In apertura dell’incontro con i vertici delle società petrolifere globali, Donald Trump ha affermato che 30 milioni di barili di petrolio sono diretti dal Venezuela agli Stati Uniti, seppur il “New York Times” sottolinei che le autorità venezuelane non hanno confermato che l’invio di questa quantità di petrolio, che corrisponde a circa un mese della produzione venezuelana, sia avvenuto. “Stiamo andando estremamente d’accordo con il popolo del Venezuela, con il popolo e la gente che lo sta governando“, ha dichiarato Trump aggiungendo che “le nostre compagnie gigantesche spenderanno almeno 100 miliardi di dollari dei loro soldi, non soldi del governo. Non hanno bisogno di soldi del governo, ma hanno bisogno della protezione del governo e della sicurezza del governo”.
Per quanto riguarda chi potrà investire in Venezuela, Trump ha specificato: “noi decideremo quali società entreranno, noi faremo un accordo con queste società, probabilmente lo faremo oggi o a breve. Le società petrolifere dovranno negoziare direttamente con noi“.
Trump ha spiegato che le compagnie petrolifere hanno bisogno di avere dal governo “la sicurezza che quando spendono tutto questo denaro, sarà lì in modo che potranno riavere il loro denaro e fare un bel profitto. Il piano è che loro spendano almeno 100 miliardi di dollari per ricostruire la capacità e le infrastrutture necessarie“.
Trump ha poi detto che il Venezuela ha un “greggio pesante, un petrolio molto buono, straordinario. E’ fantastico per alcune cose, come l’asfalto per le strade“.
Trump: “avrei potuto obliterare il Venezuela”
“Abbiamo un’Armada, gigantesca, come nessuno ha mai visto in quelle parti del mondo, posizionata proprio di fronte alle coste“, ha dichiarato Donald Trump confermando comunque di credere “che non sarà necessaria” una seconda ondata di attacchi contro il Venezuela. “Andiamo così d’accordo con le persone coinvolte per rappresentare il Venezuela che io non penso che ci sarà, non credo che sarà necessaria una seconda ondata“, ha aggiunto.
Il presidente USA ha aggiunto che avrebbe potuto “obliterare” il Venezuela se non avesse cooperato con gli Usa dopo il raid per la cattura di Nicolas Maduro. “Sono stati molto intelligenti nel modo in cui si sono rapportati a noi, francamente – ha aggiunto riferendosi alla nuova leadership a Caracas – perché l’intero posto sarebbe potuto essere obliterato con un altro raid, ma non volevamo farlo“.
“Ora sembrano essere alleati, e credo che continueranno ad essere alleati, noi non vogliamo la Russia lì, non vogliamo la Cina“, ha aggiunto Trump, che ha anche rivelato che “incontrerà diversi rappresentanti del Venezuela probabilmente molto presto, non abbiamo ancora fissato. Ma la relazione che noi abbiamo con la gente che al momento sta gestendo il Venezuela è molto buona“.
Trump infine si è riferito alla leader dell’opposizione Maria Corina Machado, definendola “una giovane signora che ha ricevuto il premio Nobel per la Pace, verrà a porgere i suoi omaggi al nostro Paese, veramente a me“. Il presidente ha affermato che Machado sarà a Washington “ad un certo punto la prossima settimana‘.
O noi, o Russia e Cina
“Una cosa che credo che tutti devono sapere è che se non l’avessimo fatto noi, l’avrebbero fatto la Russia o la Cina“, ha spiegato Trump. “Ho detto alla Cina e alla Russia che noi andiamo molto d’accordo, ci piacete, ma non vi vogliamo lì“, ha aggiunto Trump spiegando che “è aperto per business” con Mosca e Pechino.
“Una cosa che dirò a loro e a voi è che siamo aperti per business, la Cina può comprare tutto il petrolio che vuole, lì o negli Stati Uniti, la Russia può avere tutto il petrolio di cui ha bisogno da noi, siamo aperti per business quasi immediatamente“, ha aggiunto il presidente.
Raid per catturare Putin? Non è necessario
“Non credo che sarà necessario, ho sempre avuto un buon rapporto con lui“. È la risposta data da Donald Trump a un giornalista che gli ha chiesto se considererà un raid militare per catturare Vladimir Putin come fatto con Nicolas Maduro.
Cuba è messa male
“Cuba è messa male, dipendeva dal Venezuela per il petrolio e soldi e nessuno sa veramente quello che succederà con Cuba, vanno molto male, sono veramente Terzo Mondo“, ha dichiarato Donald Trump oggi alla Casa Bianca.
Groelandia “che gli piaccia o no…”
Trump ha rinnovato le minacce espansioniste sulla Groenlandia, affermando che “farò qualcosa con la Groenlandia, che a loro piaccia o non piaccia“, ventilando quindi un’acquisizione con la forza dell’isola artica, territorio autonomo della Danimarca. “Vorrei fare un accordo con le buone ma se non lo facciamo con le buone, lo faremo con le cattive. E a proposito io sono un fan della Danimarca, devono dirvi sono stati molto carini con me, sono un grande fan“.
“Non permetteremo alla Russia o alla Cina di occuparla, e questo è quello che succederà se non la possediamo“, ha detto ancora Trump ribadendo l’intenzione di prender la Groenlandia. “Dobbiamo possederla per difenderla, non si difendono alle stesso modo le cose affittate, dobbiamo possederla“.
Riguardo poi alle notizie che circolano riguardo a pagamenti per convincere gli abitanti dell’isola ad unirsi agli Usa, Trump ha detto “non sto ancora parlando di soldi per la Groenlandia“.
Iran nei guai
“L’Iran è in guai seri. Mi sembra che la popolazione stia prendendo il controllo di alcune città, cosa che nessuno pensava fosse possibile solo poche settimane fa“, ha dichiarato Trump riferendosi alle rivolte dei manifestanti in diverse città dell’Iran.


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