Si è riunito oggi, nell’Aula “Francesco Fortugno” di Palazzo Campanella, il Consiglio regionale della Calabria, che ha approvato all’unanimità la proposta di legge regionale recante “Disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali”. Ad inizio lavori, nel dichiarare aperta la seduta, il presidente del Consiglio regionale ha espresso, a nome dell’intera assemblea, sentimenti di cordoglio nei confronti del vicepresidente della Giunta, Filippo Mancuso. Ha invitato quindi l’Aula a osservare un minuto di silenzio in memoria delle giovani vittime della tragedia di Crans-Montana, in Svizzera.
Cirillo ha illustrato l’ordine del giorno
Si è dunque passati all’ordine del giorno. Il provvedimento, illustrato in Aula dal Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, primo firmatario della proposta di legge, introduce misure straordinarie e temporanee finalizzate a salvaguardare la stabilità del Servizio sanitario regionale, in una fase ancora segnata da una grave carenza di personale medico, soprattutto nei presidi delle aree interne e nei reparti maggiormente esposti a criticità d’organico.
“Garantire i Lea”
Nel corso della relazione, il presidente Cirillo ha evidenziato come l’intervento legislativo si renda necessario per garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e tutelare il diritto costituzionale alla salute, evitando il rischio di interruzioni nei servizi pubblici essenziali. Pur a fronte dei passi avanti compiuti nel processo di riorganizzazione della sanità calabrese, permane infatti una difficoltà strutturale nel reperimento di personale medico qualificato attraverso le ordinarie procedure concorsuali.
In attesa del completamento dei piani di assunzione a tempo indeterminato, la legge prevede il ricorso a strumenti flessibili che consentano di reinserire nel sistema sanitario competenze professionali già consolidate, disciplinando il conferimento di incarichi libero-professionali a medici collocati in quiescenza. Tali figure rappresentano una risorsa immediatamente disponibile per sostenere i reparti in sofferenza.
Il testo individua in modo puntuale gli ambiti prioritari di intervento, nei quali è necessario garantire la continuità assistenziale, tra cui: pronto soccorso e medicina d’urgenza, anestesia e rianimazione, medicina interna, chirurgia generale, continuità assistenziale e servizi territoriali. Gli incarichi possono essere conferiti a medici in possesso di idoneità psico-fisica e che non abbiano riportato sanzioni disciplinari gravi negli ultimi cinque anni di servizio. La durata degli incarichi è fissata in un massimo di 12 mesi, rinnovabili una sola volta in presenza di comprovata necessità.
Sistema di monitoraggio
La legge introduce inoltre un rigoroso sistema di monitoraggio, prevedendo che le Aziende sanitarie trasmettano alla Regione una relazione dettagliata sugli incarichi conferiti, mentre la Giunta regionale è tenuta a informare annualmente il Consiglio sullo stato di attuazione della normativa. Sotto il profilo finanziario, il provvedimento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, poiché la copertura è assicurata dalle risorse già stanziate nei bilanci delle singole Aziende del Servizio sanitario regionale.
“Misura di responsabilità”
“Si tratta di una misura di responsabilità – ha affermato Cirillo a margine dei lavori – che consente di dare una risposta immediata alle criticità del sistema sanitario regionale, nelle more del completamento dei piani di assunzione e in coerenza con il percorso normativo nazionale”. Il Presidente del Consiglio regionale ha richiamato il valore della leale collaborazione istituzionale, sottolineando come il provvedimento si inserisca “in un quadro condiviso con la Giunta regionale guidata dal Presidente e Commissario alla Sanità Roberto Occhiuto e la rappresentanza parlamentare calabrese, a partire dell’onorevole Francesco Cannizzaro”.
“Importante l’approvazione all’unanimità”
“L’approvazione all’unanimità di questo provvedimento – afferma il Presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo – assume un significato politico e istituzionale di particolare rilievo. È la dimostrazione del senso di responsabilità espresso dall’intera Assemblea, capace di superare le legittime differenze per compattarsi su un tema che riguarda direttamente la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Il voto unanime rappresenta un segnale chiaro di coesione istituzionale e di attenzione concreta verso la Calabria e i suoi territori. Per questo ringrazio tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza, per il contributo responsabile offerto. Quando sono in gioco gli interessi della collettività, la politica è chiamata a dare risposte unitarie: oggi il Consiglio regionale ha dimostrato di saperlo fare”.
