Il maltempo al centro del consiglio regionale della Calabria, Occhiuto: “ci saranno nuovi fondi”. E’ polemica tra maggioranza e opposizione

Occhiuto: "c'è stato un primo stanziamento di 100 milioni di euro per i lavori di somma urgenza che stiamo realizzando in questi giorni, sono 33 milioni a regione. Poi è prevista una puntuale ricognizione dei danni e la copertura dei danni con un nuovo provvedimento"

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  • Consiglio regionale Calabria
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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“La memoria non è un esercizio rivolto al passato, ma un impegno per il presente. Oggi, nella Giornata della Memoria, ricordiamo le vittime della Shoah e di ogni persecuzione basata sull’odio e sulla discriminazione, e rinnoviamo il nostro dovere di educare, soprattutto le giovani generazioni, al rispetto della dignità umana”. È quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, aprendo i lavori dell’Aula riunita oggi. Nel suo intervento introduttivo, il Presidente ha richiamato il ruolo delle istituzioni nella difesa dei valori democratici e nel contrasto a ogni forma di odio e intolleranza.

“No all’antisemitismo”

“Da quest’Aula vogliamo affermare con chiarezza che ogni forma di antisemitismo, razzismo e odio non trova spazio nelle nostre comunità. Il nostro impegno, come Consiglio regionale della Calabria, è tradurre la memoria in scelte concrete e responsabili a tutela della dignità della persona, della libertà e della democrazia”.

Maltempo

Cirillo ha quindi collegato il richiamo alla Memoria alla responsabilità civile nei confronti dell’attualità che vive la Calabria. “Allo stesso modo, il nostro impegno civile ci chiede oggi di rivolgere un pensiero alle comunità calabresi duramente colpite dalla violenta ondata di maltempo dei giorni scorsi. Ai cittadini, ai sindaci e agli amministratori locali che con coraggio stanno affrontando danni e disagi esprimo la piena vicinanza mia e di questa Assemblea”, evidenzia. Il Presidente ha evidenziato il lavoro congiunto svolto in queste ore tra i diversi livelli istituzionali. “Si è attivata una forte sinergia istituzionale, che ha visto il coinvolgimento costante degli amministratori locali, della deputazione calabrese e della Regione, e che ha portato il Governo a riconoscere lo stato di emergenza”, rimarca Cirillo. In conclusione, l’appello alla responsabilità condivisa. “È nostro compito, di tutti, stare accanto ai territori e alle comunità colpite perché nessuno venga lasciato solo“, conclude Cirillo.

“Primo stanziamento poi ce ne saranno altri”

Dopo le comunicazioni del presidente Cirillo, è il presidente della Giunta Regionale, Roberto Occhiuto, è intervenuto sulla questione maltempo: “c’è stato un primo stanziamento di 100 milioni di euro per i lavori di somma urgenza che stiamo realizzando in questi giorni, sono 33 milioni a regione. Poi è prevista una puntuale ricognizione dei danni e la copertura dei danni con un nuovo provvedimento”.  Occhiuto ha poi aggiunto di aver chiesto al Governo nazionale di approfondire la possibilità di chiedere qualche deroga all’Europa rispetto alle scadenze delle concessioni demaniali.

Falcomatà: “in Consiglio dei Ministri la montagna ha partorito il topolino”

“Sugli stanziamenti del Consiglio dei Ministri, che hanno previsto un fondo di appena 33 milioni di euro per l’intera Calabria, a fronte di stime di danni per centinaia di milioni di euro, è evidente che siamo di fronte alla classica montagna che ha partorito il topolino. Noi siamo un paese che ogni anno inserisce all’interno della legge di bilancio circa trentacinque miliardi di spese militari. Siamo quello stesso paese che per finanziare gli oltre tre miliardi e mezzo per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, che sono anche un’ottima cosa, è andato ad attingere finanche al fondo per le vittime di mafia. In questo contesto il Consiglio dei Ministri di ieri ha previsto un investimento minimo per le comunità colpite dal ciclone Harry. Rispetto alle spese militari e agli armamenti il rapporto è di uno a cento. Cento per le armi e uno per la sicurezza dei cittadini del Mezzogiorno, per la messa in sicurezza dei nostri territori, per le attività balneari che sul nostro splendido litorale generano economia, turismo e occupazione”. Lo ha affermato a Palazzo Campanella il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà, intervenendo in aula durante il dibattito sull’emergenza maltempo che negli ultimi giorni ha colpito le coste dello Jonio calabrese ed delle altre regioni meridionali.

“Mi avrebbe fatto molto piacere – ha aggiunto Falcomatà – vedere a fianco al Presidente Occhiuto, accanto al Ministro Musumeci e ai nostri sindaci in fascia tricolore, anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esattamente come avvenuto dopo l’alluvione in Emilia Romagna, dove si è messa gli stivali ed è andata in mezzo al fango. Mi viene da pensare che probabilmente questo non sia accaduto perché la Presidente non ha ritenuto necessario venire in Calabria o in Sicilia, visto che queste due regioni sono del suo stesso colore politico”.

