“Scrivo a questa redazione per fare chiarezza, una volta per tutte, su quanto sta accadendo al Campo CONI. Nell’ultima riunione alla quale ero presente ho sollecitato l’assessore Latella e l’assessore Brunetti a confrontarsi con la ditta appaltatrice dei lavori, al fine di accelerare la realizzazione della pista e predisporre almeno un corridoio che consentisse agli atleti di allenarsi regolarmente. La risposta è stata immediata: la ditta non sarebbe disponibile a causa della presenza dei mezzi di lavoro“. Il Dottore Angelo Turano ha scritto alla redazione di StrettoWeb per dire la sua in merito alla situazione del Campo CONI di Reggio Calabria, alla luce dell’ultima riunione a cui lui stesso ha partecipato.
La vicenda è ben nota: il Campo CONI è fermo da molto tempo. Unica struttura in città per chi fa atletica, tra le innumerevoli incompiute di Reggio, costringe i ragazzi ad allenarsi in mezzo alla strada, tra Ce.Dir e Viale Calabria. “Ho fatto presente – prosegue Turano – che in numerose opere pubbliche si consente comunque l’utilizzo parziale delle strutture. Non dimentichiamo che, in occasione della prima partita di Serie A Reggina–Fiorentina, lo stadio era un cantiere aperto e ha accolto oltre 20.000 persone. Inoltre, in molte città – come Firenze – i lavori procedono senza impedire l’uso degli impianti”.
“Desidero inoltre evidenziare che alcune piste del Sud, come Messina e Acireale, sono state realizzate in circa 45 giorni. A mio avviso, il vero problema è la perdita di tempo per ragioni che fatico a comprendere, forse di natura politica. Se si vuole, la pista può essere realizzata in 45 giorni. Ad oggi, inoltre, non risulta ancora l’autorizzazione per l’ottava corsia. E se questa autorizzazione non dovesse mai arrivare? Ricordo che il progetto iniziale, già finanziato, prevedeva sei corsie; l’eventuale ampliamento a otto comporterebbe la necessità di reperire ulteriori fondi”.
“Concludo dicendo che, se davvero l’assessore ha a cuore i ragazzi che oggi sono costretti ad allenarsi per strada, dovrebbe rivolgersi direttamente alla ditta, ai RUP o a chi è responsabile, dichiarando pubblicamente che i lavori relativi alla pista saranno completati entro due mesi, mentre gli altri interventi potranno proseguire successivamente. Va inoltre considerato che gli atleti si allenano dalle ore 16 in poi, quando gli operai stanno terminando la giornata lavorativa, riducendo di fatto i cosiddetti ‘pericoli’ legati al cantiere” conclude Turano.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?