Secondo quanto riporta il notiziario IRINN, della TV di stato iraniana, l’atmosfera in Iran si sta trasformando in uno “scenario simile a quello della Siria“. Il regime è ormai nel caos e non sembra riuscire ad arginare le proteste che, nelle principali città del Paese, vanno avanti ormai da 14 giorni. Tre funzionari del governo iraniano hanno dichiarato spontaneamente al Wall Street Journal di desiderare in privato il ritorno della dinastia Pahlavi, uno di loro ha affermato di “volere indietro il suo re“.
Il principe in esilio iraniano, Reza Pahlavi, intanto, ha chiesto nuovamente alla popolazione iraniana di scendere in piazza nel Weekend dalle 18:00 di oggi (le 16:00 italiane) e prepararsi a conquistare e difendere i centri cittadini: “miei cari compatrioti, Avete ispirato l’ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza. La vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell’Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica. Sono certo che abbia visto queste immagini dal suo nascondiglio e abbia tremato di paura.
Ora, con la vostra decisa risposta al primo appello, sono certo che rendendo la nostra presenza nelle strade più mirata e, allo stesso tempo, tagliando i canali finanziari, metteremo completamente in ginocchio la Repubblica islamica e il suo logoro e fragile apparato di repressione.
A questo proposito, invito i lavoratori e gli impiegati dei settori chiave dell’economia, in particolare dei trasporti, del petrolio, del gas e dell’energia, ad avviare un processo di sciopero a livello nazionale.
Chiedo inoltre a tutti voi di scendere in piazza oggi e domani, sabato e domenica (10 e 11 gennaio), questa volta a partire dalle 18:00, con bandiere, immagini e simboli nazionali, e di prendere possesso degli spazi pubblici. Il nostro obiettivo non è più solo scendere in piazza; il nostro obiettivo è prepararci a conquistare e difendere i centri cittadini.
Per raggiungere questo obiettivo, spostate il maggior numero possibile di percorsi verso zone più centrali delle città e collegate popolazioni eterogenee. Allo stesso tempo, preparatevi fin da ora a rimanere in strada e a rifornirvi dei rifornimenti necessari.
Ai giovani della Guardia Eterna dell’Iran e a tutte le forze armate e di sicurezza che hanno aderito alla Piattaforma di cooperazione nazionale, dico: rallentate e interrompete ancora di più la macchina della repressione, così che nel giorno promesso potremo disattivarla completamente.
Mi sto preparando a tornare in patria per stare con voi, la grande nazione dell’Iran, quando la nostra rivoluzione nazionale sarà vittoriosa. Credo che quel giorno sia molto vicino. Iran resistente!“.


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