“Pellegrino ha ormai assunto le sembianze del mercante nel tempio. Le sue parole confermano, ancora una volta, che Sud Chiama Nord è una forza politica che, pur stando all’opposizione, ha saputo tradurre la propria azione parlamentare in misure concrete e riconoscibili, a differenza di tante iniziative “non potabili” delle quali Pellegrino ne detiene la rubrica”. Lo afferma Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud Chiama Nord, replicando alle dichiarazioni dell’onorevole Pellegrino. “In questa rubrica ci sono anche i prezzi pagati per far “cambiare idea” a tanti parlamentari eletti con Sud chiama Nord, che hanno scambiato il Parlamento per un mercato. Potremmo elencare per ogni singola “compravendita” il prezzo che è scolpito in quella rubrica, di cui è degno custode anche il buon Pellegrino. Ma è meglio che in queste occasioni si, facciamo gli smemorati, a salvaguardia di quel pudore che dovrebbe prevalere in certe circostanze”, rimarca Lo Giudice.
“Noi di Sud chiama Nord siamo diventati una forza politica di popolo grazie al buon governo dei palazzi municipali. Tanto è vero che ci siamo potuti anche permettere di rifiutare gli assessorati, prima offerti a Cateno e poi proposti al sottoscritto. È notorio che Cateno De Luca ha rifiutato in ben tre circostanze di entrare nella Giunta Schifani e questo dimostra che, se Stefano vuol fare il Pellegrino tra i mercanti nel tempio, c’è chi, come i tre reduci deputati di Sud chiama Nord, riesce a resistere alle logiche del mercimonio“, evidenzia Lo Giudice.
Sfida politica
Lo Giudice conclude con una sfida politica chiara: “è in condizione Pellegrino di spiegarci qual è il programma che ha amalgamato le forze politiche di centrodestra per la candidatura a presidente di Renato Schifani? Se il suo padrone Schifani gli darà il permesso, già negato al segretario regionale di Forza Italia Marcello Caruso, di venire il 17 e 18 gennaio a Caltagirone, glielo spiegheremo noi, con fiorellini e cuoricini. Noi non siamo a libro paga di Schifani, ed abbiamo un solo padrone :il popolo siciliano”.



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