Mattiani: “evitare strumentalizzazioni”
Giuseppe Mattiani, consigliere regionale della Lega, ha sottolineato: “questo provvedimento sulla sanità è necessario che colma una dimenticanza del governo centrale. Noi ci stiamo comportando con responsabilità e sono soddisfatto del fatto che anche la minoranza voti a favore. Chiedo a tutti, però, di evitare le strumentalizzazioni”, conclude Mattiani.
Falcomatà: “che fine ha fatto la facoltà di medicina a Reggio Calabria?”
“Per altri due anni il sistema sanitario calabrese sarà costretto a procedere con interventi tampone, chiedendo aiuto a dei valorosi medici in pensione per provare a riparare gli enormi buchi prodotti dall’assenza di un vero management e dall’assoluta mancanza di cooperazione fra le diverse aziende del territorio, mentre ancora tarda ad arrivare la fine del commissariamento e nulla si conosce in merito all’esito ed al risultato del Piano di rientro e del Piano operativo“. Così, Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del Pd, liquida il dibattito in aula, a Palazzo Campanella, riunita d’urgenza proprio per approvare il provvedimento che vorrebbe riportare nelle corsie ospedaliere medici in quiescenza così da sopperire alla grave crisi della Sanità regionale. Un confronto, secondo l’esponente del Pd, in cui “si è assistito ad una sequela di bugie, omissioni e patetici tentativi del centrodestra di arrampicarsi sugli specchi”.
“Qualcuno – ha detto Falcomatà – dovrebbe spiegare perché una manina ha tolto questo provvedimento dal decreto Milleproroghe, il luogo naturale dove vengono approvati, di default, tutti gli atti in scadenza il 31 dicembre di ogni anno». Falcomatà ha alzato il tiro analizzando la relazione introduttiva alla legge in discussione dove mancano i dati sulla copertura degli organici: «Senza questi numeri facciamo un dibattito sul nulla“. Ed ancora, rivolto alla presidenza, ha aggiunto: “Perché non ci dite a che punto sono i Piani assunzionali delle singole Aziende sanitarie? Perché il Piano assunzionale del Gom di Reggio Calabria giace, da mesi, al dipartimento e non è stato ancora autorizzato? In questo modo, dovremo andare a richiamare anche medici in pensione da ormai 10 anni. E’ questa – si domanda ancora – la ragione del depauperamento progressivo degli ospedali spoke al quale stiamo assistendo?”.
Nella stessa relazione, poi, si legge che “siamo di fronte ad una fase di profonda riorganizzazione della sanità“. Da qui altri interrogativi: “Quanto dura questa fase? Quanto è profonda? Siete al governo della Regione da 6 anni, da 20 negli ultimi 30. In cosa consiste questa riorganizzazione visto che le Aziende sanitarie e gli ospedali Spoke non dialogano tra loro e si fa leva, sempre e soltanto, sull’etica e sul senso di responsabilità di medici e infermieri”.
“Di recente – ha proseguito Giuseppe Falcomatà – è stato finalmente pubblicato il bando per l’individuazione dei direttori generali delle Aziende sanitarie. Perché soltanto adesso? Perché il precedente non ha prodotto alcun effetto? Siamo andati avanti di proroga in proroga con la designazione dei commissari che, senza alcun orizzonte temporale per la condizione di precarietà del loro ruolo, non hanno potuto programmare con serietà e autorevolezza». Un altro appunto è sul passaggio che individua l’attuazione di un “rigoroso sistema di controllo”: «Spero sia un refuso, altrimenti vorrebbe dire che, fino ad oggi, non c’è stato alcun rigore. E’ mai possibile?”.
