Maltempo e danni, Musumeci e Ciciliano a Catania: “tanta rabbia, fortunatamente non abbiamo morti”

Musumeci e Ciciliano a Catania: "quello che è accaduto in Calabria e in Sardegna fa rabbia, nella mia Sicilia lo fa in modo in modo particolare"

“Quello che è accaduto in Calabria e in Sardegna fa rabbia, nella mia Sicilia lo fa in modo in modo particolare. Il problema, sapete qual è? Che fra qualche giorno avremo dimenticato. E questo, purtroppo, è un limite culturale che abbiamo noi italiani in generale”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci prima di un sopralluogo nei luoghi della Sicilia Orientali danneggiati dal ciclone Harry, con il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, sul lungomare Ognina di Catania. “Speriamo che questa lezione possa servire, intanto a rimettere in moto le attività commerciali, perché a essere state colpite sono soprattutto aree preposte e vocate a un turismo essenzialmente estivo e balneare. Questa è la prima cosa, ma spero che possa servire a far capire che col mare dovremo fare i conti in futuro, quindi non soltanto. La replica di un ciclone che può avvenire, non sappiamo quanto, ma sappiamo che avverrà e soprattutto per quello che dicono gli scienziati, che fra 70-80 anni una parte delle coste italiane saranno ricoperte dal mare, il mare si innalzerà di circa un metro. Questo – ha sottolineato il ministro – impone sin da ora, nelle opere di pianificazione urbanistica, di pensare al futuro. Magari noi con il nostro fatalismo diremo: ‘ci pensa chi viene dopo’. E intanto continuiamo a pagare i danni. Lo Stato ogni anno spende tre miliardi di euro per la ricostruzione post calamità. Con la prevenzione, con tre miliardi potremmo davvero evitare tanti rischi, tanti danni, anche anche umani”.

“Fortunatamente non abbiamo morti”

“Le stime, a neanche 24 ore dalla fine dell’evento, non possono che essere stime parziali e come tali dobbiamo tenerle in considerazione”. E’ quanto ha affermato Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione civile, oggi in Sicilia, per fare un primo bilancio dei danni e dei primi interventi dopo il passaggio del ciclone Harry. “Spesso siamo abituati a conteggiare i morti, invece non siamo abituati a conteggiare i morti evitati. Questo è uno di quei casi virtuosi in cui fortunatamente non abbiamo morti”, ha aggiunto Ciciliano parlando del sistema di prevenzione e dell’attività di istituzioni e Protezione civile.

“Comuni soggetti attuatori”

“Bisogna capire quante sono le attività danneggiate, quale quelle coperte da assicurazione. Ricordo che da qualche mese in Italia l’assicurazione contro le catastrofi è obbligatoria contro una catastrofe e quindi in generale, e quindi è una ricognizione che va fatta attentamente”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci. “Non escludiamo neanche l’ipotesi di mettere intanto subito a disposizione dei Comuni, se sono attrezzati, di diventare soggetti attuatori per potere direttamente farsi carico del ripristino dei luoghi dove la ricostruzione dovesse apparire, come mi è sembrato di capire nel Messinese, particolarmente complessa e complicata. Lì bisognerà naturalmente procedere alla dichiarazione dello stato di ricostruzione”, rimarca Musumeci.

“Aspettiamo che dalla Regione arrivi formalmente la richiesta di stato di emergenza per la Sicilia”

“Aspettiamo che dalla Regione arrivi formalmente la richiesta di stato di emergenza per la Sicilia, i Comuni sono chiamati n queste ore a procedere alla verifica dei danni, ad avanzare una sommaria stima e trasmettere gli atti alla Regione. Sulla scorta dei documenti ricevuti dei comuni colpiti la Regione formula la richiesta al Dipartimento nazionale e quindi al ministro che poi porta al Consiglio dei ministri la richiesta. Tutto può avvenire nello spazio di tre o quattro giorni”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci prima di un sopralluogo nei luoghi della Sicilia Orientali danneggiati dal ciclone Harry, con il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, sul lungomare Ognina di Catania.