“Dalla Calabria (Rosarno) un modello europeo di integrazione e inclusione”. E’ questo il titolo di un progetto con sede a Bruxelles che parte, però, dalla Calabria, da Rosarno. Progetto che è stato presentato quest’oggi, a Reggio, presso la Sala Federica Monteleone del Consiglio regionale, e che vede protagonista e promotrice Giusi Princi. L’eurodeputato ha illustrato il piano nella sua città alla presenza di varie istituzioni. Il modello riguarda la possibilità di offrire una sistemazione dignitosa, e un futuro, ai tanti migranti presenti nel territorio. Questo grazie anche all’istituzione del Villaggio della Solidarietà.
“E’ motivo di orgoglio portare in Europa il modello di inclusione e integrazione contro qualsivoglia forma di discriminazione razziale promosso a Rosarno e che fa della Calabria la capitale dell’accoglienza” ha detto Giusi Princi a margine dell’evento. “Questo grazie al centro della solidarietà, realizzato a Rosarno in beni confiscati alla mafia in cui oggi sono presenti migranti Ce ne sono 90, adesso, ma il piano prevede arrivino fino a 200. Oggi, grazie alla istituzioni, abbiamo questo modello virtuoso, che sta diventando la base di un piano di azione anche europeo, da replicare in altre aree europee”.
Michelangelo Rosarno, coordinatore del Villaggio della Solidarietà, ha spiegato come funziona il piano di integrazione nella città reggina: “Rosarno in questi anni è stato un cantiere di innovazione sociale. L’apertura del Villaggio della Solidarietà ci ha permesso di stabilire un piano di integrazione che può essere utilizzato come esempio anche per altre aree. Il nostro sistema di inclusione parte dalla valorizzazione di tutti i beni pubblici realizzati per l’accoglienza dei migranti che purtroppo rimangono sempre chiusi. Il nostro modello consente la graduale apertura di tutte le strutture di accoglienza chiuse nel tempo. Strutture che verranno gestite non solo come accoglienza abitativa, ma anche come erogazione di servizi, per esempio per rinnovare il permesso di soggiorno. Altro punto chiave riguarda la digitalizzazione”.
Significativa la testimonianza di un africano, Emmanuel Osei, migrante proveniente dal Ghana e in Italia dal 2008. “Sono arrivato nel 2008 con il barcone, a Lampedusa. Sono arrivato al campo di Foggia e poi mi hanno proposto Rosarno, dove c’era lavoro di campagna” ha detto Emmanuel “Ho preso la cittadinanza italiana a giugno e ora posso tornare nel mio paese, a vedere i miei genitori, che sono vecchi. Ora vivo in una casa con la famiglia di Michelangelo Rosarno, vivo da anni con loro. Ora con mia moglie valutiamo di comprare una casa, perché non posso stare sempre da lui”.
Salvatore Cirillo, Presidente del Consiglio regionale della Calabria, ha commentato: “oggi non si parla di Rosarno solo per eventi negativi, ma anche di un progetto di accoglienza, che riguarda Rosarno, la provincia di Reggio, la nostra Regione”.
Anche il deputato calabrese Giovanni Arruzzolo commenta il progetto di inclusione con Rosarno protagonista: “la memoria purtroppo ci porta alla triste vicenda del 2010, ma grazie alle istituzioni si fa in modo che il problema diventi risorsa. Il Caivano-bis ha portato enormi risorse a Rosarno e San Ferdinando e questa attenzione consentirà di risolvere tante problematiche”.










Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?