Laganà-Laquintana, coppia di lusso: la promozione della Viola passa dal loro equilibrio

Marco Laganà e Vanni Laquintana, coppia di bomber lusso per la Viola: a coach Cadeo il compito di gestire al meglio il loro equilibrio vitale per la promozione dei neroarancio

C’è una Viola prima e dopo Marco Laganà in questa stagione. Dare tutti i meriti al talento di casa Lumaka sarebbe scorretto, non solo per l’impegno e la crescita dei compagni, ma anche perchè si ignorerebbero tanti fattori che l’arrivo dell’ex Piazza Armerina ha contribuito a sistemare, ma che sono vitali nell’economia di una squadra. Però, la frase di inizio articolo resta valida ed è sotto gli occhi di tutti.

Dall’arrivo del figlio di Lucio in maglia neroarancio sono arrivate 9 vittorie e 1 sconfitta, sfortunatissima a Matera. Parlavamo di altri fattori. Marco è arrivato in una Viola zoppicante, ferita dalle questioni interne legate ad Ani e Paulinus (ceduti contestualmente al suo arrivo), con il gruppo alla ricerca dell’assetto migliore, una chimica da costruire, con la tifoseria che mugugnava, al palazzetto e sui social, contro coach Cadeo.

Poi, come spesso accade, vincere aiuta a vincere e non solo, compatta l’ambiente, porta entusiasmo e serenità, allontana le critiche. E Marco Laganà, che la pallacanestro la conosce bene e in B Interregionale è dominante, si è subito preso la squadra sulle spalle, da reggino e da leader, come StrettoWeb non ha mancato di sottolineare in una recente conferenza stampa.

Parliamo di 10 partite giocate a 17.4 punti di media, sempre in doppia cifra fin dall’esordio, con un picco di 27 contro Catanzaro; 7.4 rimbalzi, 25% da 3 ampiamente migliorabile viste le sue caratteristiche. Il tutto giocando 24 minuti. Perchè così ‘poco’?

Perchè nel suo stesso ruolo la Viola ha Vanni Laquintana, guardia che non ha bisogno di presentazioni. Per Laquintana, in 13 partite: 16.7 punti di media, picco di 34 punti contro Molfetta; 32% da 3 punti; addirittura il 91.2% ai liberi che lo vedono come una vera e propria sentenza a cronometro fermo. Lui di minuti ne gioca 26.

Un equilibrio perfetto, dosato da coach Cadeo che in campo non vuole mangiapalloni, né titolari obbligatori, ma giocatori in grado di fare la differenza in quella partita precisa, contro quell’avversario, capaci anche, se serve, di cambiare a gara in corso.

Fra di loro sana competizione, stima reciproca più volte espressa in dichiarazioni pubbliche, nessuna voglia di prendersi i riflettori mettendo in secondo piano il gruppo squadra. Entrambi giocatori esperti, entrambi competitivi, entrambi provenienti da famiglie con una grande tradizione legata al basket.

Una coppia del genere è un lusso in questa categoria, tanto con Laganà in uscita dalla panchina, quanto con entrambi in campo, visto che il cestista reggino, in questa categoria, può ricoprire tutti i ruoli dall’1 al 3 (e anche il 4) per qualità tecniche e caratteristiche fisiche che spesso impongono mismatch mortiferi per gli avversari.

Scorer d’élite, carismatici, ottimi tiratori che esaltano un gruppo che può vantare talenti del calibro di Marini, Maresca, Fernandez e compagnia. L’equilibrio della coppia Laganà-Laquintana, soprattutto fisico, è quello che può portare la Viola all’obiettivo promozione. A coach Cadeo il compito di far funzionare tutto al meglio: una sfida che ha già accettato con il sorriso, quando c’è il talento di mezzo, anche i compiti più difficili diventano esaltanti.