Bord of Peace, la pace miliardaria di Trump: l’ultimatum all’Iran e il piano B per Gaza che nessuno vorrebbe

Donald Trump protagonista della prima riunione del Board of Peace per Gaza: una pace miliardaria, ma meno costosa della guerra e di un piano B disastroso. Spazio per l'ultimatum all'Iran e il ruolo di Witkoff in Ucraina

Si è riunito quest’oggi, per la prima volta, il Board od Peace per Gaza, il consiglio “più importante di sempre in termini di potere e prestigio“, stando alle parole di Donald Trump, protagonista dell’intero incontro mirato a stabilire i dettagli di una pace duratura a Gaza e che possa portare alla ricostruzione e a un futuro di convivenza pacifica con Israele. “Stiamo facendo qualcosa di molto semplice: la pace. Parola facile da dire ma difficile da produrre. Stiamo facendo un ottimo lavoro“, ha aggiunto Trump..

Non c’è nulla di più importante della pace e non c’è nulla di meno costoso della pace. Sapete, quando si va in guerra, costa cento volte di più di quanto costi fare la pace“.

Le cifre

Vi informo che gli Stati Uniti contribuiranno con 10 miliardi di dollari al Board of Peace“. Ha rimarcato Donald Trump durante la prima riunione dell’organismo che dovrà supervisionare la ricostruzione di Gaza.

Gaza “non è più un focolaio di radicalismo e terrorismo“, ha affermato Trump, aggiungendo che “Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrain, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait hanno contribuito con oltre 7 miliardi di dollari agli aiuti“. Trump ha poi spiegato che l’United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs sta “raccogliendo 2 miliardi di dollari a sostegno di Gaza” e che il Giappone ospiterà una conferenza per raccogliere ulteriori fondi, alla quale parteciperanno altri Paesi della regione, tra cui Corea del Sud, Singapore e le Filippine. “So che anche la Cina sarà coinvolta e penso che lo sarà anche la Russia“, ha concluso.

La Fifa raccoglierà 75 milioni di dollari per progetti a Gaza“, ha spiegato Donald Trump. “Penso che siano progetti legati al calcio, in cui si realizzano campi e si portano lì le più grandi stelle del mondo – ha dichiarato Trump – Presto forniremo i dettagli dell’annuncio. E, se posso, verrò lì con voi“.

Il piano B per Gaza non esiste

Abbiamo ancora molta strada da fare. C’è molto lavoro da completare. Sarà necessario il contributo di ogni Stato rappresentato qui oggi“, ha aggiunto Trump, sottolineando che “dobbiamo fare le cose nel modo giusto. Non esiste un piano B per Gaza. Il piano B è tornare alla guerra. Nessuno qui lo vuole. L’unica strada possibile è ricostruire Gaza in modo da garantire una pace duratura e sostenibile, dove tutti possano vivere fianco a fianco senza dover mai più temere un ritorno al conflitto, alla guerra, alla sofferenza umana e alla distruzione“.

Il Board of Peace e l’ONU

Il Board of Peace sarà quasi un controllore delle Nazioni Unite per assicurarsi che funzioni correttamente“, ha dichiarato Trump, pur dicendosi fiducioso che l’Onu “sarà un giorno molto più forte“.

La situazione di Gaza era impossibile da risolvere nell’ambito delle strutture esistenti delle Nazioni Unite. Questa situazione a Gaza era impossibile da risolvere secondo l’ortodossia e le strutture esistenti. Così abbiamo fatto in modo che si andasse all’Onu, ottenendo l’approvazione per creare questo gruppo e riunire queste nazioni, per trovare soluzioni molto specifiche a un problema molto unico e specifico“, ha spiegato.

L’appoggio a Orban

Il primo ministro Orban ha il mio totale e completo sostegno per le elezioni“. Lo ha ribadito il presidente americano Donald Trump intervenendo alla prima riunione a Washington del Board of Peace per Gaza. “Non tutti in Europa apprezzano questo endorsement, ma va bene così, sta facendo un ottimo lavoro sull’immigrazione a differenza di altri Paesi che si sono fatti del male da soli“, ha aggiunto.

L’operato di Wiktoff tra Russia e Ucraina

L’inviato speciale americano Steve Witkoff “è amato da Ucraina, Europa e Russia“. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump citando un episodio che coinvolge anche Putin. “Va a incontrare Putin. Non conosceva Putin, sono stato io a organizzare l’incontro – ha raccontato Trump – Ho chiesto: ‘Come sta andando Steve?’ ‘È ancora dentro’. ‘Oh, ma è passata un’ora’. Ho richiamato. ‘Dite a Steve di chiamarmi quando ha finito. Voglio sapere che diavolo sta succedendo. Tre ore, quattro ore, il loro incontro è durato quattro ore. Questo sì che è talento“.

L’ultimatum all’Iran: 10 giorni per l’accordo

Witkoff e Kushner hanno avuto ottimi incontri con gli iraniani. Dobbiamo trovare un accordo significativo, altrimenti succederanno cose brutte“, ha affermato Trump sulla questione relativa all’accordo sul nucleare con l’Iran. “Nei prossimi 10 giorni scopriremo se riusciremo a raggiungere un accordo con l’Iran oppure no“.