Torrisi, Sacchi, Foti, Tanzi e quel vecchio retroscena di mercato: così la Reggina è ancora protagonista dei grandi media nazionali

Reggina ancora protagonista dei grandi media nazionali: l'ultimo riferimento è all'intervista della Gazzetta dello Sport a Stefano Torrisi, ex difensore amaranto che ha ripercorso anche i giorni della trattativa che dal Parma lo hanno portato sullo Stretto

Passano gli anni, ma la Reggina è ancora protagonista dei grandi media nazionali. Oltre dieci, esattamente, dall’addio del suo protagonista principale, Lillo Foti, che però continua ad essere citato – anche approfonditamente – nei racconti e nelle interviste dei vari personaggi passati dal mondo del pallone. E’ la dimostrazione di quanto lui avesse lasciato il segno, in quegli anni. E’ la dimostrazione di quanto la Reggina, il suo trasporto, la sua passione, il suo seguito, la sua storia, contassero molto allora e continuino – nei ricordi – a contare molto anche oggi.

L’ultimo riferimento è all’intervista della Gazzetta dello Sport a Stefano Torrisi, ex difensore amaranto che ha ripercorso anche i giorni della trattativa che dal Parma lo hanno portato sullo Stretto. “Ne parliamo io, Sacchi e Foti in una stanza”, rivela. “Arrigo mi celebra come un fenomeno e gli dico: ‘può uscire un attimo?’. Guardo Foti: ‘se fosse tutto vero, farei il titolare nel Parma. Vuole solo che mi levi dalle balle’. Così con Lillo nasce un grande rapporto e ci salviamo per due anni”. 

E’ il pretesto, questo retroscena, per ripercorrere passaggi ancora più dettagliati di quella trattativa, ma anche il successivo anno e mezzo. Un rapporto fatto di fiducia e rispetto, tra Torrisi e Foti, che ancora oggi si sentono e hanno approfittato di questa intervista per scambiarsi dei messaggi. StrettoWeb ha raccolto alcuni dettagli carini, nostalgici, senza dubbio piacevoli a risentirli oggi. La realtà, così come la racconta Torrisi, è che Sacchi volesse disfarsi del difensore, ma a Foti “spara” una cifra importante, quella dell’ingaggio percepito dal calciatore dopo l’esperienza all’Atletico Madrid. Foti non può pagare quella cifra e così chiude con Sacchi e va via, arrabbiato.

Così lo incontra Tanzi, all’epoca Presidente del Parma (seppur agli sgoccioli, parliamo di gennaio 2003), e – vedendolo arrabbiato – gli chiede spiegazioni. Foti gli spiega e così è Tanzi, personalmente, a prendere in mano la situazione, “saldare” la spettanza dovuta a Torrisi, così da liberarlo. Torrisi così arriva sullo Stretto e – insieme agli altri arrivi di gennaio Bonazzoli, Diana e Falsini – contribuisce alla rimonta nel girone di ritorno (con De Canio in panchina) e alla salvezza nello spareggio contro l’Atalanta.

Gli screzi con Di Canio, il ritorno, l’ultima richiesta

In mezzo a questa storia, però, se ne inserisce un’altra. Proprio De Canio, sempre alla Gazzetta dello Sport, l’aveva raccontata qualche giorno fa: “mi capitò una cosa singolare. Avevo come difensore Stefano Torrisi, ex Torino, Bologna e Parma, un giocatore moderno. Gli chiesi di darmi una mano, di pilotare la squadra in campo, ma lui prese l’incarico alla lettera, urlava e sgridava i compagni, così chiesi alla società di metterlo fuori rosa perché temevo risse in spogliatoio. Ottenni però che continuasse ad allenarsi con un nostro preparatore perché sapevo che alla fine ci sarebbe stato utile. E così andò, nel ritorno dello spareggio Torrisi fu tra i migliori” il racconto di De Canio.

E andò davvero così. Fuori rosa, Torrisi torna dalla famiglia. In emergenza, a fine stagione, viene richiamato per contribuire alla salvezza nel doppio spareggio. Nonostante non giocasse per mesi, nessun rancore: accetta di tornare. Poi Di Canio va via, Torrisi rimane per un altro anno: con Colomba poco impiegato, torna protagonista con Camolese per un’altra salvezza. A fine anno, dopo il traguardo raggiunto, il difensore si avvicina a Foti, esprimendo il desiderio di voler tornare dalla famiglia. Foti acconsente, ricambiando il favore.