Gli USA non hanno invaso un “paese sovrano”. Il Venezuela e quel legame con l’Iran dietro la cattura di Maduro

Il Venezuela e il legame con l'Iran in chiave anti-americana. La riflessione del giornalista Mariano Giustino, esperto del Medio Oriente, che spiega il perchè dell'operazione militare americana contro uno stato che ha perso il suo status di "sovrano" da tempo

L’operazione militare condotta dagli USA in Venezuela, mirata a destituire e catturare il dittatore Nicolas Maduro, sul quale pendono accuse legate, tra le tante, a terrorismo e narcotraffico, ha fatto urlare la sinistra allo scandalo. Secondo PD e affiliati, Trump ha attaccato e invaso un Paese sovrano, al pari di quanto Putin ha fatto con l’Ucraina, senza alcun motivo legittimo.

In realtà, l’azione degli USA non è né un atto di follia, né un’invasione in stile Russia. I motivi li ha spiegati in un post social il giornalista Mariano Giustino, corrispondente dal Medio Oriente. Cosa c’entra quella zona del mondo con il Venezuela? Parecchio, c’entra parecchio. E gli USA lo sanno bene.

Sento dire che gli Usa avrebbero invaso un paese sovrano, ma di quale paese sovrano parlate? Il Venezuela? Il Venezuela ha perso da tempo lo status di paese sovrano. Mi chiedo, davvero, dove avete studiato, in quale accademia? – ha dichiarato Giustino – Trump non ha invaso alcun paese. Piuttosto è la Repubblica islamica iraniana che ha invaso da circa vent’anni il Venezuela. Studiate e informatevi bene prima di affermare stupidaggini.

Non è un caso se l’attacco Usa al Venezuela e l’arresto di Maduro sia avvenuto oggi, 3 Gennaio, nel giorno del sesto anniversario dell’uccisione di Qasem Soleimani. È anche un messaggio rivolto a Khamenei e alla Repubblica islamica altro “stato canaglia”. Il Venezuela è finito col diventare il paese che ha i più stretti legami con l’Iran e che ha fornito rifugio sicuro a pasdaran e Hezbollah. Spazio franco per criminali: un’area sovrana che fornisce copertura e sostegno a reti terroristiche, mafiose e finanziarie globali e si comprende bene perché gli Usa vedono il regime di Maduro come una minaccia da estirpare.

“Hezbollah Venezuela. La santa alleanza fra jihadismo e chavismo, contro Usa e Israele. Un rapporto ormai ventennale fra la visione della Repubblica bolivariana del Venezuela e della Repubblica Islamica dell’Iran, che resiste ancora oggi con i regimi di Maduro e Khamenei, e ritrova linfa ai tempi di Trump, in una convergenza ibrida tra terrorismo, narcotraffico e strategia politica.

Fu proprio sotto la guida di Chávez che le relazioni tra Venezuela e Iran si intensificarono, soprattutto con la presidenza di Mahmud Ahmadinejad nel 2005. Il Venezuela è finito col diventare il paese che ha i più stretti legami con l’Iran e che ha fornito rifugio sicuro a pasdaran ed Hezbollah.

Teheran è impegnata in un massiccio investimento a Caracas che oscilla tra i 5 e i 7 miliardi di dollari. L’asse Teheran-Caracas si è cementato con la retorica antiamericana e col ruolo della diaspora sciita in America Latina che ha assunto un peso economico notevolissimo. Le strette relazioni tra Caracas e Teheran non sono una novità Sappiamo che da circa quindici anni i pasdaran stanno comprando intere aree di terreno nel Venezuela. Queste aree sono gestite da Hezbollah e dai guardiani della rivoluzione.

Hezbollah utilizza una vasta rete di facilitatori globali, in particolare nella regione sudamericana, per rendere possibili le sue attività in tutto il mondo. La presenza di Hezbollah in America Latina ha radici lontane e risale al 1980, quando l’organizzazione iniziò a spedire agenti nella regione sudamericana per usarla per la raccolta fondi, riciclaggio, reclutamento, addestramento e per altre attività collegate al terrorismo, quali traffico di droga e di armi.

Il Venezuela è diventato un spazio franco per criminali: un’area sovrana che fornisce copertura e sostegno a reti terroristiche, mafiose e finanziarie globali e si comprende bene perché gli Usa vedono il regime di Maduro come una minaccia da estirpare“.