Nella presente stagione si parla vieppiù di IA, a proposito e a sproposito, partendo dalla convinzione che siamo sotto attacco di una potente leva tecnologica in grado di incidere pesantemente sulla economia, sulla finanza, sulla produttività, sul lavoro, sulla società in genere. Anch’io mi sento trascinato in questo turbinio di orientamenti, parlerei addirittura di “moda”, della quale, oltre a qualche naturale “infarinamento”, ammetto di non avere conoscenze adeguate per inserirmi nella dialettica tra entusiasti della materia e prudenti, per non citare i negazionisti.
Prudenza verso l’IA
Per mia cultura ed esperienza non sono portato ad esprimere giudizi senza conoscere. Comunque, mi sento di appartenere alla categoria dei prudenti verso l’IA, con simpatia verso le valutazioni positive che vanno dal potenziamento delle capacità umane, alla maggiore disponibilità di tempo da dedicare ad attività a maggiore valore, aggiunto al supporto che favorisce le più confacenti decisioni. Per completezza di ragionamento non posso prescindere dal citare i giudizi negativi che vanno dall’inquinamento dei valori dell’etica, marginalizzando le persone, ai dubbi sulle garanzie di trasparenza, di inclusione, di controllo, alla spinta verso una squilibrata distribuzione della ricchezza, favorendo oligopoli e monopoli, sostenuti da governi “muscolari”
Mentre rifletto su questi contrapposti orientamenti, mi viene in soccorso il libro di Francesco Masera “Intelligenza artificiale” – una guida per studenti e curiosi (e professori pionieri), di recente uscita “cartacea”. Esso gode della prefazione, che vale da autorevole avallo, di Paolo Savona.
Debbo confessare che nutro una certa ritrosia verso la recensione di libri dal momento che ciò comporta, se si vuole essere seri e onesti, una attenta e completa lettura, e quindi concentrazione, tempo e curiosità.
Quest’ultimo aspetto mi ha spinto alla consultazione del libro di Masera, incoraggiato dalla possibilità di selezionare i temi, per me di maggiore interesse, seguendo un “indice” ricco di 11 capitoli.
Dopo una rapida, ma non superficiale conoscenza dei contenuti generali, mi sono soffermato sui capitoli 7 e 8, dedicati rispettivamente al lavoro e all’etica, trovando illuminazioni e risposte ad alcune titubanze. Anche gli altri capitoli, comunque, meritano attenzione: dalla “IA che crea”, a “dove siamo oggi”, “al funzionamento dei cervelli digitali”, “al linguaggio” più adeguato e consono, “al carburante” che alimenta il sapere, “alla regolamentazione”, “al futuro dell’IA”.
In ogni caso, non ci troviamo di fronte ad un manuale tecnico bensì didattico del quale avvalerci per coprire lacune e arricchire conoscenze. Esso è rivolto, come guida, agli studenti curiosi e ai professori pionieri, per come recita l’accattivante sottotitolo del libro.
Noi, essere pensanti ed equilibrati, abbiamo il dovere di conoscere ciò di cui si parla, e cioè l’IA, fuori da semplificazioni, pregiudizi, strumentali ideologie. Abbiamo tutti una responsabilità enorme: stiamo assistendo alla più grande rivoluzione dei tempi attuali, che influenza ed influenzerà sempre più la nostra vita e quella, soprattutto, delle future generazioni. Essa non può essere fermata bensì indirizzata, per evitare che, nell’accelerazione della storia, si scombinino i valori del giusto ed equilibrato vivere civile e democratico.
Tale appello è quanto mai attuale tenendo presente ciò che è scaturito dal recente Consumer Electtronic Show (CES 2026) di Las Vegas. La manifestazione, apparsa non più come una fiera dell’elettronica bensì un casting collettivo per il futuro, anche se non troppo prossimo. Si è visto come l’IA si evolva rapidamente, non parliamo più solo di modelli e cloud, bensì di macchine fisiche capaci di apprendere e interagire. E’ pensabile che la convivenza tra l’essere umano e la macchina non sarà per niente facile, anche se si dovrà verificare.
Conclusione
In conclusione, esprimo un sentito apprezzamento all’A. per averci aiutato a capire, usando, nei limiti del possibile, un linguaggio chiaro e intellegibile. Esso a volte può apparire provocatorio, ma sempre stimolante. Questa chiarezza impreziosisce una ricerca accurata, sostenuta da una aggiornata e solida impalcatura bibliografica, nazionale e internazionale, nonché da un ricco “glossario” che, nella ‘parte finale, aiuta a comprendere il significato di termini tecnici, in genere tesoro, gelosamente custodito dagli iniziati.
Prefazione
Scrive Paolo Savona nella Prefazione: “perché non basta più saper leggere e scrivere e fare di conto, ma è ora necessario anche usare le tecniche IA, senza le quali ci si ritroverebbe ai margini della vita economica, che chiede queste conoscenze, se non proprio della vita sociale, dato che tutti avranno a che fare quotidianamente con esse. Una volta impossessatesi della logica e del linguaggio informatico non vi è per essi (studenti) niente di così impegnativo da impedire una tale conoscenza”. Questo pensiero, espresso da un illuminato Maestro, deve valere da monito e da esortazione, consolando anche il sottoscritto nella sua posizione di “eretico” convertito.
* Il libro di 241 pagine, è disponibile via Amazon


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