Mentre l’Europa orientale continua a fare i conti con condizioni di freddo estremo, nel Mediterraneo occidentale il quadro è completamente diverso. In Spagna domina un clima insolitamente mite, mentre nel Sud Italia l’inverno si fa sentire in modo più deciso, con condizioni tipicamente stagionali e un contesto meteorologico in rapido peggioramento.
In questo momento, però, la vera preoccupazione per l’Italia non è il freddo ma il maltempo. Le piogge insistono ormai da mesi e nei prossimi giorni la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente, con fenomeni molto intensi e diffusi. Già dalle prossime ore sono attesi nubifragi tra Liguria di Levante e alta Toscana, mentre sulle Alpi occidentali le nevicate diventeranno abbondanti, estendendosi anche alle regioni di confine del Nord-Ovest.
Mercoledì 11 febbraio segnerà la prima giornata davvero critica su gran parte del Paese. Fin dal mattino il maltempo si intensificherà, con piogge forti e persistenti sulle regioni tirreniche e lungo la dorsale appenninica. Le precipitazioni risulteranno particolarmente pericolose perché interesseranno anche le zone montuose, aumentando in modo sensibile il rischio di piene e alluvioni lungo numerosi corsi d’acqua, da Nord a Sud.
Nel corso del pomeriggio e della sera, il peggioramento si concentrerà soprattutto al Sud, con piogge estese e abbondanti in Puglia e, in modo ancora più marcato, tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. La Calabria sarà la regione più colpita, a causa delle correnti umide provenienti dal Tirreno che andranno a scaricare piogge molto intense lungo i versanti occidentali dei rilievi.
Le aree dell’Orsomarso, della Catena Costiera, della Sila, del Poro, delle Serre e dell’Aspromonte rischiano accumuli eccezionali. Le precipitazioni interesseranno anche le zone più alte, favorendo un rapido scioglimento della neve presente al suolo e aggravando ulteriormente la situazione di fiumi, torrenti e fiumare, che potrebbero ingrossarsi in modo improvviso e pericoloso. Il rischio di alluvioni è molto elevato.
Allerta meteo: tra giovedì e venerdì una nuova grande tempesta
La fase di maltempo prevista fino a mercoledì rappresenterà solo un’anticipazione di ciò che accadrà tra giovedì 12 e venerdì 13, quando un nuovo ciclone atlantico attraverserà il Mediterraneo. Gli effetti potrebbero essere paragonabili a quelli del ciclone che nelle scorse settimane ha colpito duramente il Sud, ma con una differenza sostanziale: questa volta le aree più esposte saranno quelle tirreniche.
Venti molto forti investiranno il Tirreno, provocando mareggiate violente lungo le coste di Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le precipitazioni continueranno a essere intense e persistenti, con un quadro particolarmente critico sulla Calabria tirrenica, già duramente colpita nella fase precedente e destinata a nuovi, pesanti rovesci.
Le conseguenze potrebbero essere gravi: danni diffusi, caduta di alberi, problemi alle infrastrutture e ai servizi essenziali. Il maltempo non sarà un episodio isolato ma una vera e propria bufera destinata a durare molte ore, estendendosi anche alla Sicilia tirrenica e in particolare alla provincia di Messina.
Uno degli effetti più rilevanti sarà il blocco dei trasporti. I collegamenti marittimi e aerei rischiano di subire cancellazioni e sospensioni, mentre i porti più importanti, come quello di Gioia Tauro, potrebbero trovarsi in piena area critica. Le mareggiate, infine, rappresenteranno una seria minaccia per le coste tirreniche di Calabria e Sicilia, zone densamente popolate e ricche di infrastrutture, con possibili ripercussioni su ferrovie, strade statali e centri abitati affacciati sul mare.


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