Maltempo Sicilia, il Ciclone Harry scatena l’inferno: il mare porta via i mobili, Jonica in ginocchio tra evacuazioni e blackout | LIVE

Dalla costa ionica al Messinese è emergenza: onde devastanti trascinano arredi urbani, strade trasformate in fiumi e famiglie costrette a lasciare le abitazioni tra Messina, Catania e Siracusa

La Sicilia orientale è sprofondata in una delle giornate più drammatiche dell’inverno: un fronte di maltempo eccezionale, alimentato dal ciclone “Harry”, sta mettendo in ginocchio territori già fragili, trasformando la costa ionica in una linea d’urto continua tra vento, pioggia battente e mareggiate devastanti. Nelle province di Messina, Catania e Siracusa l’allerta resta massima e la situazione è descritta come sempre più delicata: circa 200 persone sono state evacuate dalle proprie abitazioni nelle ultime ore, mentre la macchina dei soccorsi lavora senza sosta per limitare danni e rischi.

Evacuazioni e emergenza: “Harry” non concede tregua

L’ondata di maltempo si è abbattuta con particolare violenza sul versante orientale dell’Isola. Il ciclone sta scaricando sul territorio precipitazioni intense, accompagnate da raffiche di vento di burrasca e da mareggiate di intensità eccezionale, in un quadro che ha costretto le autorità a interventi urgenti e precauzionali.

Il sistema di Protezione civile regionale continua a monitorare costantemente la situazione in coordinamento con prefetture e amministrazioni comunali. Dal centro operativo avanzato del Dipartimento regionale, a San Giovanni la Punta, la regia degli interventi tiene sotto controllo frane, allagamenti e danni strutturali, con squadre di tecnici e volontari impegnate nella rimozione di rami e detriti.

Messinese al buio: black-out e paura

Tra le zone più colpite c’è il Messinese, dove il maltempo sta provocando una lunga serie di criticità: black-out diffusi, frane, crolli e caduta di massi. A Furci Siculo la potenza del mare ha colpito il lungomare come un ariete: le onde hanno staccato e trascinato panchine e arredi urbani, mentre vengono effettuate verifiche sulla stabilità delle strutture e dei muretti paraonde. Il territorio è sotto pressione continua: l’acqua non si limita a colpire, ma divora, sposta, strappa.

A Capizzi, lungo la strada comunale Riviera, è stata segnalata la caduta di massi, mentre si registrano danni anche a infrastrutture sportive. Sotto osservazione anche la statale 113, dove il torrente Mela è considerato un “sorvegliato speciale”, e a Francavilla di Sicilia i corsi d’acqua in piena destano preoccupazione costante.

In via Umberto I a Nizza di Sicilia, nei pressi del Municipio, è caduta una linea elettrica: l’area è stata immediatamente transennata per ragioni di sicurezza.

Catanese colpito duramente: alberi caduti e allagamenti

Non va meglio in provincia di Catania, dove si segnalano danni a tettoie, alberi caduti e pali divelti in diversi comuni. A Valverde, in via Maugeri, gli allagamenti hanno richiesto l’intervento della Croce Rossa: attivati volontari e mezzi con idrovore per il drenaggio e l’assistenza alla popolazione.

A Paternò è stata attivata la sorveglianza sugli argini fluviali, in corrispondenza dei ponti Barca e Pietralunga, mentre nel Siracusano il vento e le mareggiate hanno portato anche a misure drastiche.

Porti interdetti e strade invase: la Sicilia si chiude per difendersi

A Pachino e Marzamemi, le condizioni estreme del mare hanno reso necessaria l’interdizione dell’area portuale. Altrove si contano crolli e blocchi: un muro a secco è crollato lungo la statale 115 Comiso-Ragusa, finendo sulla carreggiata e creando ulteriori pericoli.

Fondachello, il mare entra nelle case: immagini impressionanti

Ma è lungo la costa ionica che si consuma uno degli scenari più angoscianti di queste ore. A Fondachello, località balneare del comune di Mascali, una webcam ha ripreso un momento che racconta più di qualunque bollettino: le onde non si fermano sulla battigia, superano le barriere e avanzano fino a trasformare una strada in una distesa d’acqua.

La mareggiata è talmente potente da invadere le zone abitate, facendo letteralmente entrare il mare negli spazi urbani. In pochi istanti l’asfalto diventa mare, e la strada un prolungamento della costa: un’immagine surreale e spaventosa, simbolo del disastro che sta colpendo la Sicilia.

Acitrezza sotto assedio: i faraglioni inghiottiti dalla schiuma

E poi c’è Acitrezza, dove il mare ha dato vita a una scena che molti stanno già definendo “storica”. Qui la mareggiata non è un evento passeggero: è un martellamento continuo. Le onde raggiungono i faraglioni e, invece di spegnersi sulla roccia, si innalzano come colonne di schiuma, avvolgendo tutto. A tratti la roccia scompare, coperta da una nube bianca d’acqua: la natura sembra non avere freni.

Il video mostra un fronte di mare che non concede pause: non una singola ondata, ma una sequenza insistente, con spruzzi altissimi e un orizzonte grigio e chiuso, quasi apocalittico. Il paese, in primo piano, resta lì: immobile e vulnerabile. Le palme piegate dal vento, i tetti bagnati, le case addossate una all’altra. Un contrasto drammatico tra la bellezza feroce dello spettacolo e la paura reale per ciò che può accadere.

Una notte di emergenza: il dramma continua

Il ciclone “Harry” ha risvegliato la Sicilia nel caos e nella paura, con una costa trasformata in trincea e un entroterra sotto osservazione per frane e piena dei torrenti. Mentre continuano gli interventi e le evacuazioni, resta alta la tensione in tutte le aree più esposte: perché quando il vento urla, l’acqua sale e l’elettricità manca, non è solo maltempo. È fragilità che esplode. È un territorio che lotta per restare in piedi.