Tra le tante tradizioni popolari natalizie siciliane, “U Pagghiaru” di Bordonaro, a Messina, occupa un posto di rilievo per la sua forza simbolica, il suo fascino arcaico e il forte legame con il territorio. Questo antico rito si svolge ogni anno il 6 gennaio nel quartiere collinare di Bordonaro, e rappresenta una fusione perfetta tra sacro e profano, natura e spiritualità, cultura contadina e fede cristiana.
Le origini
“U Pagghiaru”, antica tradizione popolare di Messina legata al mondo agricolo, risale all’XI secolo e fu introdotta dai Padri Basiliani che portarono dall’Armenia l’uso di festeggiare con riti solenni, celebrati sotto un grande albero a forma di capanna, il giorno del Battesimo del Signore. Ancora oggi, ogni anno, il giorno dell’Epifania nel villaggio di Bordonaro, la comunità messinese si ritrova intorno all’albero detto “U Pagghiaru”, che simboleggia benessere e prosperità sia per la nuova stagione che si avvicina che la capanna della Natività per la sua forma conica. La singolare composizione è caratterizzata da un palo, realizzato con rami di castagno assemblati, ricoperto da fronde di acacia e adornato con ciambelle di pane e agrumi.
Registro delle Eredità Immateriali
Oggi “U Pagghiaru”, riconosciuto e iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia (R.E.I.S.), rappresenta uno dei più importanti e sentiti momenti identitari della tradizione messinese, sostenuto dal patrocinio e dal supporto dell’Amministrazione Comunale.
Cos’è “U Pagghiaru”?
Il termine “pagghiaru” (dal siciliano “pagghia”, cioè paglia) indica una grande struttura conica costruita interamente con fascine di grano e canne, alta anche 6-8 metri, addobbata con agrumi, nastri colorati, immagini sacre e bandiere. Questa imponente installazione viene trasportata in processione per le vie del quartiere, accompagnata da una folla festosa, canti religiosi e musica folkloristica. Al termine del corteo, “U Pagghiaru” viene donato alla Chiesa dell’Annunziata, dove viene benedetto e posto davanti all’altare.
La partecipazione Popolare
La manifestazione è un evento corale, che coinvolge l’intera comunità di Bordonaro, e richiama anche visitatori da tutta la città e dai paesi limitrofi.
Durante il corteo si assiste a:
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La costruzione del pagghiaru, spesso realizzata nelle settimane precedenti con la partecipazione dei contadini e dei devoti del quartiere.
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Il trasporto dell’enorme albero di paglia su un carretto tradizionale o a spalla, accompagnato da tamburi, fisarmoniche, zampogne e cori.
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Sfilate in costume tradizionale siciliano, con uomini, donne e bambini che indossano abiti del mondo contadino dell’Ottocento.
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Il rito della consegna alla chiesa, momento centrale e sacro dell’intera celebrazione.
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Al termine, spesso segue un momento conviviale, con la condivisione di cibo, vino e dolci tipici natalizi come i ‘ncucciulati, i mustazzoli e le sfince.
Patrimonio da tutelare
“U Pagghiaru” non è solo una manifestazione religiosa, ma un patrimonio immateriale che custodisce la memoria storica e identitaria di un’intera comunità. Negli ultimi anni sono stati avviati percorsi di tutela e valorizzazione da parte di associazioni culturali e enti locali, con l’obiettivo di preservare il rito e tramandarlo alle nuove generazioni.
È una delle tradizioni più vive della città di Messina e rappresenta un raro esempio di simbiosi tra fede, cultura e ambiente rurale nel contesto urbano.
Assistere a “U Pagghiaru” di Bordonaro significa immergersi in una Sicilia autentica, dove il tempo sembra sospeso, e dove i gesti antichi parlano ancora al cuore dell’uomo contemporaneo. È un’occasione per riscoprire il senso più profondo del Natale, la forza della comunità e la bellezza di una fede vissuta con semplicità, rispetto e condivisione.


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