L’allenatore della Reggina Alfio Torrisi ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla trasferta in casa della Gelbison, dove gli amaranto vanno a caccia della nona vittoria consecutiva. All’andata, al Granillo e in serale, fu l’inizio della crisi e della contestazione, mentre il match di domenica potrebbe rappresentare un ulteriore momento di ottimismo e fiducia in ottica rincorsa. Così ha esordito il tecnico: “adesso dobbiamo dimostrare a noi stessi che siamo capaci per 50 minuti di mantenere il baricentro alto e l’intensità anche dopo un 3-0. In questo senso, contro la Vibonese è stato un buon banco di prova”.
“Ora abbiamo la Gelbison, squadra di categoria ben allenata, con giocatori di esperienza e con un fattore campo per loro determinante. E’ il loro miglior momento, affrontarla oggi è diverso rispetto a un mese e mezzo fa. Noi becchiamo le squadre sempre nel loro magic moment. Sappiamo quanto è importante per noi un risultato positivo e sappiamo cosa successe all’andata, con la grande delusione per i tifosi. Abbiamo un motivo in più per cercare di fare bene. Ma con tutto il rispetto per tutti, il destino dipende solo da noi”.
Gli indisponibili e la crescita dei singoli
“Riguardo agli indisponibili abbiamo Rosario Girasole che toglierà i punti ed è disponibile. Rientra a pieno regime Barillà, che sarà della partita. Si è fermato Bevilacqua per un problema alla schiena e non farà parte della gara. Idem Di Grazia che ha avuto un fastidio, dall’esame strumentale non c’è nulla ma è impossibile pensare di portarlo con noi a Vallo della Lucania con un solo allenamento. Quindi non ci sarà in via precauzionale. Non ci saranno neanche Verduci e Porcino. Per il resto ci siamo”.
“Problema di disponibilità senza Ragusa (squalificato) e Di Grazia (infortunato)? Abbiamo Sartore, Edera, Palumbo, Chirico. Abbiamo sei esterni, quattro over e due under, penso in pochi ce l’abbiano. Si ruota, si gira, questi sono dettagli che non possono incidere nel nostro obiettivo”.
“Quanto c’è di mio nella crescita di Ferraro? C’è solo lui, c’è solo Ferraro, la sua voglia, la sua disponibilità. Dopo Paternò abbiamo tracciato una linea dove lui doveva accontentare le nostre richieste tattiche e allo stesso tempo esaltare le sue caratteristiche. E’ uno che ha bisogno di duelli a campo aperto, di spazio in profondità. Difensori che possono marcarlo e fermarlo, giocando così, secondo me non ce ne sono, né in Serie D né in Serie C”.
“Macrì? Doveva entrare la scorsa settimana, poi abbiamo fatto dei cambi forzati. E’ uno dei centrocampisti più forti che abbiamo, non è uno di quelli da inserire quando vinciamo 3-0, perché ha tutto: ha ferocia, non ha paura, è tecnicamente valido e intenso, corre, non molla. Fa parte integrante di questo progetto tecnico. La stima è massima, ma siamo anche in tanti. Ricordiamo che Salandria per diverse partite non ha visto il campo”.
“Nei momenti di difficoltà, Lagonigro stava soffrendo il momento della squadra. Tutti erano in quelle condizioni, di poca serenità. Essendo portiere, i suoi errori venivano più accentuati. Con lui ho fatto veramente poco, forse sono stato bravo a tutelarlo in due partite in cui il ragazzo era in evidente difficoltà, soprattutto nella gestione dei momenti e soprattutto al Granillo. Però è stato bravo lui”.


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