Si chiude con un’assoluzione la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto Elisa Calfapietra, finita al centro dell’inchiesta sul traffico internazionale di cocaina attraverso il porto di Gioia Tauro, che nel febbraio 2024 portò a una serie di arresti e misure cautelari per presunte collusioni finalizzate ad agevolare l’ingresso della droga in Italia.
Calfapietra era stata arrestata il 20 febbraio 2024 e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari, in quanto ritenuta — secondo l’impostazione investigativa — una figura di raccordo legata a una società di spedizioni che avrebbe contribuito a facilitare le operazioni del narcotraffico, in un contesto dove due funzionari dell’Agenzia delle Dogane sarebbero stati accusati di alterare controlli e fornire indicazioni utili ai trafficanti per eludere i sistemi di verifica.
Secondo quanto emerso nelle ricostruzioni investigative dell’epoca, il sistema avrebbe permesso l’introduzione di ingenti quantitativi di stupefacente, con riferimenti a diversi carichi di cocaina movimentati tra il 2020 e il 2022. A distanza di quasi due anni, però, il procedimento nei suoi confronti si è concluso positivamente: nell’udienza del 12 gennaio 2026, davanti al Tribunale di Reggio Calabria (sezione GIP-GUP) e con rito abbreviato, Elisa Calfapietra è stata assolta con formula piena “per non aver commesso il fatto”. Contestualmente, il giudice ha disposto anche la restituzione delle somme di denaro sequestrate.
Nel medesimo procedimento sono state emesse anche altre decisioni a carico degli altri imputati, mentre il deposito delle motivazioni della sentenza è stato fissato entro 90 giorni.


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