In questi giorni ad Aieta, in provincia di Cosenza, uno dei più antichi feudi della Calabria perché risalente ad un insediamento dell’VIII e IX Secolo di monaci basiliani che fondarono piccoli monasteri ed una chiesetta, trattasi di Borgo riconosciuto come uno dei “Borghi più belli d’Italia” dal 2013 e parte integrante del Parco Nazionale del Pollino nonché caratteristico sia per il Palazzo Rinascimentale del XVI secolo che lo domina e sia per il suo centro storico medievale, vi è stato l’incontro presso il Palazzo Rinascimentale di Aieta tra la nota Opinionista Culturale Avv. Eliana Carbone e l’Assessore ai Servizi Tecnologici del Comune di Aieta Prof. Eugenio Carlomagno in rappresentanza dell’amministrazione comunale e del suo Sindaco Pasquale De Franco.
L’Avv. Eliana Carbone ha subito precisato che Aieta era una tappa obbligata nel suo viaggio tra i borghi della Calabria per la riscoperta delle nostre antiche radici in Calabria atteso che già dal nome della piccola cittadina di Aieta che deriva dal greco aetòs cioè “aquila”, risalente alla presenza bizantina in loco tantoché l’aquila è rappresentata nello stemma del paese, emerge che è un borgo con una storia pregressa molto antica. Ha quindi continuato l’Opinionista Carbone: “Aieta Vetere si trovava sul Monte Calimaro già dal periodo degli Enotri poi la popolazione per calamità naturali si stabilì in quello che è l’attuale borgo dove tutto ci evoca Medioevo e Rinascimento con gli antichi palazzi nobiliari tra cui domina il Palazzo Rinascimentale e le sue chiese, tra cui spicca la Chiesa madre di S. Maria della Visitazione risalente al XII secolo e rinominata nel 1576 S. Maria della Visitazione allorquando in fondo all’abside fu collocato il dipinto raffigurante la Visitazione opera di Fabrizio Santafede”.
A questo punto è intervenuto l’Assessore Eugenio Carlomagno, il quale ha riferito: “il Palazzo Rinascimentale di Aieta è ricco di storia, tale da perdersi nella notte dei tempi, ed è nato prima come una fortezza di carattere medievale e quindi era un castello cosiddetto Castrum tanto è vero che nella parte sottostante si trova un rione che si chiama Rione Socastro dal latino sub castrum e le origini del suddetto edificio munito di torri di avvistamento risalgono al primo Medioevo. Però, nel periodo successivo si susseguirono diversi feudatari proprietari di questa struttura a partire dalla famiglia degli Scullano ai Loira fino al periodo Rinascimentale con la famiglia dei Martirano e dei Cosentino che apportarono notevoli modifiche trasformando la suddetta struttura da fortezza a Palazzo. Il Palazzo rinascimentale di Aieta, dichiarato monumento nazionale nel 2013, è oggi di proprietà del Comune”.
Ha, infine concluso l’importante incontro storico-culturale l’opinionista Avv. Eliana Carbone dicendo: “oggi ho trovato qui un Borgo immerso nel silenzio ed incastonato nella pietra, un posto bellissimo dove si sono alternate famiglie nobiliari e tutto qui parla di Medioevo e Rinascimento“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?