La verità, per il consigliere del Pd, è un’altra: “Manca un management della sanità regionale, manca un sistema sanitario regionale che faccia cooperare le diverse aziende. La fondazione Gimbe – ha ricordato il consigliere Pd – ci dice che, ancora una volta, la Calabria non ha raggiunto il mantenimento dei Lea nei settori della prevenzione, nell’assistenza distrettuale e quella ospedaliera. Ed al pronto soccorso del Gom, qualche giorno fa, un paziente è rimasto in attesa per 2 giorni attaccato ad una flebo piantata al muro con dello scotch vista l’assenza degli appositi sostegni per la terapia endovenosa. Questa è la fotografia dello stato di salute degli ospedali e di un Pronto Soccorso ingolfato anche per i problemi dei presidi di Polistena e Locri, dove fanno bene i cittadini a protestare e dove il Tribunale dei diritti del malato fa benissimo a lanciare input preziosi su incentivi a medici, alloggi per il personale e la mobilità verso sedi disagiate”. Sulla modifica del Contratto nazionale di settore, ancora, Giuseppe Falcomatà ha incalzato il Governo che “può modificarlo sedendosi con le parti sociali e le categorie interessate”. L’ex sindaco chiede: “che fine ha fatto la facoltà di medicina a Reggio Calabria?”.
Infine, Giuseppe Falcomatà ha riportato una “buona notizia”: “Ben 16 mila cittadini sono stati richiamati per delle visite urgenti e di controllo, anticipando i tempi di attesa rispetto a quanto previsto. E’ una notizia ottima che, però, arriva dalla Regione Puglia ed è il primo provvedimento preso dal presidente Antonio Decaro, cui vanno i nostri auguri di buon lavoro”.
L’intervento di Giannetta
Il consigliere Domenico Giannetta di Forza Italia concorda sul fatto che “la proposta abbia carattere di urgenza e che sia conseguenza di senso di responsabilità istituzionale, ma non per questo si rinuncia a dare una svolta dal punto di vista strutturale. Passi in avanti con la gestione Occhiuto ce ne sono stati ma non bisogna negarsi l’impossibilità di incidere in alcuni settori quale, ad esempio, il reperimento di personale. La proposta è scaturita da una istanza popolare del territorio di Polistena a garanzia del funzionamento dell’ospedale. Il senso di responsabilità impone di evitare strumentalizzazioni”.
Le parole di Alecci
Il capogruppo del Pd, Ernesto Alecci, ha affermato: “non si può pensare che la sanità calabrese non funzioni solo per la carenza di medici, Abbiamo una strumentazione obsoleta. Da anni il presidente Occhiuto parlava di urgenza e prometteva un cambio di passo che, di fatto, non c’è stato”.
L’intervento di Scutellà
Interviene il consigliere Elisa Scutellà del Movimento 5 Stelle: “il provvedimento è la conseguenza di una situazione tragica dell’ospedale di Polistena, ma che non è la sola e l’iniziativa tampone di oggi non può rappresentare la soluzione: serve un piano strutturale. E’ inaccettabile che il diritto alla sanità in Calabria dipenda dal luogo di residenza, ricorda a tal uopo i cittadini deceduti per mancato soccorso”.
“Grazie al presidente Occhiuto per il lavoro che svolge”
Interviene il consigliere Riccardo Rosa di Noi Moderati che annuncia “il voto a favore del gruppo. Ringrazio il presidente Occhiuto per il lavoro fatto e per le difficoltà quotidianamente affrontate. Comprensibile il voto a favore, non altrettanto comprensibile la narrazione che si fa della sanità della minoranza”.
L’intervento di Laghi
Il consigliere regionale, Ferdinando Laghi, ha evidenziato: “ci troviamo nell’ennesimo momento delicato per la sanità. Ho votato a favore della legge: è un provvedimento tampone ma è necessario per non creare problemi ai nostri ospedali. Io credo che la programmazione per il futuro è il fulcro se vogliamo migliorare la situazione”, rimarca Laghi.
“La sanità è il tema più sentito dalla cittadinanza”
Interviene il consigliere Giuseppe Ranuccio del Partito Democratico: “finalmente si parla di sanità, il tema più sentito dalla cittadinanza. Duole che si parli di questo tema solo in caso di emergenza. Si cerca di correre ai ripari dopo aver sottovalutato la gravità della situazione”.
