“Che si nasca in Afghanistan, in Iran o nel democratico Occidente, la strada verso i diritti delle donne è ancora lunga. L’istruzione resta la linfa della democrazia, della parità e della libertà: ciò che accende coscienza, dignità e futuro. È una conquista quotidiana, da proteggere e rendere accessibile a tutte e a tutti”. Queste parole sono dell’europarlamentare reggino Giusi Princi. Le ha scritte in accompagnamento a un video, da lei pubblicato sui social, riguardante il suo intervento al Parlamento Europeo. L’argomento è quello dei diritti delle donne.
“C’è un confine – ha esordito in Aula – che misura la salute di una democrazia. È lo spazio riconosciuto alle donne nello studio, nella parola, nel potere. In Afghanistan si cancella per decreto, in Iran la libertà diventa condanna. E la stessa logica, quando il potere ha paura, comincia dal controllo delle donne. Cambiano i contesti, ma alcuni retaggi resistono anche in Occidente. Una donna che ha paura di tornare a casa, un salario più basso, una leadership che resta un’eccezione. Non ci vietano di esserci, ci lasciano i margini, ci pagano meno, ci fermano fuori dai ruoli di comando”.
“Così una democrazia arretra in silenzio senza rumore. Per questo l’infrastruttura più rivoluzionaria è l’istruzione delle ragazze, la voce che rompe quel silenzio, perché la libertà non è astratta, è una vita che non deve chiedere permesso, è una responsabilità che non possiamo evitare” ha aggiunto e concluso evidenziando come, per combattere questa mentalità, l’arma migliore sia l’istruzione.


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