“Harry è passato e nell’ultima sua onda ha lasciato agli amministratori e ai cittadini di ogni luogo un bigliettino: l’inverno non arriva all’improvviso. Tutti sanno anticipatamente che fa parte delle quattro stagioni”. Questa la riflessione di Vincenzo Malacrinò. “Dunque l’uomo, essere pensante, così come ogni amministratore d’Italia e del mondo, dovrebbe sapere che ha tre stagioni per pensare, progettare ed agire. Tre stagioni, dunque nove mesi per fare prevenzione, che significa agire preventivamente. Dunque prima, e non durante l’emergenza. Ed Harry ricorda che tra le calamità non c’è solo lui che arriva dal mare. Qualcuno potrebbe dire: “Ma Harry chi lo poteva fermare con la furia delle sue onde?”. Certamente vero, ma è altrettanto vero che per anni ed anni le coste sono state abbandonate”, rimarca Malacrinò.
“Non esiste solo il ciclone Harry”
“Non esiste solo Harry: esistono i terremoti, le frane, le esondazioni delle fiumare, gli alberi che minacciano l’incolumità pubblica perché lasciati crescere per anni lungo le strade e molto altro ancora. Eppure, nonostante questa evidenza, in molti luoghi ciò che si sarebbe dovuto fare prima si è fatto solo durante l’arrivo del caro Harry. Altro che piani di Protezione Civile! Se non fosse stato, invece, per i piani di Protezione Divina, forse oggi i danni sarebbero stati molti di più. In emergenza, infatti, si può fare ben poco. Anzi, pochissimo! Ed Harry riflette su come siano combinati gli umani. Lui, che è forza della natura senza pensiero, non comprende l’irrazionalità di chi ha il pensiero. Non capisce perché chi è dotato di ragionamento tralasci la prevenzione senza fare nessuna considerazione. Rinvia tutto a dopo“, rimarca Malacrinò.
Incuria
“Anni ed anni che gli alvei delle fiumare non vengono puliti, anni ed anni che le cunette rimangono piene di detriti, anni ed anni che i pozzetti non vengono scoperchiati. Anni ed anni che i pendii non vengono consolidati. Anni ed anni che le coste vengono lasciate nude davanti alla furia delle mareggiate. Anni ed anni che i boschi non vengono curati. Anni ed anni che gli edifici rimangono fragili, ignorando la forza del terremoto. Anni ed anni per molte altre cose ancora“, puntualizza Malacrinò.
Prevenzione
“Eppure di “prevenzione” sono pieni i convegni e le tavole rotonde, dove ognuno cerca il primo posto per farsi una mezza sfilata. Dopo, davanti all’emergenza, si corre ai ripari cercando di fare ciò che prima non si è mai fatto. Così si puliscono le strade, le fiumare, le cunette e le vie. Si mettono al riparo le coste, si tagliano alberi pericolanti e molto altro ancora. Tutto questo non a marzo, aprile, maggio o giugno. Neppure ad agosto, ma giustamente d’inverno e solo perché è arrivato Harry. Altrimenti tutto poteva restare come prima, così come per anni ed anni è stato. Harry è passato. Ringraziamo a Dio”, sottolinea Malacrinò,


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