Bruno: “servono scelte serie, non provvedimenti emergenziali”
“Non è populismo denunciare ciò che i dati ufficiali certificano. Non lo diciamo noi che la sanità calabrese non funziona: lo affermano i sindacati, gli organismi di controllo, il Piano nazionale esiti di Agenas. Continuare a raccontare una sanità che non esiste significa negare i bisogni reali dei cittadini”. Ad affermarlo è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenendo in Aula nel corso della discussione sulla proposta di legge finalizzata a garantire la continuità dei servizi sanitari regionali.
“Se oggi il Consiglio regionale si occupa di sanità è grazie alla mobilitazione dei comitati e dei cittadini di Polistena, che hanno avuto il merito di riportare all’attenzione pubblica una condizione ormai insostenibile», ha evidenziato in apertura. Bruno ha poi voluto richiamare con forza anche l’attenzione su Catanzaro e sulla vicenda della clinica Sant’Anna Hospital. Nel capoluogo – sottolinea – esisteva una struttura di eccellenza come Villa Sant’Anna, punto di riferimento nazionale nel campo della senologia. Oggi quella realtà non c’è più. Ci sono imprenditori disponibili a investire per restituire alla città una struttura adeguata, consapevoli della tradizione e delle competenze che Catanzaro ha espresso per anni in questo settore”.
“Chiediamo alle istituzioni regionali – ha aggiunto – di dare attenzione a questa vicenda, di ascoltare chi vuole investire e di rispettare una città che ha rappresentato un presidio fondamentale nella cura e nella prevenzione. Il gruppo Tridico Presidente resta disponibile a qualsiasi confronto costruttivo, nella consapevolezza che la sanità calabrese ha bisogno di scelte serie, coraggiose e strutturali, non di soluzioni tampone”.
Bruno ha quindi ricordato come “per anni, alle richieste di discutere in Consiglio regionale di sanità, si sia risposto che non era possibile. Oggi, invece, ci troviamo a parlarne perché un’emergenza è esplosa con forza, rendendo impossibile continuare a voltarsi dall’altra parte”. Sul piano delle competenze istituzionali, il capogruppo Bruno ha richiamato una pronuncia chiara della Corte costituzionale. “La sentenza n. 20 del 14 febbraio 2023 chiarisce senza ambiguità che, in una regione commissariata, le funzioni attribuite al commissario ad acta devono restare intangibili da qualsiasi interferenza degli organi regionali, anche se esercitata attraverso atti legislativi. Alla luce di questo, l’approvazione di una legge regionale in materia sanitaria appare quantomeno impropria“.
Secondo Bruno, “sarebbe stato forse più utile approvare una mozione di indirizzo rivolta al commissario, affinché adottasse un DCA, come già avvenuto in passato. Anche questa strada, tuttavia, resterebbe in contrasto con una normativa nazionale ancora vigente, che potrebbe essere modificata solo con l’eventuale approvazione di un emendamento in sede di conversione del decreto Milleproroghe”.
“La sanità – ha concluso Bruno, annunciando comunque voto favorevole – non si risolve con norme emergenziali né con annunci. Serve una visione complessiva e un’assunzione di responsabilità collettiva, senza scaricare tutto sul passato o su comodi bersagli politici”.
“Voto a favore”
Il consigliere Filomena Greco di Casa Riformista – Italia Viva, ha puntualizzato: “per senso di responsabilità il mio voto è a favore della legge perché la Calabria non può permettersi la chiusura degli ospedali”.
Succurro: “tanto passi in avanti”
“Il Servizio sanitario della Calabria ha registrato un cambio significativo di passo sotto la guida del presidente e commissario Roberto Occhiuto. Dopo anni di immobilismo e gestione confusa, oggi si sta facendo ordine e si sta indicando una direzione”. Lo ha detto nell’Aula di Palazzo Campanella il consigliere regionale Rosaria Succurro (Occhiuto presidente), durante la seduta odierna del Consiglio regionale. Succurro ha riassunto il lavoro svolto sul piano amministrativo e contabile dalla struttura commissariale e dalla Regione, soffermandosi in particolare sull’approvazione dei bilanci degli anni pregressi delle Asp di Cosenza e di Reggio Calabria.
“Senza conti a posto, non poteva esistere programmazione sanitaria. L’approvazione dei consuntivi – ha detto il consigliere – era indispensabile per dare risposte efficaci e riorganizzare a modo il sistema”. Nel suo intervento, il consiglierr regionale ha anche richiamato il ruolo dell’opposizione in questi anni, sottolineando la distanza tra le criticità denunciate e le proposte effettivamente avanzate.
