E sono nove! Nona sinfonia! Nella gara più difficile da due mesi a questa parte, la Reggina riesce a trovare l’episodio giusto proprio nel finale, a tempo quasi scaduto, sbancando il campo della Gelbison per la nona vittoria consecutiva. La decide capitan Barillà su rigore all’89’. Un successo pesante, per come maturato, proprio mentre ormai il pari a reti bianche sembrava essere il risultato prestabilito. Per come maturato perché, al di là del risultato arrivato alla fine, la sfida ha presentato tanti ostacoli. Un campo piccolo, reso pesante per una pioggia caduta anche durante la sfida, pochi spazi.
E poi la Gelbison, che ci mette intensità, linea alta, pressione, compattezza, organizzazione e idee. In un ambiente, tra l’altro, che fa capire come Reggio Calabria non possa accontentarsi della mediocrità, fatto che ribadiamo – quasi inascoltati – da molto tempo. Gli elementi sono tanti: uno stadio senza curve, dove si vedono le auto posteggiate e le case. Ma anche la mancanza di raccattapalle, tanto che Lagonigro è costretto a recuperare lui stesso il pallone, scendendo anche degli scalini presenti dietro la porta.
La cronaca della partita
Reggina in difficoltà, incapace di costruire, di ripartire dal basso e di pungere in zona offensiva. La fisicità della Gelbison impedisce a Ferraro di essere pericoloso. Pochi i sussulti, mentre dall’altra parte i padroni di casa dimostrano di essere in un ottimo momento di forma. C’è aggressività, concentrazione e anche buone trame in fase offensiva. Due le occasioni importanti dei locali: su una ci mette la mano Lagonigro, sull’altra è l’avanti dei campani a perdere un tempo di gioco. Insomma: la Gelbison crea ma, come accaduto anche ad altre avversarie amaranto, non segna neanche con le mani, a dimostrazione del livello – equilibrato verso il basso – del girone I di quest’anno. In ogni caso, il primo tempo finisce 0-0.
La ripresa si apre con gli stessi ritmi, anche se – col passare dei minuti, per via di qualche cambio – la Reggina comincia a prendere più campo e a creare le prime occasioni importanti, tra cui un colpo di testa di Ferraro, al primo pericolo (all’ora di gioco circa) della sfida. Sembra il preludio a un cambio di inerzia della gara, ma invece la stessa prende un’altra piega: la stanchezza, infatti, inizia a farsi sentire, e c’è come la sensazione che le due squadre preferiscano preservarsi. Più equilibri, meno spazi, meno rischi e anche meno emozioni. Nel momento più “tranquillo” della gara, però, arriva la svolta della sfida: corner amaranto, braccio largo in area e calcio di rigore. Dal dischetto, Nino Barillà, che era entrato da pochi minuti, ritrovando il campo dopo il lungo stop per infortunio: il capitano indirizza bene all’angolino, mettendo in rete nonostante il portiere sfiori con le mani. E’ l’89’. Dopo qualche minuto di recupero, finisce la sfida.


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