Il Sole24Ore celebra il boom dell’Aeroporto di Reggio Calabria: “nel 2025 è lo scalo che cresce più di tutti in Italia”. I DATI

Il Sole 24 Ore certifica il boom del “Tito Minniti”: +66% di passeggeri rispetto al 2024. Dal 2023 quasi quintuplicati i volumi grazie alle nuove rotte e alla strategia di investimenti della Regione voluta dal presidente Occhiuto

Il 2025 consegna alla Calabria un risultato che va oltre la statistica e diventa un segnale politico, economico e infrastrutturale: l’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria è lo scalo italiano che cresce di più, confermandosi la vera sorpresa dell’anno nel panorama aeroportuale nazionale. È un traguardo che Il Sole 24 Ore mette nero su bianco nei dati pubblicati oggi sugli aeroporti italiani, e che certifica un cambio di passo atteso da decenni: Reggio non è più periferia del trasporto aereo, ma un nodo in rapida ascesa.

Secondo la classifica degli “scali che crescono di più”, Reggio Calabria guida il gruppo con un incremento del +66% di passeggeri rispetto al 2024. Dietro lo scalo reggino si collocano Pescara (+35%), Rimini (+32%), Trieste (+25%) e Crotone (+24%). Sono numeri percentuali che raccontano un’Italia aeroportuale a due velocità, dove i grandi hub consolidano il proprio ruolo, ma sono soprattutto gli aeroporti territoriali e “di sistema” a diventare decisivi per sviluppo turistico, competitività e diritto alla mobilità.

Dentro questo quadro, il primato di Reggio Calabria assume un valore speciale perché non nasce da un rimbalzo casuale o da un fenomeno momentaneo, ma da una trasformazione strutturale dell’offerta: più rotte, più frequenze, più passeggeri, più fiducia. È la dimostrazione concreta che quando una regione investe davvero su un’infrastruttura, l’infrastruttura restituisce crescita.

Il Sole 24 Ore sottolinea infatti un dato simbolico e potentissimo: dal 2023 l’aeroporto di Reggio Calabria ha praticamente quintuplicato i passeggeri, passando da circa 200mila a quasi un milione. Questo salto dimensionale non è un dettaglio: significa cambiare categoria, cambiare percezione, cambiare mercato. È la differenza tra uno scalo considerato marginale e uno scalo capace di attrarre traffico, turismo, eventi, investimenti, e nuova imprenditoria collegata alla filiera aeroportuale.

Il punto di svolta è individuato chiaramente nelle nuove rotte inaugurate nel 2024 da Ryanair, che hanno aumentato la domanda e reso finalmente competitivo l’accesso aereo diretto all’Area dello Stretto. Reggio, da anni, pagava un doppio svantaggio: collegamenti insufficienti e scarsa continuità dell’offerta. L’ingresso deciso di un vettore low cost con un network ampio ha rotto quel blocco prima ancora che logistico, trasformando in abitudine ciò che prima era eccezione: partire e arrivare da Reggio con continuità, a prezzi accessibili e con una programmazione stabile.

Ma sarebbe riduttivo leggere questo successo come una semplice “operazione compagnia aerea”. La crescita è figlia di una strategia politica e amministrativa regionale che ha individuato negli aeroporti calabresi uno degli assi portanti del rilancio. Il risultato del “Tito Minniti” arriva infatti nel pieno di una fase di investimenti sull’intero sistema aeroportuale calabrese, accompagnata da scelte mirate su infrastrutture, promozione e accordi commerciali.

In questo contesto, il ruolo della Regione Calabria e della sua guida è centrale. Gli investimenti e la visione di potenziamento del sistema aeroportuale regionale — fortemente voluti dal presidente Roberto Occhiuto — hanno creato le condizioni affinché l’aeroporto potesse crescere non a colpi di annunci, ma attraverso un percorso misurabile: aumento dell’attrattività, miglioramento della capacità operativa, ampliamenti e interventi strutturali, oltre al consolidamento di politiche di incentivazione delle rotte.

Questo è il cuore del trionfo di Reggio Calabria: la crescita non è soltanto un dato di traffico, ma la certificazione di una nuova credibilità del territorio. Quando uno scalo aumenta così tanto i passeggeri, sta dicendo al mercato che quella destinazione non è difficile da raggiungere; sta dicendo ai tour operator che vale la pena vendere pacchetti; sta dicendo alle imprese che investire in quell’area non significa isolamento; sta dicendo ai cittadini che non è più necessario emigrare anche per partire.

Il dato di Reggio Calabria, inoltre, non è isolato in Calabria. Anche Crotone cresce in modo significativo: Il Sole 24 Ore segnala un incremento ampio, pari a quasi +25% rispetto al 2024. Questa performance è importante perché mostra un secondo elemento: la Calabria non cresce per caso con un solo aeroporto, ma inizia a crescere a sistema, cioè come rete infrastrutturale regionale.
Ed è proprio qui che la dimensione politica e strategica diventa più evidente. In Italia, molte aree restano imprigionate in un circolo vizioso: pochi voli perché pochi passeggeri, e pochi passeggeri perché pochi voli. Reggio Calabria invece ha spezzato questo schema.

L’aumento delle rotte ha creato domanda; la domanda ha generato ulteriore capacità; la maggiore capacità ha rafforzato l’affidabilità e quindi la reputazione dello scalo. È un ciclo virtuoso che oggi si misura con un numero secco e difficilmente contestabile: +66% in un anno, miglior crescita d’Italia.

Guardando al resto della classifica, è interessante notare come gli altri scali in crescita siano realtà con posizionamenti e modelli differenti. Pescara cresce del 35%, segno di un mercato in espansione legato sia al turismo sia alla domanda di collegamenti diretti. Rimini fa segnare +32%, confermando che la ripresa e la riattivazione di alcune direttrici possono incidere molto sugli scali turistici. Trieste arriva a +25%: uno scalo ben gestito, con risultati record e un lavoro continuo sulla qualità dell’offerta.

Eppure, nessuno raggiunge la “verticalità” dell’incremento reggino. Reggio Calabria non sta facendo un semplice passo avanti: sta facendo un salto di livello. In definitiva, i dati pubblicati oggi dal Sole 24 Ore raccontano una storia chiara: nel 2025 l’Italia del trasporto aereo non è fatta solo di Fiumicino e Malpensa, ma anche di territori che, quando vengono messi nelle condizioni giuste, possono crescere con tassi straordinari. Reggio Calabria è l’emblema di questo cambiamento. La Calabria, spesso descritta solo attraverso le sue fragilità, oggi può rivendicare un primato nazionale misurabile, positivo e strategico: lo scalo che cresce di più in Italia è calabrese.

La soddisfazione di Occhiuto

“Davanti ai dati de Il Sole 24 Ore sulla crescita degli aeroporti italiani, la soddisfazione è inevitabile. Andiamo avanti”. E’ quanto afferma il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto.

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