“La sanità calabrese – secondo Succurro – ha bisogno di responsabilità e impegno oltre misura, non di polemiche a comando e commenti a distanza. Se davvero si vuole dare una mano alla Calabria, si lavori sui contenuti e sulle soluzioni, invece di limitarsi a parlare e a fare propaganda come fa parte del centrosinistra”. Succurro ha quindi parlato del potenziamento dell’offerta sanitaria e formativa, citando l’attivazione del corso di laurea in Medicina all’Università della Calabria e la prospettiva di un altro policlinico universitario, insieme al rientro in regione di professionalità qualificate.
Succurro ha poi discusso del personale sanitario, di nuove assunzioni e di stabilizzazioni e copertura dei turni, ricordando anche il contributo dei medici cubani nella fase più difficile. Succurro ha inoltre evidenziato la possibilità che il Consiglio regionale ha dato ai direttori generali di incaricare medici esterni per garantire la continuità assistenziale nei reparti in cui è necessario. Infine, Succurro ha ricordato gli investimenti in tecnologie e il potenziamento di servizi strategici. “Ora il punto – ha concluso il consigliere regionale – è consolidare questo percorso e portarlo avanti fino in fondo. La Calabria non può permettersi passi indietro”.
L’intervento di Iiriti
“Una legge concreta, operativa e immediatamente utile per garantire continuità assistenziale e tenuta del sistema sanitario regionale”. Il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniela Iiriti commenta così il voto favorevole espresso in Aula sulla norma dedicata alla continuità dei servizi sanitari, sottolineando il valore strategico del provvedimento approvato all’unanimità dall’Assemblea di Palazzo Campanella. “Con questo intervento mettiamo nelle mani delle Aziende sanitarie uno strumento straordinario e temporaneo che consente di rafforzare i reparti più esposti, assicurare la copertura dei turni e tutelare il diritto alla salute dei cittadini, soprattutto nelle aree interne e nei territori più fragili – evidenzia Daniela Iiriti -. La possibilità di utilizzare l’esperienza dei medici in quiescenza, nel rispetto di criteri rigorosi di idoneità e professionalità, rappresenta una risposta immediata alle carenze di organico che ancora pesano sul sistema”.
Il Consigliere inquadra la legge all’interno del percorso di riorganizzazione avviato dalla Regione. “Il risanamento della sanità calabrese è un processo complesso, ereditato in condizioni estremamente critiche: anni di commissariamenti, bilanci assenti, organici ridotti all’osso e pensionamenti non accompagnati da un adeguato ricambio generazionale. Una situazione che ha prodotto emergenze diffuse su tutto il territorio, ed in particolare nella Città Metropolitana di Reggio Calabria, in cui le difficoltà risultano estese, dove «Si è partiti da Polistena, ma le criticità riguardano Gioia Tauro, Locri, Melito Porto Salvo, con quest’ultimo presidio che oggi registra le maggiori sofferenze. Parliamo di ospedali fondamentali per garantire assistenza a intere comunità”, rimarca il consigliere di Fdi.
Daniela Iiriti rivendica l’azione dell’attuale governo regionale. “Il presidente Occhiuto ha dimostrato di saper affrontare le emergenze con scelte coraggiose, come il reclutamento dei medici cubani, che ha evitato la chiusura di reparti e strutture. Oggi proseguiamo su questa linea di responsabilità. La proroga dell’impiego dei medici in quiescenza fino a 72 anni per tutto il 2026, annunciata dal ministro della Salute Orazio Schillaci, rafforza ulteriormente questo percorso”, rimarca. “Difendere la sanità significa difendere i territori, contrastare lo spopolamento e garantire servizi essenziali ai cittadini – conclude la Consigliere Iiriti – come maggioranza continueremo a lavorare per costruire una sanità più stabile, efficiente e attrattiva”.
