Reggina, l’aneddoto di Rolando Bianchi: “Mazzarri mi disse una cosa e me la presi, ma poi… Il -15? Tutta Italia tifava per noi”

Rolando Bianchi torna sul suo splendido periodo alla Reggina, raccontando un aneddoto che lo ha visto protagonista con Mazzarri

L’ex attaccante della Reggina Rolando Bianchi ha parlato nel corso di un’intervista a “Storie di Serie A”, programma di Radio Tv Serie A. Ripercorrendo la sua carriera è intervenuto, ovviamente, anche sugli amaranto, sulle due annate sullo Stretto e soprattutto sulla seconda, quella della penalizzazione. Nella prima, dopo l’esordio, un brutto infortunio lo ha tenuto fuori per quasi tutta la stagione. Il gol nel derby, però, ha spianato la strada alla seconda splendida annata. Ma in seguito a quell’infortunio c’è stata una frase che ha fatto arrabbiare Bianchi.

A raccontare l’aneddoto, lui stesso: “dopo il mio infortunio al crociato ho fatto di tutto per tornare il più in fretta possibile ma quando mi sentivo pronto per rientrare il mister mi disse che come uomini era a posto. Lì un po’ me la presi ma verso la fine della stagione mi mise in campo nel derby contro il Messina e segnai il terzo goal. È stato un allenatore che mi ha dato tanto: in quel momento ha scatenato qualcosa dentro di me, mi sono detto che dovevo fare di più”.

Sull’annata della penalizzazione: “l’anno successivo abbiamo fatto una cavalcata incredibile: partivano con quindici punti di penalizzazione dopo Calciopoli e siamo riusciti a salvarci. È stato merito della forza del gruppo che aveva il giusto mix di giocatori giovani e giocatori più esperti oltre al mister e alla società che ci è sempre stata vicino. Tutti questi fattori hanno fatto sì che si creasse qualcosa di unico che ci fece arrivare ad un obiettivo che a inizio stagione sembrava impossibile”.

“La cosa bella di questo percorso è stato vedere che durante la stagione quasi tutta l’Italia tifava per noi e aspettavano la nostra salvezza. È stato un qualcosa di unico, ancora oggi quando mi fermano mi dicono che l’anno a Reggio abbiamo fatto un miracolo. Mi ricordo che dopo la sentenza eravamo in ritiro e mister Mazzarri ci disse ‘chi non se la sente, può andarsene. Qui deve rimanere solo chi ci crede’ e quello per me è stato un segnale forte che è stato dato al gruppo, è stata la nostra forza, eravamo tutti concentrati sull’obiettivo finale e abbiamo scritto una pagina di storia del calcio italiano”.