Messina: il punto sui lavori al Porto di Tremestieri, le precisazioni dell’impresa

Messina: le precisazioni della Costruzioni Bruno Teodoro spa, impresa appaltatrice impegnata nella realizzazione del Porto di Tremestieri

La Costruzioni Bruno Teodoro spa, impresa appaltatrice impegnata nella realizzazione del Porto di Tremestieri, in ordine ad alcune notizie pubblicate da vari organi di stampa, intende fare alcune precisazioni “per una corretta rappresentazione dei fatti circa la costruzione dell’opera che rappresenta la principale infrastruttura ad oggi in corso di definizione a Messina. La nostra società, seppur vigile nel seguire quanto viene “raccontato” dagli organi di stampa, ha sempre inteso mantenere un profilo basso, fermamente convinta che sia più opportuno far parlare i fatti (e nella fattispecie le opere realizzate) piuttosto che replicare attraverso dichiarazioni. Tuttavia, in questo caso, ritiene doveroso fornire opportuni chiarimenti, in relazione a talune affermazioni che arrivano a definire l’opera come esempio di “scandalosa incompiuta”, a tutela degli interessi e della reputazione della infrascritta società, le cui referenze in ordine al completamento nei – termini contrattuali – delle opere appaltate, sono ben note anche al di fuori dei confini regionali”.

Lo status dei cantieri

In merito allo status del cantiere si precisa “che tutte le parti dell’opera sono in linea al programma lavori, tranne – come noto – il molo foraneo, dove è emersa una criticità tecnica – evidenziata anche dalla Commissione di Collaudo, presieduta dall’ingegnere Donato Carlea (già presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP.) – legata alla circostanza che l’opera è stata progettata con una vita nominale 50 anni.  La vita nominale di un’opera – e nel nostro caso di un porto classificato come opera strategica – è il periodo di tempo (espresso in anni) in cui ci si aspetta che la struttura mantenga le sue funzioni e prestazioni, purché sottoposta a corretta manutenzione, secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC)”.

“Per opere strategiche (Classe IV), che hanno funzioni pubbliche cruciali – come i porti -, si richiede una vita nominale di progetto (VN) di 100 anni, al fine di garantire la durabilità e la sicurezza nel tempo. Circostanza che – si ha ragione di ritenere – sia stata derogata all’epoca dell’indizione della gara d’appalto, in quanto concepita al tempo solo come opera emergenziale (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre 2007 n. 3633/07 pubblicata su GU Serie Generale n.289 del 13-12-2007). Tale configurazione non può certamente ritenersi attuale, visto che il Porto di Tremestieri ha assunto i connotati di opera strategica, come dimostra anche la nomina di un Commissario Straordinario da parte del MIT”, puntualizza la nota.

Criticità

“In ragione della criticità emersa risulta – per quanto a conoscenza della scrivente – che la Direzione Lavori abbia opportunamente relazionato al Commissario Straordinario Ing. Francesco Di Sarcina e che vi sia in corso un confronto sinergico tra le varie parti interessate, compresa l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto – ovviamente più che mai interessata in quanto l’opera una volta ultimata rientrerà nella sua disponibilità -, per la ricerca di una soluzione che possa garantire, da un lato l’immediato avvio dei lavori del molo foraneo, dall’altro gli standard di sicurezza previsti per infrastrutture di tale entità e destinazione”.

“Ad ogni modo, a prescindere delle conclusioni a cui giungeranno i vari organi preposti, l’infissione di profilati tubolari metallici (in gergo c.d. palificazione), già presenti in cantiere, prescinde da eventuali diverse soluzioni tecniche che verranno adottate e questa impresa – dopo aver completato una campagna di indagine integrativa, eseguita per valutare più approfonditamente le criticità emerse sul progetto – ha presentato al riguardo istanza di subappalto per l’affidamento di tale attività di ad impresa specializzata. Si ritiene che l’attività di infissione, avute le autorizzazioni previste dalle norme, possa essere avviata entro il prossimo mese di gennaio”, sottolinea la nota.

“Solo per completezza dei fatti, si segnala che all’impresa è stato inibito invece di accedere all’area Nord del cantiere – dove sono in corso le opere di ripascimento protetto e scogliere – per quasi 5 mesi, dal 18 luglio al 9 dicembre 2025, per mancata disponibilità del concessionario (unico soggetto titolato a farlo) a regolare l’interferenza del transito dei mezzi proveniente dal cantiere con quelli provenienti
dallo sbarco/imbarco dei traghetti. Tale problematica, risolta solo da qualche settimana, grazie all’importante azione sinergica svolta dal presidente dell’AdSP Francesco Rizzo con il Comune di Messina, ha comportato l’impossibilità di operare, appunto per ben 5 mesi, in un’area dove sono insediate opere da progetto pari a 26,5 milioni di euro circa – ad oggi eseguite per 15 milioni circa, con un avanzamento del 56% circa -, con conseguente riduzione della produzione complessiva del cantiere”, conclude la ditta.