“Non conosco le carte del processo di Crans Montana ma penso a quella che è stata la reazione di molta parte dell’opinione pubblica e dei politici italiani, coloro i quali dicono di essere garantisti, coloro i quali affermano di voler arrivare a un sistema in cui la misura cautelare nella fase delle indagini rappresenti un’eccezione, oggi sono particolarmente attivi nello stigmatizzare il comportamento dell’autorità elvetica. Un controllo politico sull’attività del pubblico ministero mi preoccupa veramente tanto, perché questo è il tipico caso in cui, per ragioni varie, il potere politico può volere tutelare certi interessi rispetto alla giustizia. Però devo dire che la reazione di molti politici italiani mi sembra contraddittoria. Da una parte dicono che la custodia cautelare va limitata, anzi abrogata, cioè che in carcere devono andare soltanto i condannati, e però dall’altra parte tutti prendono la parola per scandalizzarsi rispetto al provvedimento del giudice elvetico“. Lo ha dichiarato il pm Nino Di Matteo, sostituto procuratore presso la Direzione investigativa antimafia, intervistato da Klaus Davi per il talk KlausCondicio in onda su Youtube.
Crans Montana, Di Matteo: “i politici dicono di essere garantisti ma poi attaccano i magistrati elvetici”
Il magistrato critica le reazioni dei politici italiani sul caso elvetico: “dicono di essere garantisti, ma si scandalizzano per decisioni dei giudici”


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