Mercoledì 21 gennaio, sul canale YouTube del Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, sarà possibile assistere alla conversazione sul tema “443 a.C. : trattato tra Reggio ed Atene”. L’incontro viene organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, registra la presenza del Presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello.
Nelle sale espositive del British Museum di Londra, nella sezione dedicata all’antica Grecia vi è un’importante testimonianza storica che riguarda la Città dello Stretto. Si tratta di un’iscrizione che testimonia la stipula di un trattato di alleanza fra gli Ateniesi e i Reggini. Venne rinvenuta nel 1816 sull’Acropoli di Atene ed è oggi conservata presso il British Museum di Londra, nella collezione dei Marmi intitolata a Lord Elgin, il nobile diplomatico inglese vissuto tra la seconda metà del settecento e la prima metà dell’ottocento, celebre per aver condotto le sculture di marmo dell’acropoli ateniese nel Regno Unito.
Il testo sul manufatto è scritto in attico, una delle varietà dialettali dell’antica lingua ellenica, secondo il sistema di scrittura dell’età classica greca noto come “stoichedon”. Un sistema che consisteva nell’incidere le lettere di un’epigrafe esattamente una sotto l’altra, in modo che le linee della scrittura venissero ad avere un uguale numero di lettere, e tutta l’iscrizione assumesse un aspetto ordinato e simmetrico. Era uno stile in voga negli scritti ufficiali ateniesi del V e del IV secolo a.C. e lo si usava nei proclami statali. L’arco di tempo tra il 433 ed il 413 a.C. , registra la massima potenza militare in Atene.
Pericle, figura centrale e punto di riferimento sia militare che politico nel periodo che interessò la Polis ateniese, stipulò un’alleanza con Reggio e Leontio. Tali linee programmatiche avevano lo scopo di assicurare all’Attica i rifornimenti di grano e di conquistare Siracusa e la Sicilia. Reggio era all’epoca una delle potenze della Magna Grecia e del trattato fra le due città si è trovato il testo sull’acropoli di Atene. Inoltre l’ambasciatore reggino Sileno figlio di Foco morì durante l’ambasceria e fu sepolto con onori di Stato ad Atene, dove se n’è trovata la tomba. Tuttavia quando nel 415 a.C. Atene invase la Sicilia per conquistare Siracusa, alleata di Locri e nemica di Reggio, i reggini furono prudenti nell’ospitare fuori della città l’immensa armata attica. E fecero bene, perché Alcibiade, comandante dell’armata ateniese, passò agli Spartani che soccorsero Siracusa: gli Ateniesi finirono prigionieri nelle Latomie e i siracusani salvarono solo quelli che sapevano recitare le tragedie di Euripide.
La spedizione ateniese ebbe conseguenze culturali in Magna Grecia, dove Medma (Rosarno), resasi indipendente da Locri e alleatasi con Atene, produsse una serie di altari di terracotta con scene delle tragedie ateniesi appena rappresentate. La fine della potenza ateniese non segnò la fine della sua eredità per la civiltà, acquisto per l’eternità, come la definì lo storico Tucidide. La conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da mercoledì 21 gennaio.



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