Ovunque c’è Calabria c’è vitalità. Roma si veste di riscatto alla 57ª “Festa dei calabresi nel mondo”

In Campidoglio l’abbraccio solenne di una terra che non conosce distanze. Consegnate le medaglie d’oro Calabria

  • Festa dei calabresi nel mondo
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Roma non solo ha ospitato la Calabria: l’ha ascoltata respirare, ha perfino sentito i battiti del suo cuore, scolpendo nella memoria della città eterna l’essenza di una terra meravigliosa. Questo
Grazie a Gemma Gesualdi, presidente del Brutium e organizzatrice dell’evento, che, ancora una volta, è stata capace a far risuonare il cuore della Calabria, ricordandoci quel potenziale che la nostra terra ha sempre custodito e che la storia stessa ha riconosciuto come unico e straordinario. E così, nella solenne atmosfera del Campidoglio, tra le pietre millenarie della Sala della Protomoteca, ha risuonato il battito profondo di una terra antica come il mondo.

57ª edizione della Festa dei calabresi nel mondo

Infatti, la 57ª edizione della Festa dei calabresi nel mondo si è trasformata in molto più di un evento istituzionale: è stata una chiamata collettiva alle radici, un atto d’amore, quasi un giuramento silenzioso e di appartenenza. La sala gremita, con i volti dei calabresi più noti (luminari del mondo della politica, della cultura, dell’arte e della medicina), ha fatto da cornice a un momento di altissima intensità emotiva: la consegna delle Medaglie d’Oro Calabria. Un rito solenne, più che sacro, dedicato a donne e uomini che hanno portato la Calabria lontano, senza mai lasciarla davvero. Ambasciatori di talento, sacrificio e dignità, capaci di trasformare l’origine in forza e la distanza in valore. In ogni medaglia, una storia; in ogni storia, una promessa mantenuta alla propria terra.

Testimonianze vibranti

Gli applausi non finivano. Non potevano finire. Erano applausi che venivano da lontano, da partenze difficili, da valigie leggere e cuori pesanti. Sguardi fieri, voci incrinate dall’emozione, parole che non avevano bisogno di retorica per essere vere. Ogni testimonianza ha aggiunto un frammento al grande mosaico calabrese: quello di un popolo che resiste, che si rialza, che non rinnega mai se stesso. Il filo conduttore di questa edizione, “Brutium in Rete”, ha assunto il valore di una dichiarazione identitaria forte e contemporanea. Una Calabria che non si disperde, ma si espande. Che non si dissolve nel mondo, ma nel mondo si riconosce e si fa riconoscere. Una Calabria che cammina verso il futuro senza mai spezzare il filo che la lega alle proprie radici.

Istituzioni, cultura e cuore calabrese: una comunità senza confini

A condurre la serata, con grande misura e autorevolezza, Domenico Gareri, guida attenta di un evento che ha visto intrecciarsi istituzioni, cultura e cuore popolare. Un’unica comunità, senza confini né fusi orari, riunita sotto lo stesso nome. Particolarmente toccanti i collegamenti con i nuovi delegati Brutium nel mondo: Alessandro Crocco dagli Stati Uniti, Berenice Franca Vilardo da Bruxelles, Giovanni Calvano, Alicia Ferraiolo, Carmela Rocca, Cloe Caron e Sergio Cremona. Volti lontani ma familiari, accenti diversi ma un’unica lingua dell’anima. Ognuno portatore di una Calabria vissuta, difesa, raccontata ogni giorno.

Nel segno dell’innovazione è stata presentata la nuova App Brutium, simbolo di una Calabria che sa abitare il digitale senza perdere la propria anima. A illustrarla Massimo Spaggiari, CEO di GSnet: non un semplice strumento tecnologico, ma un ponte vivo, pensato per rendere quotidiano e concreto il legame tra la terra madre e i suoi figli sparsi nel mondo.

Un finale dal gusto gastronomico

E come ogni vera festa calabrese, la chiusura non poteva che passare dalla tavola, luogo sacro di memoria e condivisione. Lo “Spaghetto”, format romano firmato da un’azienda calabrese di Bovalino, e i vini delle Cantine Lavorata di Roccella hanno accompagnato il brindisi finale, trasformando l’epilogo in un abbraccio collettivo, autentico e popolare. Il ringraziamento del Brutium alle aziende partner ha suggellato una serata che non si è limitata a celebrare il passato, ma ha acceso una visione. Una certezza. Insomma, la Calabria c’è ovunque ci sia un calabrese. E quando si ritrova, in qualsivoglia posto del mondo, fa vibrare le pietre, scuote la memoria e guarda avanti, con l’orgoglio antico di chi sa da dove viene e il coraggio limpido di chi sa dove vuole andare.