I rischi naturali e la corretta pianificazione e gestione del territorio saranno al centro del convegno in programma il prossimo 20 febbraio alle ore 16:00 presso l’Ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica. L’iniziativa, promossa dal Comune di Roccella Jonica, accenderà i riflettori su un tema di strettissima attualità, prendendo spunto dal caso del ciclone Harry, evento che ha riportato l’attenzione sulla vulnerabilità del territorio e sulla necessità di strategie efficaci di prevenzione.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco Vittorio Zito, che introdurrà un pomeriggio di approfondimento tecnico e scientifico. A moderare l’incontro sarà il giornalista Santo Strati che guiderà il confronto tra relatori e pubblico.
Tra gli interventi più attesi, quello di Peppe Caridi, direttore di MeteoWeb–StrettoWeb, che analizzerà nel dettaglio il caso del ciclone Harry, evidenziandone caratteristiche, impatti e insegnamenti per il futuro. Un contributo fondamentale per comprendere come i fenomeni meteorologici estremi stiano assumendo una frequenza e un’intensità sempre più rilevanti nel bacino del Mediterraneo.
Il tema della gestione del rischio idrogeologico sarà affrontato dal professor Alberto Prestininzi, già ordinario di Rischi Geologici all’Università “La Sapienza” di Roma e docente di Analisi del Rischio all’Università eCampus. Il suo intervento, dal titolo “La gestione del rischio idrogeologico. Dalla Commissione De Marchi al nulla”, proporrà una riflessione critica sull’evoluzione – e sulle criticità – delle politiche di prevenzione in Italia.
Spazio anche alle problematiche legate alle aree costiere con il contributo del professor Felice Arena, ordinario di Costruzioni marittime all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che approfondirà il tema “Cicloni e mareggiate estreme. Sfide e strategie per la gestione delle aree costiere”. Un intervento che si concentrerà sulle soluzioni ingegneristiche e sulle buone pratiche per la tutela delle comunità affacciate sul mare.
Il convegno si concluderà con un dibattito aperto al pubblico e la chiusura dei lavori, offrendo un’occasione di confronto diretto tra cittadini, amministratori e studiosi.
L’appuntamento si inserisce in un momento storico in cui la pianificazione territoriale e la prevenzione dei rischi naturali rappresentano una priorità non più rinviabile. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’analisi degli eventi estremi in strumenti concreti di programmazione e resilienza, affinché la tutela del territorio diventi un impegno condiviso e strutturale.



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