata dell’attività. L’adesione a tali coperture potrebbe essere sostenuta da incentivi fiscali e contributivi, in particolare per micro e piccole imprese, al fine di favorire una diffusione reale ed economicamente sostenibile dello strumento.
- sospensione di qualsiasi penalizzazione per le imprese non assicurate in presenza di rischi esclusi dalla normativa vigente.
B. Salvaguardia strutturale delle coste
- definizione di un cronoprogramma pubblico e vincolante per l’attuazione degli interventi già programmati nel Reggino;
- aggiornamento dei progetti sulla base di scenari climatici attuali e non storici;
- superamento della logica emergenziale a favore di un piano pluriennale di difesa costiera;
- monitoraggio costante dell’efficacia delle opere e manutenzione programmata;
- coordinamento tra Regione, Città Metropolitana e Comuni per ridurre i colli di bottiglia amministrativi”.
Ruolo di Confesercenti e richiesta di impegni operativi
“Confesercenti Reggio Calabria, in quanto organizzazione rappresentativa dell’insieme delle micro, piccole e medie imprese del territorio, intende svolgere un ruolo di sintesi e di responsabilità, contribuendo a trasformare l’emergenza generata dal ciclone Harry in un percorso strutturato di messa in sicurezza, tutela economica e rilancio.
In questa prospettiva, Confesercenti chiede alle istituzioni competenti presenti:
- che il Commissario delegato per la Calabria (On. Roberto Occhiuto), nell’esercizio dei poteri straordinari conferitigli dallo stato di emergenza nazionale dichiarato il 26 gennaio 2026, pubblichi entro 60 giorni un cronoprogramma vincolante per tutti gli interventi di difesa costiera già programmati nel territorio reggino, con indicazione chiara delle fasi, dei tempi e dei soggetti responsabili;
- l’attivazione entro 30 giorni di un tavolo tecnico permanente sul rischio costiero nella
provincia di Reggio Calabria, che coinvolga Regione, Città Metropolitana, Comuni, Protezione Civile e rappresentanze economiche; - l’adozione di misure straordinarie di supporto alle imprese colpite, fondate sul danno reale subito e non su requisiti formali non coerenti con la tipologia di evento (mareggiate escluse dalle polizze catastrofali obbligatorie);
- un impegno formale a rivedere il sistema delle polizze catastrofali affinché risulti coerente con i rischi effettivi che insistono sui territori costieri.
Confesercenti ritiene che la salvaguardia delle coste e la continuità delle imprese non possano essere affrontate come capitoli separati. La sicurezza del territorio è una condizione essenziale dello sviluppo economico, dell’occupazione e della qualità dell’offerta turistica. In conclusione, il ciclone Harry non rappresenta un evento eccezionale isolato, ma un segnale strutturale di vulnerabilità. Le stime preliminari parlano di 200-600 milioni di euro di danni in Calabria.
Senza un cambio di approccio che integri prevenzione, certezza degli strumenti di tutela, rapidità di intervento e responsabilità istituzionale, il territorio reggino continuerà a subire danni economici e sociali ricorrenti. Le proposte qui contenute mirano a rafforzare la capacità di risposta del sistema pubblico e privato, mettendo al centro la sicurezza delle coste, la continuità delle imprese e la tutela del lavoro, nella consapevolezza che la resilienza territoriale è oggi una priorità economica prima ancora che ambientale”.


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