“Io sono convinto che il Consiglio regionale debba sempre essere il luogo della proposta – ha affermato ancora Falcomatà – e credo in un atteggiamento ambizioso e propositivo. Ritengo giusto lavorare sulla protezione e sul ripascimento delle nostre coste, per evitare che l’onda e che il mare arrivi con quella forza con cui è arrivato in quest’ultima alluvione. Per farlo serve ad esempio colmare una grave lacuna legislativa della nostra Regione, ovvero l’assenza di una legge sull’estrazione per il materiale all’interno delle fiumare. Una legge – ha concluso il Consigliere dem – che consentirebbe non soltanto di avere maggiore risorse per mettere in sicurezza il territorio, ma che consentirebbe anche di dare ossigeno all’economia locale. Su questo noi ci siamo, su questo siamo pronti a lavorare”. 

E’ polemica tra maggioranza ed opposizione

Tra accuse di strumentalizzazione del maltempo a “fini politici”, la polemica sui “pochissimi fondi stanziati” e la critica sul “mancato arrivo in Calabria del premier Giorgia Meloni”, ci sono stati vari botta e risposta tra i consiglieri di maggioranza ed opposizione. Duri gli interventi di Alecci, Falcomatà, Greco e Scutellà che si sono scagliati contro “il governo regionale che non non è riuscito a far valere le proprie ragioni con un governo dello stesso colore”. Hanno, invece, difeso l’operato della giunta il vicepresidente Mancuso, Polimeni e Iiriti: “dovremmo stare tutti uniti, quello che è successo è pesante, serve unità e non polemiche”.

L’intervento di Iiriti

“Trovo assurdo ascoltare strumentalizzazioni di fronte a una tragedia di questa portata – ha dichiarato il consigliere Iiriti – soprattutto quando si arriva a rappresentazioni che non rendono giustizia alla realtà”. Iiriti ha rivendicato la presenza concreta delle istituzioni sui territori colpiti, ricordando la visita del 25 scorso insieme al Ministro Nello Musumeci, ai Sottosegretari Wanda Ferro e Luigi Sbarra e al presidente Roberto Occhiuto e ad altri rappresentanti del Parlamento. Una presenza massiccia che dà garanzie – ha spiegato – e dimostra una politica non solo istituzionale, ma anche operativa”.

Sui fondi annunciati, il consigliere ha ribadito che i 33 milioni di euro rappresentano solo una prima tranche, destinata alle somme urgenze e agli interventi di messa in sicurezza, e ha sottolineato la rapidità dell’iter per la richiesta dello stato di calamità. “L’obiettivo principale era l’incolumità dei cittadini, ed è stato raggiunto grazie a una rete istituzionale efficace”, ha affermato. Infine, l’appello all’unità: “da questo evento drammatico dobbiamo trarre insegnamenti importanti. Serve fare fronte comune e lavorare insieme per progetti di sistema, correggendo errori del passato”. Un messaggio di fiducia rivolto ai calabresi, definiti “un popolo orgoglioso, come il giunco che si piega ma non si spezza”.

Bruno: “non basta l’emergenza, servono prevenzione e risorse strutturali”

“Il ciclone Harry, che ha colpito duramente l’area jonica, in particolare il Catanzarese e il basso Reggino – dal quartiere marinaro di Catanzaro a Simeri Crichi, da Squillace a Davoli fino a Montepaone e Sellia Marina, solo per citare qualche esempio – ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione che ha messo in ginocchio intere comunità e, soprattutto, tante piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che rappresentano l’ossatura economica e sociale di questi territori”. Lo afferma Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, intervenendo sulla grave emergenza che sta interessando vaste aree della Calabria e rinnovando la vicinanza alle comunità che sono state seriamente danneggiate dal maltempo della scorsa settimana.

“I danni sono enormi. I 300 milioni di euro stimati dal presidente Occhiuto rappresentano una prima valutazione, necessaria per avviare la ricostruzione. Ma i 33 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei Ministri per la Calabria, dei cento milioni complessivi messi a disposizione, con tutta probabilità non saranno sufficienti. Devono ancora arrivare, infatti, le relazioni definitive dei Comuni e, soprattutto, delle Province. Il sistema viario provinciale, in particolare quello della provincia di Catanzaro, è oggi in condizioni drammatiche: non c’è una sola strada nelle aree interne, in particolare, che possa essere considerata davvero sicura e pienamente percorribile”, rimarca.

Prevenzione

Da qui l’appello a un’assunzione di responsabilità collettiva: “non possiamo continuare a occuparci di dissesto idrogeologico solo quando arrivano le alluvioni. La prevenzione va fatta prima, non dopo l’ennesima emergenza, e va fatta adesso, senza aspettare il prossimo disastro”.

Bruno richiama anche gli strumenti già disponibili: “esistono masterplan e strumenti di pianificazione che da anni evidenziano le criticità del territorio. Negli ultimi dieci anni si è intervenuti, ma in modo insufficiente. Molte opere sono state avviate, altre finanziate, ma serve uno sforzo ulteriore e condiviso. È necessario che tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio individuino alcune priorità comuni per affrontare seriamente la prevenzione del dissesto idrogeologico”.

“Serve un cambio di passo”

“Non possiamo continuare a definire “straordinarie” piogge che sono ormai eventi normali della stagione invernale e che, ogni volta, per la Calabria diventano una catastrofe – prosegue –. Serve un cambio di passo deciso, serve che il Governo si faccia carico della situazione e che questo Consiglio abbia la forza di pretendere interventi strutturali, affinché i cittadini calabresi non debbano più piangere danni evitabili”.

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