Ai margini, dove dovrebbero stare: la triste fiaccolata dei centri sociali contro le Olimpiadi

La triste "fiaccolata antiolimpica" dei centri sociali a San Siro: allo stadio uno spettacolare evento in mondovisione, loro ai margini

Milano è il centro del mondo sportivo in questo momento. In diretta in mondovisione, con stime di 2 miliardi di spettatori tra differite e fusi orari, è in corso di svolgimento la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Uno spettacolo unico che ha riscosso grande successo tra atleti, politici e social. Arte, moda, cultura, cinema, musica e coreografie che hanno esaltato il Made in Italy.

Mentre allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro andava in scena questa splendida magia, con Cortina a fare da seconda ‘tappa’ nelle prime Olimpiadi diffuse della storia, ai margini sfilavano i centri sociali. Non contenti delle devastazioni di Askatasuna a Torino, nelle quali sono stati presi a martellate gli agenti di polizia, qualche centinaio di manifestanti tra studenti dell’Osa, antaognisti del Cantiere e T28, più qualche bandiera di Rifondazione, si sono riuniti per la triste “fiaccola antiolimpica” di protesta contro le Olimpiadi.

Una marcia contro presunte speculazioni attorno a Milano-Cortina e contro il governo. Un corteo, fortunatamente, senza alcun incidente e, anche per questo, passato totalmente in sordina.