Avrebbe potuto avere un esito più drammatico il tentativo di rapinare un gruppo di cacciatori nel Reggino, a conclusione di una battuta di caccia. Il gruppo originario di Palmi, è infatti stato affrontato da alcuni rapinatori mentre già era salito in macchina per rientrare a casa. Nell’azione, uno dei rapinatori ha esploso un colpo di fucile contro il parabrezza dell’autovettura che ha raggiunto, al volto e alle mani un cacciatore.
L’uomo che faceva parte del gruppo dei cacciatori è un carabiniere in forza alla compagnia di Palmi. Soccorso immediatamente, il militare è stato ricoverato all’ospedale di Polistena, dov’è stato sottoposto ai controlli. Secondo quanto appreso, il rapinatore ha esploso un colpo caricato a pallini di piccolo calibro, che fortunatamente non hanno leso organi vitali e sensoriali al carabiniere.
Le rapine ai cacciatori, dopo alcuni anni di tregua, quest’anno sono ripresi con particolare virulenza in alcune zone della Piana di Gioia Tauro, mete preferite dai cacciatori di tordi bottacci, in particolare negli uliveti tra Rosarno e Laureana di Borrello, e San Martino di Taurianova, episodi in cui i malviventi hanno usato anche fucili mitragliatori da guerra, come il Kalashnikov, sparando colpi contro le auto dei cacciatori per impedire loro di chiedere soccorso.
Ennesima rapina a cacciatori nel reggino, la nota del Movimento amici della caccia
“Nella Piana di Gioia Tauro torna alta l’attenzione per una serie di episodi criminosi che hanno colpito direttamente i cacciatori, nel territorio compreso tra Rosarno, Taurianova e comuni limitrofi: decine di fucili da caccia sono stati sottratti ai cacciatori durante violente azioni di rapina, in alcuni casi con feriti tra le vittime come nell’ultimo caso avvenuto a Contrada Figurella di Bagnara Calabra (RC) dove 4 cacciatori di Palmi sono stati rapinati da malviventi armati alle 10:30 di mattina e una delle vittime della rapina è stata ferita al volto e alla mano, con danni anche all’autovettura”. Lo afferma in una nota il Movimento amici della caccia.
“Questi episodi, di preoccupante intensità e con modalità che richiamano un fenomeno organizzato più che isolato, hanno indotto le forze dell’ordine a rafforzare i controlli. Sul territorio, fino al 31 gennaio saranno pienamente operative attività straordinarie di vigilanza, con l’impiego di elicotteri e droni per il monitoraggio aereo, strumenti utili a mappare in tempo reale movimenti sospetti e garantire un più capillare presidio delle aree rurali e delle strade secondarie”.
“È necessario sollecitare le autorità competenti a un intervento incisivo, mettendo in campo tutti i mezzi necessari per contrastare efficacemente un fenomeno che, ormai da troppo tempo, è tornato a manifestarsi sul territorio. Allo stesso tempo, rivolgiamo un invito alla popolazione tutta a collaborare con le istituzioni e con le forze di polizia, affinché questi criminali possano essere individuati e assicurati alla giustizia”.
“L’auspicio è che tale fenomeno non sortisca un effetto boomerang nei confronti dei cacciatori onesti, in particolare in fase di rilascio o rinnovo del porto d’armi. Una delle proposte avanzate nel documento riguarda la necessità di valutare l’installazione di sistemi GPS sui fucili da caccia come misura di prevenzione e tracciabilità. Secondo il Movimento, questa attività di prevenzione – da concordare con enti competenti quali il Ministero dell’Interno, le Questure, i Comandi provinciali dei Carabinieri, e per gli aspetti tecnici anche con il Banco Nazionale di Prova e gli organi di pubblica sicurezza – potrebbe aiutare non solo a rintracciare armi sottratte, ma anche a limitare l’uso di armi legali sottratte per fini illeciti”.


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