Accoltellato in classe, giovane muore poco dopo. E’ caos: “episodio inaccettabile”

Omicidio La Spezia, Musolino (IV): “Morte Youssef inaccettabile. La violenza tra giovani è emergenza nazionale, servono contromisure urgenti”

E’ stato accoltellato in classe, tra i banchi di scuola, venerdì, ed è morto qualche ora dopo, in serata. Ha lottato per ore e ore tra la vita e la morte, Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato all’interno dell’Istituto professionale ‘Domenico Chiodo’ di La Spezia: il ragazzo è morto in serata. Youssef, colpito al costato da Zouhair Atif, 19 anni, marocchino residente ad Arcola, studente della sua stessa scuola, arrestato per omicidio, era stato soccorso dai medici del 118 e dai militi della Croce Rossa che hanno tamponato inizialmente una copiosa emorragia prima della corsa verso la shock room del pronto soccorso, dove gli è stato anche praticato il massaggio cardiaco. Una volta stabilizzato, aveva subìto un delicato intervento presso il reparto di chirurgia toracica e infine trasferito attorno alle 16 in rianimazione. Ma non ce l’ha fatta.

Lo sdegno di Dafne Musolino

“La morte di Youssef Abanoub, accoltellato tra i banchi di scuola a La Spezia, ci lascia sgomenti e impone una presa di coscienza immediata: non possiamo più parlare di casi isolati, siamo di fronte a un’emergenza nazionale che richiede risposte drastiche. È inaccettabile che un luogo deputato alla formazione e alla crescita come la scuola si trasformi in teatro di morte”. Lo dichiara in una nota il Senatore di Italia Viva Dafne Musolino, intervenendo sul tragico omicidio avvenuto all’interno dell’Istituto professionale ‘Domenico Chiodo’.

“La facilità con cui le armi da taglio circolano tra i giovanissimi e vengono introdotte persino nelle aule scolastiche è il sintomo di un sistema di prevenzione che evidentemente ha fallito” prosegue la Musolino. “Non possiamo limitarci al cordoglio di rito. Questa tragedia è l’ennesimo segnale di una crisi valoriale profonda e di una violenza latente che sta infettando le nuove generazioni. Servono controlli più rigidi, certo, ma serve soprattutto una rivoluzione culturale e sociale che rimetta al centro il rispetto per la vita”.

“Alla famiglia di Youssef giunga il mio più sincero cordoglio e la mia vicinanza per un dolore che nessun genitore dovrebbe mai provare. La politica e le istituzioni hanno il dovere morale di agire subito affinché nessun altro studente debba rischiare la vita sedendo al proprio banco” conclude Musolino.