“Vogliamo uscire dal commissariamento ma a modo nostro”
Nel suo intervento, il presidente della regione Calabria e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto, ha affermato: “voglio ringraziare i consiglieri di maggioranza e minoranza perché la legge è stata votata da tutti. Ringrazio anche l’on. Cannizzaro per l’emendamento al decreto Milleproroghe. Il reclutamento dei medici? E’ difficile in tutta Italia non solo nella nostra regione. Uscire dal commissariamento alla sanità? Assolutamente sì ma alle nostre condizioni”.
Madeo (Pd): “non servono appelli ma strutture all’avanguardia”
“In sede di consiglio abbiamo approvato la proposta di legge che prevede il conferimento di incarichi nelle strutture sanitarie ai medici in quiescenza, oggi l’unica soluzione percorribile ma non certo quella più opportuna. In Calabria mancano medici di medicina generale e professionisti, ma le soluzioni tampone devono lasciare il posto a politiche condotte con metodo e programmazione. Stipendi adeguati, strutture all’avanguardia che possano attrarre figure professionali e la possibilità di lavorare in sicurezza, questi sono gli elementi da cui bisogna ripartire per fare in modo che le ragazze e i ragazzi che si formano nelle nostre università decidano di restare e che i medici da fuori possano pensare di venire a lavorare in Calabria”, è quanto afferma il consigliere regionale, Rosellina Madeo del Pd.
“E a tal proposito, in merito al tema di una sanità più attrattiva e performante, non posso non pensare all’ospedale della Sibaritide. Descritto più volte come polo d’avanguardia, promessa di un nuovo modello di cura e assistenza nonché centro dal quale medici e specialisti dovrebbero essere attratti e motivati a lavorare, mi sembra di capire che sia già vittima di un depotenziamento in atto. E mi riferisco alla medicina nucleare e alla possibilità di avere l’unico ciclotrone programmato in Calabria. E così da grande polo che avrebbe potuto aspirare ad Hub, unico ostacolo il numero dei cittadini che costituiscono il bacino d’utenza, adesso l’ospedale della Sibaritide sembra destinato ad essere un semplice spoke, certamente più moderno, che si limita ad unire quanto già presente al Giannettasio di Rossano e al Compagna di Corigliano“, sottolinea Madeo.
“La sicurezza poi non è di casa in molti dei nostri presidi sanitari. Prendiamo lo Spoke di Corigliano Rossano. Sulla scia della sicurezza si è pensato di allocare, dal momento che ci sono la chirurgia e la rianimazione, l’area calda – quella interventistica – a Rossano e la fredda, quella destinata alle cronicità e alle cure mediche, al Compagna di Corigliano. Da qui l’intenzione di trasferire ostetricia e ginecologia a Rossano. Lavori per adattare il reparto. Un milione e seicento mila euro spesi. Ci sono le stanze rosa e quelle blu. Mancano i medici e le partorienti: in sostanza manca il reparto. Perché? Eppure 1,6 milioni sono bei soldi e, se il neo reparto deve restare fermo così com’è, perché non aver dirottato queste finanze altrove? Ad esempio a Paola, dove il blocco operatorio richiede con urgenza un impianto per il riciclo d’aria in ospedale”, evidenzia Madeo.
“Affinché la rete ospedaliera funzioni, di pari passo deve essere rafforzata la medicina territoriale. Eppure, cronache recenti ci raccontano dell’ex guardia medica di Schiavonea chiusa per tutto il periodo delle feste natalizie e per quella di Villapiana chiusa a tutt’oggi per la maggior parte della settimana. Le postazioni di emergenza territoriale poi sono un vero e proprio miraggio. Pensiamo a Longobucco: né guardia medica ne postazione di emergenza territoriale. Eppure le aree interne, in virtù della conformazione geografica della nostra regione, dovrebbero essere più attenzionate. Quello che è accaduto al signor Antonio Sommario, nella sua corsa disperata verso lo Spoke di Corigliano Rossano per trovare soccorso, è esattamente quello che non vorremmo mai leggere. L’arrivo di un’ambulanza in loco e per tempo avrebbe potuto cambiare la storia. Ecco, vorrei che le famiglie non dovessero più chiedersi cosa sarebbe accaduto se i soccorsi fossero arrivati in tempo. Vorrei che la Calabria si riappropriasse del diritto alla salute”, conclude Madeo.













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