Protesta ambulanti Reggio Calabria: “Comune calpesta Costituzione. Realizzata pista ciclabile su area mercato Botteghelle” | INTERVISTE

Sit-in di protesta degli ambulanti di Reggio Calabria, in Piazza Italia: chiesto al Comune il corretto rispetto della legge Bolkstein

  • Protesta ambulanti Reggio Calabria
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Lo scontro tra Ana-Ugl, associazione sindacale che rappresenta gli ambulanti, e il Comune di Reggio Calabria, riguardante la vertenza delle concessioni dei posteggi nei vari mercati cittadini, si arricchisce di un nuovo capitolo. Nella serata odierna, gli ambulanti reggini si sono riuniti in Piazza Italia, per un sit-in di protesta per far valere le loro ragioni e rivendicare i propri diritti.

La situazione è decisamente anomala. Il 6 aprile 2023, sono state revocate le autorizzazioni a tutti gli operatori dei mercato di Reggio Calabria, scadute nel 2020 e precedentemente rinnovate per 10 anni. Una scelta, quella dell’Amministrazione, giustificata dalla direttiva europea Bolkstein che vieta ulteriori rinnovi.

Da qui è iniziato un lungo contenzioso tra ambulanti e comune, con il primo ricorso al Tar da parte dei commercianti del mercato di Botteghelle. Successivamente, nuove contestazioni sono scoppiate dopo l’approvazione del dl Concorrenza 214/2024 che dà la possibilità di rinnovi per 12 anni, una sorta di traghettamento fra vecchie e nuove direttive europee nel quale saranno anche approvate le linee guida nazionali.

Il Comune di Reggio Calabria ha deciso di procedere con nuovi bandi, anche in assenza di linee guida, riassegnando tali postazioni. Scelta che ha portato a un ricorso al Tar (ancora pendente) da parte degli ambulanti.

Marrigo Rosato, segretario Nazionale Ana-Ugl, ha dichiarato: “non capiamo questa testardaggine liberista del Comune di Reggio Calabria che calpesta non solo la corretta applicazione della direttiva Bolkstein ma anche gli articoli primo, terzo e quarto dei principi fondamentali della Costituzione italiana.

La Costituzione italiana salvaguarda il diritto al lavoro e dice che è compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli che rendono effettivo questo principio. Noi qui stiamo assistendo al contrario, stiamo assistendo alla pervicace volontà di una dirigente, di un Comune che mette a repentaglio il lavoro di circa 500 ambulanti che sono titolari di concessione, a cui vuole applicare una norma che è fondata su un principio liberista, la concorrenza, che stabilisce che le concessioni non dovrebbero essere rinnovate qualora ci sia scarsità della risorsa.

Ora a noi è noto, risulta anche da atti del Comune di Reggio Calabria, che c’è invece una disponibilità della risorsa. Per via della crisi che ha investito il nostro settore, l’Italia e purtroppo anche in Calabria, dove abbiamo registrato la chiusura di mille ambulanti in poco più di quattro anni, si è creata una disponibilità di posteggi abbandonati“.

Ancor più clamoroso è il caso della pista ciclabile nell’area del mercato di largo Botteghelle. Domenico Fimiano, segretario regionale Ana-Ugl, ha dichiarato: “abbiamo saputo da un incontro avuto alla fine di novembre che si è deciso di fare questa pista ciclabile sull’area mercatale senza che le associazioni di categoria fossero convocate in fase progettuale e neanche prima della realizzazione, tant’è che il primo venerdì utile dopo l’installazione di questi New Jersey, gli operatori si sono ritrovati con i posti dimezzati, quindi non c’è stata neanche un’interlocuzione con i diretti interessati.

Questo la dice lunga su tutto l’iter che sovraintende agli ambulanti, a noi sembra che l’Amministrazione di Reggio Calabria sia fondamentalmente contro gli ambulanti e poi parlando stasera con degli operatori, l’unico posto di questa pista ciclabile dove sono stati messi i New Jersey è largo Botteghelle, tutto il resto è fatto da strisce che delimitano la pista ciclabile. Allora ci chiediamo come, nell’unica area dove potevano fare solo le strisce hanno messo i New Jersey… ci sembra incredibile questo atteggiamento. Da incontri avuti con gli amministratori, la risposta è stata che dovevano fare in fretta a spendere i soldi“.